Le turbine eoliche ammazzano gli uccelli? Centrali nucleari e a combustibili fossili ne uccidono di più
Si dice spesso che le centrali eoliche fanno strage di avifauna e pipistrelli. In realtà uno studio della U.S. National Academy of Sciences ha appurato che per gli uccelli i gatti sono più pericolosi delle turbine eoliche.
Non solo. Ora una ricerca ha concluso che le centrali elettriche alimentate da combustibili fossili e quelle nucleari sono molto più letali per gli uccelli rispetto alle centrali eoliche. Non ci credete?
Lo studio su mortalità dell’avifauna, centrali eoliche, centrali a combustibili fossili (petrolio, gas e carbone) e centrali nucleari è stato pubblicato su Energy Policy.
Ha preso in considerazione tutte le cause di morte correlate alla produzione di energia elettricaproveniente da questi impianti. Quindi non solo gli uccelli che muoiono per l’impatto contro le strutture, come nel caso delle turbine eoliche.
L’uso di combustibili fossili provoca cambiamenti climatici e piogge acide, e distrugge habitat: questo fa morire gli uccelli. Per quel che riguarda le centrali nucleari, le cause di morte sono legate all’inquinamento attorno alle miniere di uranio e alle collisioni contro gli impianti di raffreddamento delle centrali.
Lo studio ha calcolato il numero di queste morti e lo ha messo in relazione con i Gigawatt di energia elettrica prodotti da fonti fossili, centrali nucleari e centrali eoliche negli Stati Uniti.
I risultati. Un Gigawatt di energia elettrica prodotto a partire dall’energia eolica causa in media la morte di 0,269 uccelli. Un Gigawatt di energia elettrica di origine nucleare, 0,416 morti. Un Gigawatt di energia elettrica prodotto a partire da combustibili fossili, 5,18 morti.
Le turbine eoliche ammazzano gli uccelli? Centrali nucleari e a combustibili fossili ne uccidono di più. Il Pdf è pubblicato sul sito web dell’autore, Benjamin K. Sovacool
Via Scitizen
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







maggio 18th, 2009 at 13:56
Bèh, capisco che per degli animal-ambientalisti di città “fai da te, no alpitour”, queste sian cose che li fanno cadere dalle nuvole, ma l’impatto predatorio dei felini “domestici” (quindi inclusi randagi e semi-randagi) è spesso assolutamente DEVASTANTE, portando alcune specie predate in condizioni di estinzione locale, se non quando contribuire come concausa determinante per la “salute” stessa di alcune specie selvatiche…
.
Insomma, a parte il paragone che lascia davvero il tempo che trova fra turbine e gatti, non sono i numeri in sè ad esser preoccupanti (1.000.000 su 1 miliardo è ben … MINORE di 10 su 1000!), quanto l’IMPATTO predatorio sulle specie selvatiche, che nel caso del gatto “domestico” costituisce spesso uno di più … “mici”diali fattori limitanti della stessa specie selvatica: ed altro che un “prelievo sostenibile selettivo di risorsa rinnovabile”, quale l’uccisione di un contingente di cuccioli di foca canadese, che tanto fa indignare l’opinione pubblica dei citati in apertura “animal-ambientalisti di Città ‘fai da te no alpitour’”!!!