Colonialismo idrico. I Paesi ricchi prosciugano le riserve d’acqua di quelli poveri
E’ il colonialismo dell’acqua. I Paesi ricchi prosciugano le riserve d’acqua dei Paesi poveri e assetati importando i beni che in essi sono prodotti.
Ci si pensa raramente, ma negli oggetti e negli alimenti è “incorporata” e nascosta un’enorme quantità di acqua.
La Royal Society of Ersngineers ha fatto i conti per la Gran Bretagna, ma il fenomeno mi pare ampiamente generalizzabile.
Lo sfondo: la stragrande maggioranza di acqua che si usa per l’agricoltura e l’industria viene dalle falde sotterranee, che si riempiono molto più lentamente rispetto al ritmo dell’estrazione umana, e già ad esempio lo Yemen sta rimanendo a secco.
Inoltre l’acqua dolce è un bene in realtà raro e sempre più prezioso. E ora torniamo all’acqua britannica.
La gran Bretagna e gli altri Paesi ricchi, dicono gli ingegneri inglesi, importano enormi quantità di acqua “nascosta” in beni provenienti da Paesi che soffrono gravemente di scarsità d’acqua.
Questi stessi Paesi, spinti dalla richiesta di merci dall’Occidente, stanno utilizzando gran parte delle loro risorse idriche per prodotti destinati all’esportazione, e rischiano così di restare a corto d’acqua.
Alcuni esempi sulle quantità di “acqua nascosta” necessaria per completare tutte le fasi produttive di alcuni beni
Un litro di latte, 1000 litri
Un chilo di pane, 1.300 litri
Un chilo di tessuto di cotone, 11.000 litri
Una tazza di caffè, 1.120 litri
Un paio di scarpe di cuoio, 16.600 litri
Un chilo di carne bovina, 15.000-70.000 litri
Oltre 700 milioni di persone, in 43 Paesi, si misurano quotidianamente con la mancanza d’acqua. Ci si attende che il loro numero cresca in seguito a cambiamenti climatici, aumento della popolazione, aumento del consumo di carne in Paesi come la Cina, urbanizzazione e crescente inquinamento delle acque superficiali.
Il rapporto dice che molti Paesi stanno consumando acqua in modo non sostenibile, ad esempio ottenendola con la desalinizzazione (che richiede grandi quantità di energia) o pompando dalle falde acqua che ha impiegato milioni di anni per accumularsi. E’ il caso di Libia, Algeria, Arabia Saudita.
La domanda d’acqua già supera la disponibilità d’acqua in molti Paesi in via di sviluppo. E l’insaziabile sete dei Paesi importatori di beni non potrà essere soddisfatta per sempre.
Sul Guardian i Paesi ricchi prosciugano le riserve d’acqua di quelli poveri e assetati
Foto Flickr
da maria
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di Foto di una tribù finora sconosciuta per fermare lo sfruttamento dell’Amazzonia peruviana « green makers group il 01/1/70
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aprile 21st, 2010 at 16:43
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aprile 26th, 2010 at 01:02
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giugno 1st, 2010 at 07:05
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