Via libera del Senato al nucleare. Le centrali saranno in Piemonte, Lombardia e Sardegna?
Si apre ufficialmente il toto-nucleare. Dove cercheranno di costruire le centrali nucleari in questa Italia così soggetta a terremoti, frane e alluvioni? Apprendo non senza un filino di sgomento che uno dei luoghi papabili è vicino a casa mia.
Ieri il Senato ha votato il disegno di legge “Sviluppo ed energia”. Riapre le porte all’energia nucleare. Quelle stesse porte che il referendum del 1987 aveva chiuso.
Greenpeace ha diffuso l’elenco dei luoghi che potrebbero ospitare le centrali nucleari. Le probabilità maggiori si concentrano in Piemonte, Lombardia e Sardegna.
In base a quanto il Senato ha votato ieri, il Governo ha la delega per adottare entro sei mesi i decreti per il ripristino della filiera di produzione dell’energia nucleare, compresi i criteri per l’ubicazione delle centrali e dei depositi di rifiuti radioattivi.
Per l’autorizzazione a costruire le centrali nucleari sono previste procedure veloci. Costruirle dove? Ecco le zone in cui potrebbero finire.
Greenpeace ha ripreso le carte dei luoghi idonei preparate negli Anni 70 dal Cnen, poi trasformato in Enea, e ha cercato di rivederle, almeno a grandissime linee, alla luce di quanto si è nel frattempo reso evidente a proposito di rischi sismici, zone soggette a frane ed erosione delle coste.
I luoghi a suo tempo indicati dall’Enea erano molto numerosi. Al loro interno, quelli ora considerabili “a minor rischio di vulnerabilità ” rispetto a frane ed erosioni delle coste sono in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna.
Se si tiene conto anche dei rischi sismici, la rosa fra cui il Governo potrebbe scegliere si riduce ulteriormente: Piemonte (ahimè), Lombardia, Sardegna. C’è anche la Toscana, o meglio: l’isola di Pianosa.
Da Iris Press il Senato riapre le porte all’energia nucleare
Da Greenpeace le mappe nucleari dell’Italia. Le centrali saranno in Piemonte, Lombardia e Sardegna?
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Marco il 01/1/70
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maggio 14th, 2009 at 13:48
Premesso che secondo me si tratta dell’ennesima sparata di un governo che vive di proclami ai cui raramente seguono i fatti (quando realizzano effettivamente qualcosa che preme loro, ad esempio qualche lodo ad hoc salva politici/delinquenti, lo fanno sempre in silenzio e la gente lo viene a sapere a cose fatte), sono proprio curioso di sapere in che modo, questi geni dell’energia, contano di raffreddare le centrali nucleari in questione.
Con l’acqua del Po? cioè lo stesso Po nel cui delta spesso il mare risale il fiume data la scarsa portata dello stesso?
o magari con l’aqua di mare, previo ritrovamento di un tratto di litorale sufficientemente capiente ove costruire la centrale e che non sia già cementificato (più o meno abusivamente).
O magari al Sud, dove d’estata manca anche l’acqua per lavarsi.
Semplicmente geniale poi l’idea di costruire centrali in Sardegna, giusto per sprecare un altro po’ di energia lungo i cavi che collegherebbero l’isola al continente.
E tutto questo analizzando, e nemmeno troppo nel dettaglio, semplicemente 1 problema tecnico delle centinaia analizzabili.
E senza contare l’impatto su ambiente e popolazione, la produzione di scorie, il loro smaltimento e quei simpatici rilasci che ogni tanto avvengo sotto forma gassosa o liquida nelle centrali in funzione, per esempio in Francia ma non solo.
Ah ma tanto gli enti di controllo, quando non sono intenti a insabbiare questi episodi o, come avviene in Francia, non sono intenti a spiare i pc di organizzazioni ambientaliste, garantiscono che si tratta di incidenti non rilevanti… (http://www.greenpeace.org/italy/news/spionaggio-edf-francia)
maggio 14th, 2009 at 21:22
Purtroppo ai proclami del governo negli ultimi tempi, seguono le decisioni per le prossime sciagure di cui saremo responsabili tutti se non saremo capaci di opporci.
maggio 15th, 2009 at 13:07
Vivo in Puglia. Proclami? Non so. Certo se continuano a governare individui che nel 2009 propongono il nucleare alla faccia del resto del mondo che sta tentando disperatamente di disfarsene, potranno essere pure proclami ma il dubbio sulla loro sanità mentale ti viene!
Sono preoccupato. Abbastanza. Anzi, di più.
maggio 18th, 2009 at 13:37
Dunque.. in sardegna si è parlato addirittura di 4 centrali!!!! punto primo: siamo una delle regioni che produce più energia di tutti, perciò chissene se lo stato italiano ha di questi problemi, noi ce la caviamo benissimo da soli xke abbiamo fatto delle energie rinnovabili uno stile di vita! punto secondo le centrali andrebbero messe sul mare, ovvero la maggior fonte di guadagno della regione sardegna! se al governo interessano tanto le centrali nucleari che se le facessero a casa loro! punto terzo con i soldi per una sola centrale a voja fotovoltaico ed eolico! siamo già rimasti fregati da quello schifo che è la Saras, le centrali x carità di dio no. qui scoppierebbe una rivoluzione e sarebbe la volta buona che la sardegna si staccasse dall’Italia e se ne andasse per conto proprio, una seconda Lussemburgo ma con il triplo degli abitanti