Nucleare, Rifiuti

Nuovo tentativo di smaltire nello Utah i rifiuti radioattivi delle vecchie centrali nucleari italiane

rifiuti radioattiviTorna a galla il tentativo di spedire nello Utah i rifiuti radioattivi lasciati in eredità dalle centrali nucleari italiane che questo Governo vorrebbe riaprire.

Ricordate? Qualche mese fa lo Utah aveva risposto no alla Energy Solution che voleva smaltire 20.000 tonnellate di materiale radioattivo proveniente dall’Italia.

Ora Energy Solution torna alla carica. Propone di dividere a metà con lo Stato dello Utah i lauti guadagni dell’operazione: tre miliardi di dollari. Se questa cifra rappresenta il solo guadagno, provate a pensare quanto potrà costare a noi contribuenti italiani l’intera operazione.

Se lo Stato dello Utah accettasse la proposta di Energy Solution, insieme ai rifiuti radioattivi italiani incamererebbe dunque 1,5 miliardi di dollari. Energy Solution ha avviato trattative ufficiose a questo proposito con membri dell’assemblea legislativa.

Ad onor del vero, i rifiuti italiani sono a bassa radioattività. Ma prendersi la monnezza altrui non è mai piacevole. Quella radioattiva, poi…

Infatti il governatore dello Utah, Jon Huntsman, che già si era opposto in passato all’arrivo dei rifiuti italiani, minaccia di porre il veto. Un veto che potrà essere superato solo se i due terzi dell’assemblea legislativa approveranno l’operazione.

La faccenda riscalda gli animi, e riempie di commenti il sito web del Salt Lake Tribune. La stragrande maggioranza dei lettori plaude all’atteggiamento del governatore.

Qualcuno tuttavia fa notare che, rifiutando la proposta dell’Energy Solution, i siti dello Utah destinati ad accogliere scorie verranno comunque riempiti di rifiuti radioattivi nazionali. E il miliardo e mezzo di dollari non arriverà nelle casse dello Stato.

Voi come vi collochereste se i rifiuti radioattivi dovessero essere recapitati, invece che nello Utah, vicino a casa vostra?

Pensateci, perchè il Governo italiano vuol costruire – imporre, se necessario – le centrali nucleari. Le scorie, non si sa dove andranno. E se resteranno sul patrio suolo, non è neanche detto che siano accompagnate da un assegno di 1,5 miliardi di dollari.

Sul Salt Lake Tribune nuovo tentativo di smaltire nello Utah i rifiuti radioattivi delle vecchie centrali nucleari italiane

Foto Flickr

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feb  09
20
alle 10:28
da maria

Ultimo commento:

di Paperoga il 01/1/70

Te pareva se non saltava fuori il discorso sulle tendenze culturali imperanti sui media. Dassi il...


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14 Commenti to “Nuovo tentativo di smaltire nello Utah i rifiuti radioattivi delle vecchie centrali nucleari italiane”

  1. Più chemio x tutti. dice:

    I rifiuti radiattivi potrebbero essere inceneriti ( o meglio vaporizzati) e distribuiti all’ intero pianeta.
    Forza umbè.

  2. Paperoga dice:

    “Ora Energy Solution torna alla carica. Propone di dividere a metà con lo Stato dello Utah i lauti guadagni dell’operazione: tre miliardi di dollari. Se questa cifra rappresenta il solo guadagno, provate a pensare quanto potrà costare a noi contribuenti italiani l’intera operazione.”

    Costerebbe molto meno ai contribuenti se esistesse un sito di stoccaggio in Italia, ma per i ben noti localismi questo è per il momento irrealizzabile.
    E non rispondetemi “allora le vorresti vicino a casa tua” perchè potrei deludere il qualunquista di turno. Vicino a casa mia ci sono già dei depositi, e non è morto nessuno. E siccome si pratica anche agricoltura (nei pochi anfratti rimasti liberi dalla cementificazione…), non mi pongo alcun problema di consumare prodotti locali (e come me lo fanno in molti).

  3. david c. dice:

    Se tu mangi m**da, e magari ti piace, non è detto che anche agli altri piaccia la stessa cosa.
    Magari uno è disposto a pagare pur di non sentire l’odore!

  4. Paperoga dice:

    David,
    Nella tua risposta ci sono due elementi significativi.

    Uno è il motivo per cui l’ambientalismo nel nostro Paese non decolla a livello politico: toni urlati, qualunquismo, sommare pere a mele, e via discorrendo. E infatti i partiti “verdi” si sono presi una sonora lezione alle ultime politiche: che dire, applausi!

    La seconda è che in effetti, il nucleare è un pò come la politica: una posizione dominante (vuoi il governo, vuoi la scelta nucleare) richiede una opposizione forte e credibile (l’opposizione che oggi non esiste più, un movimento ambientalista) per essere efficace. In Italia, un ambientalismo contradditorio (pardon: personaggi che cavalcano determinati movimenti con la scusa dell’ambiente…) prima si ostacola qualsiasi opzione per il sito unico di scorie, poi si denuncia che “costa” portare le medesime negli USA, è la peggior garanzia di una buona guida della “macchina nucleare”. E allora forse è meglio rinunciare in partenza, ma non prendiamola come una vittoria.

  5. Geronimo dice:

    Io un’idea per le scorie ce l’ho, ed è anche a basso costo.
    Metà a casa di Vannucci e l’altra metà a casa di Paperoga.
    Al quale magari si potrebbe far presente che per quanto riguarda la crisi delle posizioni ambientaliste in Italia potrebbe (dico, potrebbe) essere dovuta anche ad altre ragioni…
    Tipo che siamo una repubblica delle banane dove i capimafia diventano presidenti del Consiglio, si muore di strage nelle piazze e nelle stazioni senza trovare nè esecutori nè mandanti e dove persino un padre che chiede di staccare la spina per la figlia in coma irreversibile da 17 anni e che aveva chiaramente espresso la sua volontà diventa una lotta titanica perchè Santa Romana Chiesa ha deciso che tutto deve rimanere fermo al medioevo.
    Che dire, Paperoga, applausi!
    Applausi anche per i razzisti ed i fascisti che le ultime elezioni le hanno vinte, no? Se le hanno vinte, se hanno il favore del popolo beh, dovranno per forza aver ragione loro, no?
    Prova, fra un applauso e l’altro, a considerare in che stato sono i diritti umani degli extracomunitari e dei rom in questo bel paese, e anche a prendere in mano un qualsiasi libro di storia e a dare un’occhiata al periodo ‘22-’43.
    Chissà, magari poi ti viene da applaudire un pò meno.
    O magari no…

  6. Paperoga dice:

    Geronimo,
    Con gente come te la sinistra si sta abbonando a perdere le elezioni fino al 2030. Per il resto si vede che non hai capito nulla nè di me, nè di quello che scrivo. Pazienza, non posso insegnarti a leggere.
    Questo blog era pur bello, ma il qualunquismo serpeggia un pò ovunque, e mi sa che dovrò disintossicarmi un pò. Saluti.

  7. Geronimo dice:

    Paperoga, io invece mi domando cosa c’hai ha che fare te con la sinistra.
    E siccome mi viene il sospetto che non c’entri un picchio, cosa te ne frega se con quelli come me poi la sinistra perde da qui al 2030?
    Sul fatto che dovrai disintossicarti per un pò, a causa se capisco del “qualunquismo” di quelli come me, non immagini quanto mi dispiace…
    Chissà che mentre ti disintossichi trovi anche il tempo di leggere qualche libro di Storia, magari inquadri meglio concetti come “destra”, “sinistra” e “qualunquismo.

  8. urel 79 dice:

    TU MI SEMBRI PARECCHIO COMUNISTA!!! INTANTO VA ACASA ANCHE LA PRESENTE OPPOSIZIONE, E AVANTI FRANCESCHINI… DURERA’ FINO A GIUGNO? NON CREDO. W SILVIO.

  9. Gabriella dice:

    Adesso scopro che X avere paura del nucleare e delle sue scorie bisogna per forza essere ambientalisti, altrimenti non se ne avrebbe paura. Ma finitela di buttarla sempre in politica. E dite un pò: non dovrebbero fare le centrali per farci pagare meno l’energia ? Cominciamo intanto a sborsare una cifra stratosferica per portare via la rumenta di vent’anni fa, e quella ke si produrrà dopo? Ce la ritireranno gratis?- che ridere gente! come ci prendono tutti per il c..o!- E voi li a parlare di destra di sinistra, di alto, di basso ,di est, di ovest, di sud, di nord, ah ah ah ah.
    Fino a che la gente non sarà (quasi) tutta unita su argomenti di importanza così vitale “loro” continueranno a farla da incontrastati padroni. Comunque giovani arrangiatevi, io la maggior parte della mia vita l’ho vissuta, e senza nucleare.

  10. maria dice:

    Gabriella, che bella parola! “Rumenta”. Solo chi abita a Torino puà cogliere. “Immondizia” sarebbe una traduzione sbrigativa. “Rumenta” è di più: tutto ciò che, inservibile, dà solo fastidio

  11. Geronimo dice:

    Gabriella, scusa, ma tu le scorie le vuoi?
    E le centrali nucleari?
    Dici che non va “buttata in politica”.
    E concludi con “Fino a che la gente non sarà (quasi) tutta unita su argomenti di importanza così vitale “loro” continueranno a farla da incontrastati padroni”.
    Ma questa non è già una presa di posizione?Non è politica?
    Io l’ho “buttata in politica” perchè Paperoga attaccava l’ambientalismo, o almeno coloro che sono stati puniti dal voto alle ultime elezioni e che all’ambientalismo si rifanno in maniera esplicita.E ne gioiva.
    Ma di cosa cazzo c’è da gioire?Avere in parlamento gente che si oppone al nucleare e difende le energie alternative non è meglio di quello che c’è adesso?
    E’ buttarla in politica o solo buonsenso?
    Sarà più facile adesso o più difficile opporsi alle centrali nucleari?
    Oppure dobbiamo ancora attardarci su “atomo sì, atomo no”?
    Per me è scontato essere antinuclearisti; ha senso attardarsi in un dibattito superato dalla storia, dall’economia e dall’ecologia?
    Semmai ha senso trovare il modo più efficace per opporsi alla realizzazione di queste super-minchiate…

  12. Paperoga dice:

    Io attacco l’ambientalismo “collettivo” perchè è sempre più un pensiero unico ed una chiesa. I risultati di questo maldestro attivismo sono visibili: niente ambientalisti al governo, e immagine piuttosto malmessa nei confronti di parte importante dell’elettorato. Nel nostro paese siamo speciali: non solo non riusciamo a realizzare mezza opera che sia mezza (dov’è la TAV?), ma non siamo nemmeno capaci di tutelare l’ambiente (vedi emissioni da traffico, discariche a cielo aperto e cementificazione nelle aree protette).
    La colpa è l’incapacità di assimilazione dell’ambientalismo “alla Geronimo” (non te la prendere): finachè rimarrà questa forma mentis Berlusconi & Co. potranno agire indisturbati: interventi infrastrutturali solo promessi (per non scontentare l’elettorato) e cementificazione, sedicenti “eco-incentivi” garantiti (sempre per non scontentare l’elettorato).
    Lo stessa frase “è scontato essere antinuclearisti” denuncia l’apertura mentale. Io sul nucleare ho parecchie riserve, soprattutto perchè non ritengo che l’energia ci costerà meno. Per il resto il nucleare non è ancora una opzione superata dalla storia, come il più recente report IAEA (”Nuclear Technology Review”) evidenzia.

  13. Geronimo dice:

    Ma guarda, se sei a favore della TAV e se sul nucleare “ci stai pensando”, questo per me suona come conferma di tutto il mio ragionamento.
    Divertiti pure ad accusarmi di incapacità di assimilazione; per me sei tu ad avere una leggera confusione nella testolina.
    Io lego nel mio pensiero decenni di lotte ( e riflessioni, e letture ) sulla contraddizione fra uomo e ambiente con altrettante lotte e riflessioni sulla contraddizione fra capitale e lavoro.
    E prendo alcune posizioni, non mi ci vuole molto: no TAV, certo, e no NUKE.Senza tante pugnette.
    Poi, la moda, gli ultimi riflussi, rendono questo mio atteggiamento poco “addomesticabile” con le tendenze culturali imperanti sui media; ma io credo di basarmi su contraddizioni vere e su tendenze storiche di lungo periodo.
    Che vuoi che ti dica, “moderno” Paperoga; chi vivrà vedrà.
    Spero che fra qualche anno saremo ancora qui ( o da un’altra parte, non importa ) a confrontarci ed a tirare le somme.

  14. Paperoga dice:

    Te pareva se non saltava fuori il discorso sulle tendenze culturali imperanti sui media. Dassi il caso che non possiedo lo scatolotto “TV” e, come vedi, attingo da quella che dovrebbe essere informazione imparziale (in verità spesso il bloggismo è tutt’altro). A me sembra che dia fastidio il fatto che si possa essere ambientalisti senza essere omologati ai libretti rossi del movimento. Poi chi vivrà, vedrà.

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