Va in orbita Oco, il satellite in grado di misurare e “pedinare” l’anidride carbonica
Domani, martedì, quando in Italia saranno le 9,51 la Nasa lancerà in orbita dalla Vanderberg Air Force Base (California) il satellite chiamato Oco, Orbiting Carbon Observatory.
Avrà appunto il compito di tenere sotto controllo in modo molto particolareggiato la concentrazione nell’atmosfera dell’anidride carbonica, il gas dell’effetto serra. Non solo misurarla: anche “pedinarla”, se così si può dire.
Conosciamo la concentrazione dell’anidride carbonica – 386 parti per milione circa un anno fa, mentre prima della Rivoluzione Industriale erano 280 circa – ma molte cose ancora ci sfuggono.
L’anidride carbonica entra nell’atmosfera sia per cause naturali, come la decomposizione dei vegetali morti, sia per effetto delle attività umane: ad esempio l’uso dei combustibili fossili.
Petrolio, gas, carbone si sono formati a partire da resti organici; quando vengono bruciati, torna a liberarsi l’anidride carbonica che vi era imprigionata da centinaia di milioni di anni. A loro volta, le foreste e gli oceani assorbono dall’atmosfera l’anidride carbonica.
Soltanto il 2% dell’anidride carbonica che entra nell’atmosfera, si calcola, proviene dalle attività umane. Ma è sufficiente per turbare l’equilibrio del sistema.
Non tutta l’anidride carbonica proveniente dalle attività umane, comunque, deriva dai combustibili fossili. Secondo gli scienziati, il disboscamento e l’agricoltura pesano sulle emissioni in modo che ancora non conosciamo.
Scoprirlo sarà uno dei compiti di Oco. Individuerà e misurerà con precisione sia i punti di emissione sia i luoghi in cui l’anidride carbonica viene assorbita.
Sul New Work Times va in orbita Oco, il satellite in grado di misurare e “pedinare” l’anidride carbonica
Oco, Orbiting Carbon Observatory, sul sito della Nasa
Foto Flickr
da maria
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