La Spagna delle energie rinnovabili ora dà il via anche all’eolico offshore
Sempre più energie rinnovabili in Spagna. Qualche giorno fa il Governo ha approvato la mappa delle zone in cui sarà possibile sviluppare l’eolico offshore.
Ora queste aree sono a disposizione delle compagnie che vorranno affittarle. Sono state scelte in base alla topografia e alla velocità dei venti. Si è tenuto anche conto di fattori ecologici e dell’intensità del traffico navale. E adesso…
La Spagna delle energie rinnovabili finora non ha sviluppato in modo significativo l’eolico offshore. Muovendosi anche in questa direzione potrà ora consolidare la sua posizione di gigante nel settore.
Ufficialmente la Spagna è al secondo posto nel mondo per l’energia solare, dopo la Germania (secondo un rapporto ancora ufficioso tuttavia l’anno scorso è salita al primo), e al terzo per l’energia eolica, dopo la Germania e gli Stati Uniti.
Non a caso all’inizio di quest’anno, in una giornata particolarmente tempestosa, ha battuto il record di energia eolica: 11.180 megawatt, pari al 40% del fabbisogno nazionale.
La Spagna ha anche annunciato di voler uscire dal nucleare, e la capacità addizionale di energia rinnovabile prodotta lungo i suoi 8.000 chilometri di coste potrà aiutarla a raggiungere questo obiettivo.
Su Eco Worldly la Spagna delle energie rinnovabili dà il via anche all’eolico offshore
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da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
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aprile 27th, 2009 at 10:03
Sono molto contento per la mentalità dei governi citati nell’articolo (Spagna e Germania). E non nascondo di avere tanta invidia nel vederli andare in quella direzione, annunciando per lo più di voler abbandonare il Nucleare.
Stendiamo un velo pietoso per il nostro Paese..
aprile 27th, 2009 at 10:57
Bèh, certo: chi ce l’ha, il Nucleare, può anche permettersi di iniziare a pensare di abbandonarlo, e magari con i tempi “tecnici” di un paio di mezzi secoli…
aprile 27th, 2009 at 12:59
caro Federico, come tu ben saprai, leggendo assiduamente questo blog, la Spagna sta velocemente dismettendo tutte le sue centrali nucleari. Molto ma molto prima di mezzi secoli…
aprile 27th, 2009 at 14:55
Io leggo assiduamente questo blog (in verità da non molto tempo), ma non vi ho mai letto i dati effettivi riguardo la dismissione di “tutte le sue centrali nucleari”.
Una curiosità , la mia, che tu potresti magari togliermi (peraltro mi sembrano notizie di interesse generale), citando fedelmente tempi e modi…
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Ah, a proposito: dal momento che in questo post di Maria si parla pure di Germania (per la quale non so se “valgono” i mezzi secoli oppure quelli interi), per rendere il tuo intervento più esaudiente, potresti occuparti anche di essa!
aprile 28th, 2009 at 18:13
La germania ha varato da anni un piano energetico nazionale che la portera’ ad abbandonare il nucleare entro il 2050. Per completezza aggiungo che negli USA da 30 anni non si costruiscono nuovi impianti per via dei costi elevatissimi e dei rischi.
aprile 29th, 2009 at 09:58
Grazie, claudia: almeno il tuo è un intervento che cita qualche dato…
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Riguardo il … mezzo secolo dei “tempi tecnici” di dismissione del nucleare tedesco, mi sembra invece assolutamente in linea con le mie osservazioni!
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Riguardo la Spagna, invece, non posso che constatare che ancora latitano i dati al riguardo dei tempi di dismissione… (d’altrone la Maria è un po’ troppo occupata a far Propaganda, per trovare il tempo di fornire qualche utile informazione!).
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PS: Mi rimane solo da notare che se l’Italia si mette in fretta a costruire qualche centrale (nucleare che ricordo esser stato abbandonato a seguito di un “bagno di follia”, propugnato dai vari verdo-ambientalisti, per giunta nel momento MENO opportuno!), è ancora in tempo per allinearsi con i “tempi di dismissione” di altri Paesi Europei quali la Germania: credo infatti che una Centrale Nucleare, in 40/50 anni, “abbia dato”!!!
Ed avendo così il “culo coperto”, sarebbe anche logicamente ben più possibile l’opportuno/necessario sviluppo delle “rinnovabili”, che fra gli altri hanno il difetto di aver bisogno di ancora un mucchio di anni per poter compiutamente sostituire le “tradizionali”…