Limitare l’effetto serra, usare meno petrolio. E l’Arabia Saudita chiede di pagarle i danni
Il mondo vuole ridurre la sua dipendenza dal petrolio per contenere l’effetto serra? Faccia pure, ma in cambio l’Occidente deve fornire aiuti economici all’Arabia Saudita. O, se volete, deve pagarle i danni.
Questa almeno è la tesi portata avanti dal Paese degli sceicchi e dei giacimenti petroliferi, dove nell’immaginario collettivo anche i rubinetti sono placcati d’oro.
Le richieste dell’Arabia Saudita sono emerse a Bangkok, riferisce Associated Press, durante i colloqui preparatori della conferenza sul clima di Copenhagen: che non procedono benone.
Si cerca un accordo globale per contenere le emissioni di gas serra: cosa che implica un minor uso di combustibili fossili, petrolio compreso. L’Arabia Saudita punta i piedi e chiede contropartite. Le associazioni ambientaliste IndyACT e Germanwatch la accusano addirittura di bloccare i colloqui.
I delegati sauditi smentiscono. Ma dalle loro parole trapela che effettivamente il Paese teme per il suo futuro a causa del picco del petrolio e dei previsti tagli planetari alle emissioni di gas serra.
Ed effettivamente, soprattutto, l’Arabia Saudita chiede l’aiuto economico dell’Occidente dal momento che, sostiene, a partire dal 2012 a causa degli accordi sul clima perderà 19 miliardi di dollari all’anno.
Caso dell’Arabia Saudita a parte, i colloqui di Bangkok non procedono benone, dicevo. L’Occidente non vuole impegnarsi a consistenti tagli alle emissioni, nè vuole aprire il portafoglio per aiutare i Paesi poveri a fronteggiare i cambiamenti climatici prodotti dall’effetto serra.
Queste almeno le conslusioni di Yvo de Boer, direttore del Segretariato sul Cambiamento climatico delle Nazioni Unite, secondo il quale i Paesi in via di sviluppo hanno invece mostrato un impegno costruttivo per definire l’accordo.
Su Associated Press limitare l’effetto serra, usare meno petrolio. E l’Arabia Saudita chiede di pagarle i danni
Su Reuters Italia i negoziati sul clima di Bangkok
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di aldo de luca il 01/1/70
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ottobre 9th, 2009 at 12:45
Mi fa piacere che l’Arabia Saudita chieda un risarcimento in caso di riduzione dei consumi di petrolio annunciati, evidentemente vendere il petrolio a otre 140$ il barile, quando a loro costa circa 3$ barile gia imbarilato non è stato sufficente. FOsse per me, adotterei il metodo utilizzato in america nei confronti delle multinazionali del tabacco condannate a pagare risarcimenti stratosferici per i danni ai fumatori, ugualmente potremmo far pagare i danni ambientali ai produttori di petrolio.
ottobre 9th, 2009 at 16:08
Comincino, questi signori con l’asciugamano annodato in testa, a lasciar mance meno generose…
ottobre 9th, 2009 at 16:16
A scanso di equivoci: il reddito medio pro capite dell’Arabia Saudita è piuttosto basso. Ci sono pochi sceicchi: e ci sono tutti gli altri. Il problema secondo me è come hanno speso i soldi finora incamerati col petrolio, e come spenderanno quelli – sempre meno – che arriveranno in futuro
ottobre 10th, 2009 at 11:13
Se non sbaglio proprio un emiro saudita disse questa frase: “L’età della pietra non finì quando finirono le pietre”; allo stesso modo l’età del petrolio non finirà quando finirà il petrolio ma molto prima quando a rimpiazzarlo ci saranno le energie alternative al 100 %.
Perciò e meglio che si diano da fare visto che di sole ne hanno anche troppo.
Saluti