Mini turbine per raccogliere energia dalla rete del gas

Non è esattamente energia rinnovabile quella che in Inghilterra vogliono ricavare, tramite mini turbine, dal flusso del gas nei gasdotti. Però si tratta pursempre di sfruttare un’energia che altrimenti andrebbe sprecata.
Nessun cenno all’entità degli investimenti necessari.
Però si parla di ricavare entro il 2010 20 megawatt di energia. E in più di raccogliere anche il freddo per alimentare impianti di refrigerazione.
Tutto parte dal fatto che il gas corre nei gasdotti ad una pressione molto, molto più elevata rispetto a quella in cui può essere utilizzato nelle case.
La pressione viene diminuita in centinaia di stazioni poste lungo la rete del gas. Ora l’energia legata a queste diminuzioni di pressione va sprecata. Si tratta di trasformarla in energia elettrica.
La società 2OC, che ha sviluppato il sistema, pianifica di installare in collaborazione con il gestore della rete nazionale otto centrali in corrispondenza di altrettante stazioni in cui la pressione del gas viene ridotta.
Il fulcro del meccanismo è una piccola turbina del diametro di 20 centimetri, ma in grado di generare 1 megawatt di energia.
Questo modo di generare energia elettrica finora è stato trascurato a causa degli alti costi, che verrebbero ridotti grazie all’installazione di un motore in grado di produrre sia elettricità sia calore.
E non solo. Mentre il gas perde pressione, la sua temperatura si abbassa repentinamente. Anche questo freddo finora è andato sprecato. Si parla di sfruttarlo per refrigerare data center e addirittura la metropolitana di Londra.
Sul Guardian mini turbine per raccogliere energia dalla rete del gas
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
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gennaio 7th, 2009 at 13:48
…ancora non hai capito la differenza tra energia e potenza (c’è chi dice che le dimensioni non contano, ma credo si riferisca ad altro).
Senza contare il resto: una turbina da 20 cm…motore in grado di produrre sia elettricità sia calore…
Per carità , capita a molti giornalisti di scrivere cose di cui non hanno minimamente conoscenza, ma potresti farti dare una mano da qualcuno con un po’ di conoscenze tecniche.
gennaio 7th, 2009 at 15:31
Aggiungo che le frasi “20 megawatt di energia” e “1 megawatt di energia” non hanno alcun senso.
L’energia si misura in vari modi, tra cui il WATTORA (Wh) e suoi multipli: kWh, MWh, GWh.
Il WATT (W) e suoi multipli (kW, MW, GW, TW) indicano la POTENZA.
Una lampadina di 100 W di potenza accesa per 10 ore consuma 100*10 = 1000 Wh = 1 kWh.
L’ENERGIA quantifica una QUANTITA’ di LAVORO (meccanico, elettrico etc), la POTENZA quantifica la VELOCITA’ con cui una certa quantità di lavoro viene prodotta/consumata.
Prendiamo una batteria con accumulato all’interno 1 kWh di energia: una lampadina da 100 W impiegherà 10 ore per finire la batteria e spegnersi. Una lavatrice da 1 kW = 1000 W impiegherà 1 ora per consumare tutta l’energia e spegnersi.
Inoltre, presa per buona la frase “Il fulcro del meccanismo è una piccola turbina del diametro di 20 centimetri, ma in grado di generare 1 megawatt di POTENZA”, la vedo veramente bigia ottenere siffatto valore con una girante di 0,2 m!!!
gennaio 7th, 2009 at 15:42
Dai, non fate gli schizzinosi, è evidente che non è scientificamente corretto però l’idea mi pare buona. Calore non se ne recupera di sicuro, però utilizzare i riduttori di pressione per convertire l’energia potenziale in energia cinetica e contemporaneamente sottrarre calore, mi sembra una buona idea.
1 MW di potenza da una singola turbina di 20cm è veramente assai difficile, però non è escluso che in realtà il dispositivo sia a “salti di pressione”, cioè una serie di turbine in sequenza, ciascuna delle quali ottimizzata per il salto di pressione che dovrà sostenere. A me sembra plausibile, ma detta così potrebbe anche essere un po scifi-tech
gennaio 7th, 2009 at 15:14
Ma il “motore in grado di produrre sia elettricità sia calore” cosa sarà ? In genere sotto questa definizione si intende un turbogas che brucia gas naturale e recupera il calore dello scarico producendo nel contempo energia elettrica mediante un generatore in asse al rotore.
Inoltre per la refrigerazione degli ambienti occorrerebbe che il sistema di piping che porta il gas dalla stazione fino alle case attraversasse gli ambienti da refrigerare: enorme dispendio di soldi, complicazione di un’infrastruttura già consolidata etc etc
Per non dire del fatto che “il freddo” non esiste, non ha massa, non lo puoi spostare come un aeriforme o un liquido. “Il freddo” è un concetto termodinamicamente inesistente e non è l’opposto del “calore” o peggio del “caldo”.
gennaio 9th, 2009 at 13:20
Scusate un po’, Mimmo e Klaus, ma come osate contraddire il verbo di colei che, avendo abbracciato i precetti dell’integralismo vegano, può adesso contare su OGNI conoscenza e su OGNI consapevolezza, al contrario di voi ignoranti tapini “carnivori”?!!!