Il Polo Nord ha caldo. In gennaio estensione dei ghiacci artici ad un soffio dal record negativo
C’è poco ghiaccio al Polo Nord. Meno che nel gennaio 2007, l’anno in cui si verificò il massimo scioglimento estivo dell’Artico: siamo ad un soffio dal record negativo per la stagione.
Il Nsidc (National snow and ice data center) degli Stati Uniti fa il punto della situazione. Io provo a riassumerle il questo modo: anche se in Europa fa freddo, non fa abbastanza freddo al Polo.
Alla faccia di chi sostiene che questo rigido inverno testimonierebbe una battuta d’arresto del riscaldamento globale, o addirittura un’inversione di tendenza.
Il grafico del Nisdc mostra con la linea azzurra l’estensione attuale dei ghiacci polari, confrontandola con la media 1979-2000 (area in grigio), con l’inverno 2006-07 (linea tratteggiata) e con l’inverno 2005-06 (linea verde), quando in gennaio i ghiacci ebbero la più ridotta superficie mai registrata.

Durante gli Anni 80, in gennaio il ghiaccio artico cresceva in media di 90.000 chilometri quadrati al giorno. Durante gli Anni 90, di circa 40.000 chilometri quadrati per giorno. Nei primi dieci anni di questo nuovo millennio è cresciuto di 39.000 chilometri quadrati al giorno.
L’estensione ghiacciata nel mese di gennaio è in diminuzione del 3,2% ogni 10 anni. Ogni anno la stagione dello scioglimento dura più a lungo, e il ricongelamento ritarda di quattro giorni.
La cartina mostra l’area ora coperta dai ghiacci polari. La linea rosa indica l’estensione media del periodo.

Il bollettino del Nisdc: l’estensione dei ghiacci artici è ad un soffio dal record negativo per gennaio. Allo stesso indirizzo anche grafico e cartina.
Foto Flickr
da maria
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