Biocarburanti, Diritti umani e altre storie

Cinque domande all’Eni sullo sfruttamento delle sabbie bituminose in Congo. Una sull’olio di palma

petrolioE’ partita la campagna “Cinque domande all’Eni” per ottenere informazioni relative all’impatto del suo progetto in Congo che prevede lo sfruttamento delle sabbie bituminose.

Aggiungerei un’altra domanda, la sesta, visto che sempre in Congo l’ex azienda di Stato intende dedicarsi anche all’olio di palma, considerato un pessimo biocarburante a causa dei suoi effetti sull’ambiente e sulle popolazioni locali. Ecco, siamo certi che in Congo sarà diverso? Ma torniamo alla campagna.

“Cinque domande all’Eni” sulle attività della multinazionale petrolifera italiana in Congo Brazaville è una campagna lanciata da quattro testate giornalistiche indipendenti: Valori, Radio Popolare, Africa e Altreconomia.

Al centro c’è un intervento che vale 3 miliardi di dollari per il periodo 2008-2012, frutto di un accordo siglato tra Eni e il governo congolese nel 2008, i cui dettagli – dicono le quattro testate – non sono mai stati resi noti al pubblico né alle comunità locali.

Si tratta di attività in parte già in corso e in parte in programma. Le sabbia bituminose sono sostanzialmente terreno impregnato di petrolio. Il loro sfruttamento in Canada ha dato luogo a molte polemiche. Credo che nessuno le degnerebbe di uno sguardo se fossero disponibili giacimenti convenzionali di greggio. Si tratta di di una sorta di fanghiglia dalla consistenza burrosa; bisogna “lavarla” con getti di vapore bollente per separare il petrolio dalla terra e dall’acqua.

Immaginate voi come potrà apparire un giacimento di sabbie bituminose dopo che tutto il terreno sarà stato “lavato”.

La campagna delle cinque domande è partita da un rapporto realizzato dalla Fondazione tedesca Heinrich Boell e dall’italiana Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (Crbm), intitolato “Energy futures. Gli investimenti di Eni in sabbie bituminose e olio di palma in Congo Brazzaville”.

ll rapporto ha rivelato parte dei contenuti dell’accordo fra Eni e Governo congolese e ha denunciato “gli enormi danni che provocherà all’ambiente, in una foresta tropicale protetta”.

Ecco le cinque domande.
Eni ha effettuato valutazioni dell’impatto ambientale del suo intervento nel Congo Brazzaville (in particolare dello sfruttamento delle sabbie bituminose)? Perché non sono state rese pubbliche?

Qual è la composizione e la quantità dei gas bruciati con il gas flaring (combustione dei gas che fuoriescono durante l’estrazione del petrolio) nel giacimento di M’boundi? È certo che non siano nocivi per le persone e per l’ambiente?

Eni ha dichiarato che l’accordo con il governo congolese permetterà di produrre di 2,5 miliardi di barili di greggio, mentre le autorità locali sostengono che verrà prodotto bitume per realizzare strade. Qual è la verità?

Eni aveva dichiarato che avrebbe promosso “una consultazione libera, informata e continua” con le comunità locali. Invece i dettagli degli accordi, firmati con il governo congolese (nel 2008) per i nuovi investimenti (3 miliardi di dollari), non sono pubblici né disponibili per le popolazioni locali. Perché?

Amnesty International ha pubblicato recentemente un rapporto molto critico sulle compagnie petrolifere che operano in Nigeria, che evidenzia “la povertà, il conflitto, le violazioni dei diritti umani e la disperazione” che hanno portato alla popolazione del Delta del Niger. Quali iniziative state portando avanti per implementare le raccomandazioni di Amnesty sulla Nigeria e per evitare che il Congo diventi come il Delta del Niger?

Su Valori cinque domande all’Eni

Il rapporto della fondazione Heinrich Boell “Energy futures. Gli investimenti di Eni in sabbie bituminose e olio di palma in Congo Brazzaville”

Foto Flickr

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mar  10
10
alle 01:19
da maria

Ultimo commento:

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2 Commenti to “Cinque domande all’Eni sullo sfruttamento delle sabbie bituminose in Congo. Una sull’olio di palma”

  1. Camminando Scalzi.it dice:

    Interessanti articoli su sabbie bituminose in congo e sull’olio di palma li trovate qui di seguito

    http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/tar-sands-sabbie-bituminose-in-congo.html

    e

    http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/nel-paese-dellolio-di-palma1.html

    buona lettura

  2. Sì alla ricerca di petrolio fra Gargano e isole Tremiti. Parco Nazionale, paradiso dei sub « green makers group dice:

    [...] Cinque domande all’Eni sullo sfruttamento delle sabbie bituminose in Congo. Una sull’oli… [...]

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