Clima

Altro che diminuirle. L’Europa ha trasferito le sue emissioni di anidride carbonica all’estero

emissioniAltro che diminuirle. L’Europa ha semplicemente delocalizzato le sue emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra. Le ha trasferite oltre i suoi confini, accollandole formalmente ad altri.

Con il suo obiettivo 20-20-20 l’Unione Europea sembra la prima della classe quando c’è da parlare di lotta ai cambiamenti climatici. In realtà le emissioni dei Paesi europei più ricchi sono del 20-50% superiori a quelle ufficialmente conteggiate: il resto è legato ai beni prodotti nei Paesi in via di sviluppo e poi importati. Il problema esiste anche per gli Usa, ma in misura minore.

E’ il risultato di uno studio pubblicato negli Stati Uniti sul bollettino Pnas, Proceedings of the National Academies of Science.

Due studiosi della Stanford University, Steven Davis e Ken Caldeira, hanno rifatto i calcoli delle emissioni planetarie di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra che deriva dall’uso dei combustibili fossili, tenendo conto del flusso delle materie prime e dei beni. Il testo completo può essere letto solo dagli abbonati, ma il succo è stato ripreso da vari organi di informazione.

Si sono basati su dati che arrivano fino al 2004, e che non tengono quindi conto dei cambiamenti legati alla successiva crisi economica.

Il risultato: a livello planetario, circa un quarto delle emissioni è legato alla produzione di beni destinati all’esportazione. Vengono conteggiate a carico dei Paesi produttori, innanzitutto la Cina ma anche altri Paesi cosiddetti in via di sviluppo; in realtà sono da accollare ai Paesi consumatori.

Tenuto conto del saldo fra esportazioni ed importazioni, si scopre che gli Stati Uniti hanno delocalizzato oltre confine circa l’11% delle loro emissioni effettive.

L’Europa, ben peggio: oltre un terzo delle emissioni legate a beni e servizi consumati nei Paesi europei più ricchi sono entrate nell’atmosfera a partire da un luogo situato fuori dai confini nazionali.

Gli autori concludono che questa delocalizzazione delle emissioni è stata guidata da interessi economici, non dalle leggi sulla regolazione delle emissioni stesse. Detto in parole più povere: le fabbriche inquinanti dai Paesi ricchi si spostano in quelli poveri perchè la manodopera costa meno, e non per le leggi relative all’ambiente.

Il trend non potrà che essere accentuato da un eventuale sistema di controllo globale delle emissioni che non tenga conto dell’importazione di beni prodotti altrove.

Su Pnas il conteggio delle emissioni di anidride carbonica basato sui consumi. L’articolo completo è riservato agli abbonati

Su Ars Technica l’Europa ha delocalizzato le emissioni di anidride carbonica

Su Physorg le emissioni di anidride carbonica delocalizzate oltre i confini nazionali

Foto Flickr

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mar  10
9
alle 11:14
da maria

Ultimo commento:

di La foresta mai piantata. Il Vaticano ha offerto invano la sua immagine al business ambientale « green makers group il 01/1/70

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2 Commenti to “Altro che diminuirle. L’Europa ha trasferito le sue emissioni di anidride carbonica all’estero”

  1. Biocarburanti più inquinanti della benzina. La ricerca che l’Unione Europea teneva nel cassetto « green makers group dice:

    [...] Altro che diminuirle. L’Europa ha trasferito le sue emissioni di anidride carbonica all’… [...]

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