Parco del Circeo, lago di Paola. Incombono yacht e navi a motore
Abusi e cementificazione nel Parco Nazionale del Circeo. E’ arrivata la risposta del ministero per l’Ambiente all’interpellanza dell’onorevole Realacci.
L’ho trovata terrificante. E’ una risposta precisa, puntuale, circostanziata anche su quello che a me è sembrato il nocciolo della questione, cioè il “Programma di riqualificazione e fruizione sostenibile del lago e del canale di Paola” promosso dalla Provincia di Latina all’interno del Parco, che prevede, fra le altre cose, un canale percorribile dagli yacht di grandi dimensioni.
Yacht nel parco, capite! E cos’ha risposto il ministero? Che è un progetto ancora embrionale, e come tale non può ancora essere valutato. E tanti saluti.
In sostanza: il progetto di “fruizione sostenibile” (bella espressione!) della Provincia di Latina che passa per gli yacht nel Parco del Circeo è ancora fermo allo studio di fattibilità, dice il ministero.
Dunque non ci sono gli elementi per giudicare, sostiene il ministero, anche se “ogni prospettiva di intervento rimane subordinata all’esito degli opportuni approfondimenti e verifiche”. Può voler dire tutto e niente, mi pare.
D’accordo non voler zampettare nel campo d’azione diretta della Provincia di Latina. D’accordo che non è neppure chiaro se il lago di Paola è privato o demaniale. Però si poteva anche dire, mi pare. che gli yacht in un Parco Nazionale non devono entrare.
E Realacci? Mica per insegnargli il mestiere: ognuno può far l’onorevole come gli pare. Però poteva ben insistere su ’sta storia degli yacht. Dire che si aspettava almeno un’affermazione di principio sull’inopportunità della loro presenza in un luogo del genere.
Nulla di tutto ciò. Ritiene la risposta “seria e soddisfacente”. Ringrazia educatamente e saluta.
Altre cose interessanti sono scritte nella risposta del ministero su abusi e cemento nel Circeo. Il ministero ammette che la darsena del lago di Paola, seppur sequestrata nel 2006, è tuttora utilizzata per l’ormeggio di natanti a motore. Dunque “saranno effettuati ulteriori accertamenti per verificare eventuali violazioni di legge”.
Allora è ufficiale: barche a motore entrano nel Parco del Circeo. Una cosa che non sta nè in Cielo nè in terra, eppure accade.
E per quel che riguarda le opere abusive sulla darsena del lago? L’interpellanza di Realacci elencava un ristorante, un bar, un’officina meccanica, un parcheggio (abbattendo gli alberi all’interno del Parco), una boutique e, udite udite, una scuola di sci nautico. Che presuppone, ovviamente, l’arrivo di motoscafi.
La risposta del ministero dice in sostanza che, sì, si tratta di abusi acclarati ma nessuno ha pensato a farli abbattere e a ripristinare l’aspetto originario dei luoghi.
Prosegue: “Sarebbe, pertanto, auspicabile e doveroso che gli Enti competenti (Comune/Ente Parco) provvedessero, al più presto, al ripristino/demolizione delle opere abusive”.
Sarebbe auspicabile abbattere le opere abusive. Così trattiamo un Parco nazionale.
L’interpellanza di Realacci: yacht e navi a motore incombono sul lago di Paola nel Parco del Circeo
La risposta del ministero per l’Ambiente: il progetto per gli yacht nel lago di Paola è embrionale e non può essere giudicato
L’ulteriore risposta di Realacci al ministero per l’Ambiente
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da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
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febbraio 3rd, 2009 at 12:43
Bèh, la cosa veramente assurda è che CI SIANO delle opere abusive: se si pensa al fatto che i Parchi sono gestiti come un vero e proprio “Stato di Polizia”, e che non si può muover foglia senza l’autorizzazione dell’Ente Parco, si può senz’altro presumere larghe frange di connivenza fra lo stesso Ente Parco e gli abusi…
Ma questo altro non è che un … “film già visto”: dove la popolazione “normale” è sottoposta ad ogni tipo di vessazione anche oltre lecito, e dove l’Ente, gli “amici e gli amici degli amici” possono fare il bello ed il cattivo tempo…
febbraio 3rd, 2009 at 13:42
caro federico, anche fuori dal parco la gente è “vessata”.
Non si puo’ costruire la dove il piano regolatore non lo permette.Non capisco perchè giustifichi anche l’abusivismo all’interno del parco!
Qualsiasi legge che regolamenti impone degli oblighi e delle regolamentazioni.Altrimenti non saremmo in uno stato di diritto, ma ognuno fa quello che vuole.
febbraio 3rd, 2009 at 14:49
Appunto, “ognuno fa quello che vuole” è l’etica di riferimento di Vannucci e di quelli che sono al governo in questo momento.
Avete notato come, ogni volta che qualcuno sul blog esprime posizioni apertamente critiche nei confronti di tale o talaltro membro del governo o di questa maggioranza, il nostro eroe si senta in dovere di partire lancia in resta per la Santa Crociata in difesa della Gerusalemme Celeste?
Ma se provasse a scendere di cavallo, una buona volta…
febbraio 3rd, 2009 at 14:54
Bèh, david: ho provato anche a rileggere il mio intervento, oltre al tuo.
Qui i casi sono 2: o sono io ad aver dei grossi problemi a spiegarmi, o sei tu che capisci fischi per fiaschi (sempre, ovviamente, ammettendo la buona fede)…
La solita considerazione vale per Geronimo (con la differenza che in questo caso si presume la malafede piuttosto che la buona…)!
febbraio 3rd, 2009 at 17:09
ma che proprio io debba difendere il vannucci, mi sembra il colmo. insomma, per una rara volta, almeno se non ho capito io fischi per fiasci e allora mi scuso, vannucci dice che ci devono essere delle losche connivenze tra speculazione ed ente altrimenti sarebbe impossibile abbattere alberi costruire, ipotizzare una scuola di sci nautico sul lago di paola!!!!!!
Ancora, per una rara volta, il vannucci dice “dove l’Ente, gli “amici e gli amici degli amici” possono fare il bello ed il cattivo tempo…”. ragazzi ma oggi il vannucci è quasi dei nostri. Oggi la situazione del parco del circeo indigna pure lui come tutti noi. E’ uno scandalo. Un posto bellissimo, un residuo di quello che era, attaccato e corroso da una sub cultura che non capisce, che non sa governare l’innovazione. Che non capisce quanta economia reale, quanta occupazione, quanto turismo “benestante” sia in grado di generare un parco correttamente gestito. Rileggersi la storia del parco d’Abruzzo per capire. Dall’odio degli abitanti alla conversione verso il parco e alle richieste di allargamento dei confini. Solo gli sciocchi e gli incolti non capiscono. Scusate ma queste situazioni mi mandano in bestia.
febbraio 4th, 2009 at 10:07
No,Geko.
Ti dico quello che capisco io, dagli interventi di Vannucci.
A lui piace fare un bel mescolone fra troppi paletti che subirebbero quelli che nei parchi ci vivono ed amministrazioni corrotte ( che poi guarda caso riconduce sempre come appartenenti a un preciso raggruppamento politico, quello della cosiddetta sinistra radicale ) che, siccome saprebbero quanto insopportabili sono queste norme per “la ggente” approfitterebbero facendo pastette sottobanco.
Come dire vizi privati pubbliche virtù.
A questo, che trovo un ragionamento demagogico e schierato fisso a destra ( ti ripeto, scende puntualmente in campo a difendere ministri e rappresentanti di quella parte politica ) obietto:
chi decide se le regole che vigono nei parchi sono larghe o strette?
le conosciamo?
sappiamo perchè sono state istituite?
sappiamo di che stiamo parlando per il parco del Circeo?
A me risulta che la direzione del parco stia combattendo contro questo tentativo di snaturamento del parco stesso che trova semmai l’amministrazione locale acquiescente.
E guarda che il Vannucci attacca i gestori del parco e Realacci che ha fatto l’interpellanza, ma non la ministra Prestigiacomo.
Mentre l’articolo, mi sembra, andava in direzione opposta.
Per quanto mi riguarda va bene la rigidità delle regole nei parchi, che non deve entrare in rotta di collisione con tutte le attività ecocompatibili con queste realtà, e va benissimo la massima rigidità nei confronti degli amministratori corrotti; tanto più alti di grado, quanto più dure le sanzioni.
Però il ceto politico difeso dal Vannucci è il più corrotto che abbiamo mai avuto nella storia della Repubblica dal 46 ad oggi; e sono questi, uomini d’ordine a parole, che però stanno ingessando la magistratura e togliendo le risorse alla Polizia.
Non so se queste mie riflessioni mi collocano fra gli sciocchi e gli incolti, spero di no.
febbraio 4th, 2009 at 10:54
Abbi pazienza, Geronimo, ma mi sa o che ti fai troppe pere, o che la roba che sei solito fumare non sia proprio della migliore…
Detto questo, faccio alcune considerazioni alle osservazioni di Geko, l’unico ad essere entrato nel “nocciolo” del problema.
Proverò peraltro a fare un discorso “impegnato”, per quanto temo che questo sia abbastanza inutile, anche considerando quale sia circa l’80% della “platea” di questo Blog!!!
Per far questo, ritengo opportuno chiarire che esiste una distinzione fra la cultura “rurale” e quella “cittadina”: i Parchi, così come sono oggi intesi (almeno in Italia!), sono gestiti secondo logiche che originano da Ideologie di stampo cittadino, e che vanno a “governare” realtà invece RURALI.
Questo è il male “strutturale” dei ns Parchi, che non sono quindi a “misura rurale”: ma nemmeno “naturale”!
Ed ecco che l’Ambiente non viene tutelato in base alle Leggi che regolano la Natura (comprese quelle che vedono l’uomo come parte integrante di questa stessa Natura, in particolare in territori antropizzati come il ns, dove la ruralità ha da millenni “ridisegnato” parte di questa stessa Natura), mentre sono governati da logiche “cittadine”: quindi, tanto per fare un esempio, la gestione del territorio non viene basata sulle attività rurali eco-sostenibili, ma piuttosto il territorio è letteralmente sottratto alle comunità rurali residenti, per essere al più messo a disposizione dei… cittadini domenicali (vedi percorsi turistici, osservazione animali, gite, boy-scout, scuola di sci nautico nella fattispecie, ecc.). Ma soprattutto per costituire quella LOBBY di potere ed economica, che può peraltro contare su finanziamenti pubblici “a babbo morto” di MILIARDI di euro l’anno, dei quali BEN POCO “ritorna” in favore dell’Ambiente (Ambiente peraltro ampiamente DANNEGGIATO dalla mortificazione di quelle attività rurali eco-compatibili, che sono il più fondamentale dei presupposti della bio-diversità nella realtà italiana!).
In queste “logiche”, e visto anche lo “spessore” di chi gestisce questi ambienti (un Pratesi, un Tassi, un… Pecoraio Scanio!!!), davvero non fanno alcuna meraviglia i veri e propri SCANDALI come questo citato, reale o potenziale del Parco del Circeo…
febbraio 4th, 2009 at 13:26
che massa di insulsaggini informi!
che spocchiosa considerazione dei lettori di questo blog!
E chi sono poi i politici citati come cattivi maestri?
Pratesi, Pecoraro Scanio…
Mi suona una conferma flagrante di quanto sostenevo sopra; picchia sempre a sinistra, copre sempre la destra!
Io mi farò anche troppe pere ( e però scusami, se fosse non sarebbero in alcun modo cazzi tuoi ), ma te caro Vannucci sarebbe bene che dal pero ci scendessi, come dicono dalle mie parti.
febbraio 4th, 2009 at 14:05
Bèh, se la sinistra sono i vari Pecorai Scanio, Francescato, Cento, Caruso ecc., allora di sicuro io vado a destra!
Solo che anche lì ci trovo le “testine” dei vari Frattini, Martini, Brambilla et altro simile… “sudiciume”, ed allora le tue contraparti di destra affermano similmente a te che io sono di sinistra!!!
Ed allora tanto vale che io stia qui con i compagni della … sinistra radicale! Chè almeno con voi vale il detto cinese, del marito che torna a casa e batte la moglie…