Riciclaggio del sughero, si avvia in Veneto “Tappo-a-chi”?
Riciclaggio deitappi di sughero delle bottiglie di vino. Decolla in Veneto la sperimentazione di “Tappo-a-chi?”, iniziativa promossa dal consorzio Ri-Legno, dal Comune di Valdobbiadene e da Savno, l’azienda pubblica che gestisce i rifiuti nel Veneto Orientale.
Proprio a Valdobbiadene – patria del Prosecco – per un anno enoteche, bar e ristoranti fanno la raccolta differenziata dei tappi da avviare a nuova vita. Se l’esperimento avrà successo sarà esteso a tutto il territorio sulla sinistra del Piave.
Va diffondendosi, almeno dalle mie parti, il vino alla spina, per il quale faccio il tifo in nome della riduzione dei rifiuti. La ritengo la soluzione ideale per dignitosi vini da pasto. Quando però si tratta di mettere in tavola una bottiglia di quelle buone, non c’è storia: il vino va nel vetro, e col tappo di sughero sopra.
Non c’è motivo di buttare il tappo. Il sughero può essere trasformato in pannelli per coibentare gli edifici, oppure può servire per le suole delle calzature estive.
E’ proprio ciò che ora si fa in Veneto. Il sughero messo da parte in enoteche, ristoranti eccetera viene avviato allo stabilimento trevigiano dell’Armorin Cork, la prima azienda nel mondo che ha avviato il riciclo dei tappi, dove si provvede a separarlo da materiali estranei quali plastica, carta o metallo. Dopodichè, macinato e compresso, il sughero è trasportato negli stabilimenti del Portogallo per le successive lavorazioni.
La gente può contribuire alla raccolta differenziata portando all’ecosportello di Valdobbiadene i tappi delle bottiglie sturate a casa.
Chi non abita in zona può optare per il riciclaggio fai-da-te: i tappi di sughero possono essere trasformati in segnaposto, in sottopentola, in pupazzetti. E tante altre idee su Ri-Creazione.
Dal sito di Savno Riciclaggio del sughero, si avvia in Veneto “Tappo-a-chi?”
Ri-Legno e il progetto “Tappo-a-chi?”
Foto Flickr
da maria
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di enri1968 il 01/1/70
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dicembre 11th, 2009 at 11:19
importantissimo riciclare i tappi, direi fondamentale.
Il problema per me, che faccio un uso sporadico di questo materiale, è trovare uno spazio per accumularli e poi spedirli a chi di dovere.Credo che se anche abitassi in prossimità di dove fanno questa raccolta non mi sposterei neanche di un mm.
dicembre 11th, 2009 at 11:32
E infatti la raccolta differenziata la fanno le vinerie e i ristoranti, David
dicembre 11th, 2009 at 11:36
Seguo quasi ogni giorno il tuo blog.
Gli nargomenti sono interessanti, ma ti occupi poco di isolazione delle case esistenti, se non quando critichi il governo per il fatto che non rinnova gli incentivi del 55% per l’efficenza energetica delle case.
Il consumo dovuto al riscaldamento e raffrescamento degli edifici, dal punto di vista dell’energia, rappresenta almeno il 40% del consumo complessivo italiano, ed è il settore dove sarebbe piu’ facile intervenire e con maggiori benefici, fino addirittura ad azzarare i consumi, senza utilizzare tecnologie rivoluzionarie, cioè già a portata di mano.
Come mai ne parli cosi’ poco?
Quanti sono gli italiani che hanno usufruito dell’incentivo stratosferico del 55%, e che vantaggi ha portato?
Veniva utilizzato al meglio?
Quanti ne erano adeguatamente informati?
Io vedo che nella mia città, e credo la tua vecchia città di riferimento,molto a Nord, si fanno ancora pochissimi cappotti termici, e anche di poco spessore (max 10 cm quando va bene).La gente secondo me non è informata, e addirittura si oppene nelle assemblee condominiali a queste scelte, quasi che fosse3ro dei soldi gettati al vento.Perchè non ne parli? Oppure l’argomento, sebbene importante non ha riscontro a livello mediatico?
Perchè non si parla dei risultati di qualche condominio in cui hanno fatto un bel cappotto, invece di parlare delle solite ville isolate di classe A?
dicembre 11th, 2009 at 11:44
Ti ringrazio sia per i complimenti sia per i suggerimenti, David. E ti assicuro che terrò conto di questi ultimi. Ahimè non conosco nessun condominio che abbia messo il “cappotto”
Quando abitavo in condominio, condussi una battaglia per i pannelli solari sul tetto. Sembravo Don Chisciotte con i mulini a vento.
Se conosci qualche condominio felicemente “incappottato”, scrivilo qui. Ne parlerei molto, ma molto volentieri
dicembre 11th, 2009 at 11:49
Post scriptum, e scusate l’O.T. Ma sei mica il David C. con cui temporibus illis ho fatto il liceo?
dicembre 11th, 2009 at 13:58
No, non ho fatto il liceo, e poi la mia classe era tutta maschile.
Non credo di conoscerti
Se vuoi facciamo due chiacchiere in privato,l’email ce l’hai.Ciao
dicembre 15th, 2009 at 12:20
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dicembre 28th, 2009 at 19:07
Gentile Maria,
l’idea non mi sembra nuova. Ho dato i tappi quest’estate ad una cantina del movimento turismo del vino aderente al progetto “tappo a chi?”. Ma non hanno più fatto sapere niente. Hanno promesso di fornire i dati della raccolta e quali progetti a scopo sociale venivano finanziati , ma niente. Sul mondo del sociale e delle onlus bisogna avere la massima trasparenza!! Fortunatamente ho trovato un’altra strada. Ora infatti raccolgo i tappi per l’associazione a braccia aperte di Milano che ha una proposta concreta per quanto riguarda il riciclo dei tappi di sughero (in più aiuta un’impresa italiana e non portoghese!) nel mondo della bioedilizia.
Sul sito http://www.abracciaaperte.it si trova anche una pratica cartina per sapere dove portare i tappi oltre alle informazioni su partner e progetto.
La invito a prestare attenzione quindi anche a quest’altro progetto che riguarda le onlus, certo della sua sensibilità all’argomento.
A David consiglierei di imparare a muoversi di qualche mm, magari come ha fatto per informarsi sulla storia del 55%……
La ringrazio per l’attenzione.
Auguri a tutti e buona raccolta di tappi!
Roberto
maggio 9th, 2010 at 15:37
[...] Riciclaggio del sughero, si avvia in Veneto “Tappo-a-chi”? [...]
luglio 6th, 2010 at 09:57
Ciao, complimenti per il post e il blog, ne approfitto per segnalare l’intervista ad un esponente di una associazione no profit di Milano che ha organizza da tempo la raccolta e il riciclo dei tappi di sughero, spero di non disturbare, forse può interessare e dare degli ulteriori spunti.
http://www.sullamaca.it/stili-di-vita/il-tappo-di-sughero-e-il-riciclo-intervista-a-davide-boati-2/