In arrivo una carbon tax in tutta l’Unione Europea? Ma è efficace solo se…
Il prossimo futuro potrebbe riservarci una carbon tax tipo quella abortita in Francia. Colpisce i consumi di combustibili fossili, responsabili dell’effetto serra.
Nessuna prova della carbon tax in arrivo, ma due indizi: la benedizione della Banca d’Italia (”stimola l’economia, aiuta l’ambiente”) e l’annuncio che il nuovo commissario europeo alla fiscalità Algirdas Å emeta sta studiando la cosa.
Le tasse, quando aiutano l’ambiente, si pagano volentieri: almeno, è la mia opinione. Ma a proposito della carbon tax c’è un paradosso.
Solo se è alta spinge le imprese a investire in misure anti inquinamento. Se invece è bassa, trasferisce semplicemente sui consumatori l’aumento del prezzo dell’energia. Secondo voi la futura carbon tax europea, sempre che davvero entri in vigore, sarà alta o…
Le Monde Diplomatique ha fatto i conti lo scorso gennaio, quando la Francia di Sarkozy sembrava sul punto di imporre una carbon tax pari a 17 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica (il gas dell’effetto serra) immessa nell’atmosfera.
Non avrebbero pagato le grandi imprese – già assoggettate al regolamento europeo per le emissioni – ma solo i consumatori. Ci sarebbero stati dunque soltanto rincari, all’inizio molto modesti, su benzina, gas, gasolio.
La carbon tax francese fu poi ritirata perchè, disse la Corte Costituzionale, così come era congegnata avrebbe semplicemente colpito i consumatori. Sarebbe stata inefficace e ingiusta.
Ebbene, dicevo, quando sembrava che la carbon tax francese dovesse entrare in vigore Le Monde Diplomatique scrisse che la tassa avrebbe incentivato le imprese a comportamenti ecologicamente virtuosi solo se l’ammontare fosse stato pari, non ai 17 euro previsti: ma ad almeno 32 euro per ogni tonnellata di anidride carbonica immessa nell’atmosfera.
Se fosse stata così modesta, sarebbe stata comodamente e semplicemente scaricata sui consumatori. E non solo. Dal momento che non colpiva la produzione di energia elettrica, avrebbe invogliato la gente a consumare più elettricità e meno gasolio e benzina. Riscaldamento elettrico, auto elettriche eccetera. E in Francia la stragrande maggioranza dell’energia elettrica deriva da centrali nucleari. L’Italia, almeno a sentire i proclami governativi, sembra doversi avviare sulla stessa strada.
In ogni caso l’energia elettrica, se non è di origine nucleare, deriva perlopiù da combustibili fossili.
L’eventuale carbon tax europea è solo agli albori. L’annuncio è dato da Climate Policy News, il bollettino del Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici. Scrive che il commissario Å emeta sta studiando la proposta: è probabile che la sottoponga alla Commissione Europea fra un mese circa e che la formalizzi a maggio.
Restano la domanda di prima. Riusciranno a tassare anche la produzione di energia elettrica da combustibili fossili, e non solo il consumo di benzina? Riusciranno ad imporre una carbon tax sufficientemente alta da convincere le imprese ad orientarsi verso le energie rinnovabili? Come dicevano gli antichi: estote parati…
Sil sito della Banca d’Italia gli effetti della carbon tax
Su Climate Policy News allo studio una carbon Tax nell’Unione Europea
Su Le Monde Diplomatique (tradotto in italiano da Il Manifesto) i conti della carbon tax
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di La foresta mai piantata. Il Vaticano ha offerto invano la sua immagine al business ambientale « green makers group il 01/1/70
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aprile 23rd, 2010 at 12:35
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