Biocarburante per gli aerei. Il metodo scellerato del Qatar per ridurre le emissioni di gas serra
Biocarburante nei serbatoi degli aerei al posto dei derivati dal petrolio. Merita davvero di essere raccontato il metodo scelto dal Qatar per ridurre le sue altissime emissioni di gas serra. Un metodo scellerato su cui è stata applicata un’ingannevole etichetta ecologica.
Già i vantaggi ambientali dei biocarburanti sono ampiamente discutibili, per usare un eufemismo. Ma non basta.
Come fa quel mucchietto di sabbia e petrolio chiamato Qatar a produrre biocarburanti? Si suppone che usi terreni agricoli affittati in Kenya. Alla faccia dell’Africa affamata.
La vicenda è stata sviscerata ieri dal Guardian. Il quotidiano britannico scrive che in Qatar sono altissime le emissioni pro capite di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra che entra nell’atmosfera in seguito all’uso dei combustibili fossili.
Del resto il Qatar galleggia sul petrolio, e sul petrolio è basata la ricchezza nazionale, col suo codazzo – almeno nell’immaginario collettivo – di sceicchi in Rolls Royce e di rubinetti in oro.
Così si fa crescente scialo di petrolio e derivati, nonchè di energia elettrica prodotta grazie ad essi. In Quatar, scrive il Guardian, le utenze domestiche non pagano la bolletta dell’elettricità e neanche quella dell’acqua, che viene prodotta quasi tutta dagli impianti di desalinizzazione con gran dispendio di energia. Si sciala dunque anche l’acqua, va da sè.
Sebbene per certi aspetti ricchissimo, il Qatar viene considerato un Paese in via di sviluppo. E come tale non è penalizzato dal Protocollo di Kyoto per le sue emissioni.
Però per quel che riguarda l’aviazione - i passeggeri sono in notevole aumento nonostante la crisi economica – il Qatar ha annunciato una grande iniziativa “ecologica”. Cioè l’intenzione di riempire col biocarburante, primo Paese al mondo, i serbatoi degli aerei.
I biocarburanti sottraggono terreno agricolo alla produzione di cibo. Fanno aumentare i prezzi dei generi alimentari e la fame.
Il Qatar non brilla per disponibilità di terra coltivabile. Di qui l’ipotesi che produca i biocarburanti per gli aerei in Kenya, dove ha messo gli occhi su decine di migliaia di ettari di campi. Del resto, molti Paesi ricchi di soldi e poveri di campi hanno fatto shopping di terreno agricolo in contrade più povere.
Appuntatevi la storia del biocarburante kenyano in un angolo del cervello. Non si sa mai, un dopodomani vi offrissero di volare con le Qatar Airways…
Sul Guardian biocarburante per gli aerei. Il metodo scellerato scelto dal Qatar per ridurre le emssioni di gas serra
Foto Flickr
da maria
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di Biocarburanti più inquinanti della benzina. La ricerca che l’Unione Europea teneva nel cassetto « green makers group il 01/1/70
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gennaio 15th, 2010 at 21:05
in rete avevo letto un post dove il bioetanolo veniva paragonato alla grappa, in termini di costo e ritorno energetico..
gennaio 21st, 2010 at 09:00
Anche le coltivazioni di tabacco, di cotone, di fiori e piante ornamentali tolgono cibo agli affamati… Perchè non le citate mai queste? Anche l’autolavaggio toglie acqua agli assetati!
Cara mia, in Africa non manca la terra per il cibo, mancano gli investimenti per far produrre la terra…
aprile 23rd, 2010 at 16:10
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