Tesla Model S, la scossa. Arriva la prima berlina elettrica che aspira a diventare auto di massa
Tesla prova a dare la scossa all’insostenibile modello dell’auto. Mentre Obama rende noto che Chrysler sarà salvata da pecunia statale solo se troverà un partner (Fiat? poi vi dirò le mie perplessità), negli Stati Uniti viene svelata ufficialmente Testa Model S, la prima berlina elettrica che aspira a diventare di massa.
Giova ripeterlo. Non è che i motori elettrici inquinano semplicemente altrove, cioè nel luogo in cui l’elettricità viene prodotta a partire da combustibili fossili anzichè nelle strade. Sono più efficienti dei motori tradizionali. Richiedono meno energia, quindi inquinano meno. Sia dunque la benvenuta la Testa Model S? Vediamo.
Tanto per cominciare la Tesla Mpdel S costerà 57.400 dollari circa, che non sono esattamente bruscolini. Va bene che fare il pieno di elettricità costa davvero pochissimo, ma lo stanziamento iniziale non mi sembra per tutte le tasche.
Anche se si può già ora prenotare l’acquisto on line, la produzione dovrebbe essere avviata alla fine del 2011. E sai quante cose possono capitare fino ad allora…
Poi non mi sembra un’auto esattamente pensata per quelli che badano al risparmio: grazie ai sedili posteriori reclinabili la Model S può ospitare contemporaneamente un televisore 50 pollici, una mountain bike e una tavola da surf. Ve li caricate anche voi in auto tutti i giorni per andare in ufficio, immagino.
La cosa interessante però, la vera svolta, sta nel fatto che la Tesla Model S è un’auto elettrica in grado di stare tranquillamente alla pari con quelle a benzina. Velocità massima di 193 chilometri all’ora, autonomia superiore a 482 chilometri con una ricarica veloce (a 440V) di soli 45 minuti, oppure 4 ore da una presa normale.
Inoltre le batterie si potranno cambiare e alternare con altre già caricate in 5 minuti. A prezzo minore saranno disponibili pacchi batterie da 260 o 370 chilometri di autonomia.
Un’auto elettrica con prestazioni finalmente pari a quelle di un’auto a benzina: qui sta la vera novità. La strada che secondo me vale la pena di percorrere, anche se personalmente sono scettica sulla possibilità di mantenere in vita un paradigma sociale basato sulla mobilità individuale anzichè sulla mobilità collettiva.
Resta il fatto che se dobbiamo (o vogliamo) muoverci, i motori elettrici sono più efficienti rispetto a quelli tradizionali, e dunque più ecologici. Poi se si usa energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili l’inquinamento è praticamente zero. E in questo senso la Tesla Model S sia la benvenuta.
E mentre parlo d’auto, lasciate che mi tolga un sassolino dalla scarpa. Obama dice che la Chrysler squassata dalla crisi economica e dalla recessione riceverà aiuti statali solo a patto di trovare rapidamente un partner. Che dovrebbe essere la Fiat, con cui è già stato celebrato il fidanzamento anche se non ancora il matrimonio.
Mi rendo conto di come le utilitarie Fiat possano rappresentare una novità per gli Usa: sono piccole e poco inquinanti rispetto ai macchinoni cui loro sono abituati.
Però Torino e il Piemonte, storicamente aggrappati alla Fiat, sono affondati nella crisi economica perfino più che il resto dell’Italia. E ora Obama pensa che l’auto americana possa salvarsi aggrappandosi alla Fiat…
Tesla Model S
Su Blog Motori lTesla Model S che aspira a diventare la prima berlina elettrica di massa
Su One Auto Tesla Model S, l’auto elettrica con prestazioni pari a quelle delle auto a benzina
Sul Corriere della Sera la possibile alleanza fra Fiat e Chrysler
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da maria
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marzo 31st, 2009 at 10:00
“Tanto per cominciare la Tesla Mpdel S costerà 57.400 dollari circa, che non sono esattamente bruscolini. Va bene che fare il pieno di elettricità costa davvero pochissimo, ma lo stanziamento iniziale non mi sembra per tutte le tasche.”
Non mi dire… Una Tesla costa come un paio di Fiat Bravo, e non mi sembra che lo statunitense medio navighi esattamente nell’oro…
“La cosa interessante però, la vera svolta, sta nel fatto che la Tesla Model S è un’auto elettrica in grado di stare tranquillamente alla pari con quelle a benzina. Velocità massima di 193 chilometri all’ora, autonomia superiore a 482 chilometri con una ricarica veloce (a 440V) di soli 45 minuti, oppure 4 ore da una presa normale.
Inoltre le batterie si potranno cambiare e alternare con altre già caricate in 5 minuti. A prezzo minore saranno disponibili pacchi batterie da 260 o 370 chilometri di autonomia.”
Mentre la Testa sta ferma i suoi 45 minuti a fare “il pieno” (ammesso di trovare il distributore), l’utilitaria è arrivata a destinazione. Le batterie di ricambio sono pile stilo o le devo pensare simili alle batterie delle comuni vetture?
“Mi rendo conto di come le utilitarie Fiat possano rappresentare una novità per gli Usa: sono piccole e poco inquinanti rispetto ai macchinoni cui loro sono abituati.”
Dici niente…
“E ora Obama pensa che l’auto americana possa salvarsi aggrappandosi alla Fiat…”
Insomma, Obama è un povero c…..e…
Un altro prodotto immaturo che non sfonderà, come l’auto a idrogeno distribuita anni fa in California. Ben venga l’alleanza con chi propone soluzioni concrete (FIAT), anche se il meglio mi sembra la soluzione ibrida (Toyota e Honda).
marzo 31st, 2009 at 10:16
Elogio per la realizzazione. Ma pessimismo ai massimi livelli per il prezzo ed il taglio di vetura, berlina appunto.
Bisognerebbe inizizare da vetture meno costose per avvicinare più massa (ad oggi in piena crisi e con pochi soldi), e investire in infrastruttura. Poca duranta delle batterie = tecnologia di rifornimento/sotituzione adeguata.
Un ottimo progetto è questo: http://betterplace.com
Azienda che investe nell’insfrastruttura del rifornimento delle auto elettriche, prelevando energie da fonti rinnovabili.
Ciao.
aprile 10th, 2009 at 15:58
57.400$ meno 7.500$ (e non 1.500€) di contributo statale, fanno 49.900$ che al cambio odierno sono pari a 37.800€.
Non mi sembra male per una macchina della stessa categoria della BMW serie 5 o della Audi A6. Solo che la Model S può portare 7 persone (si, ok, 2 sono bambini, ma viaggiano correttamente in senso contrario a quello di marcia), un pieno costa una sciocchezza e mi permette di arrivare da Milano a Roma. No, non male.
La scelta della categoria (berlina di lusso anziché utilitaria) è obbligata dal fatto che la tecnologia necessaria per ottenere questi risultati ha un costo alto che incide poco sul costo di una macchina di questa fascia, tanto sul costo di una berlina.
Un esempio? Ecco le utilitarie elettriche in commercio in Italia.
1. Fiat Panda elettrica € 25.711,27
2. Smart elettrica € 24.242,18
3. Twingo Quickshift € 24.068,40
4. Twingo Quickshift Van € 24.442,65
Solo che la panda, con un pieno, fa al massimo 150km e la ricarica dura 8 ore.
Capito cosa hanno fatto quelli della Tesla?
Certo, si può fare di meglio… ma in attesa dell’auto a fusione nucleare fredda (che purtroppo ancora non riusciamo a fare), provate a cercare su google “cinquino elettrico”…
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