La ricetta del sapone fatto in casa
Ieri ho fatto in casa il sapone, con la ricetta che Milla ha trovato e postato in un commento. E tre: faccio già in casa la lisciva, il detersivo autoprodotto, e il detersivo per piatti a base di limoni, aceto e sale.
Ora vi spiego per benino, ma prima una cosa. Voglio rispondere a chi mi chiede chi me lo fa fare, tutto quello spignattare: In un supermercato con due soldi ti riempono di detersivi e di sapone.
Avete presente il principio dello yogurt esposto da Pallante per la sua decrescita felice? Bè, io lo applico ai saponi. Trovate poi il link in fondo, ma in due parole si tratta di ridurre il Pil superfluo. Confezioni, trasporti (con annesso inquinamento) pubblicità e tutto l’inutile turbinare dell’economia attorno ad una faccenda semplice come il sapone. Ed ecco come lo si prepara in casa.
Gli ingredienti fondamentali sono: cenere di legna, olio d’oliva e amido. Quello, ahimè, si compra al supermercato, ma ho già un’ideuzza per farne a meno la prossima volta. L’olio, niente di industriale: direttamente da un frantoio della Basilicata, arriva tramite il cugino del cognato del cognato.
La cenere, se non avete una stufa o un caminetto, potete provare a chiederla in una pizzeria con forno a legna. Io ho fatto un esperimento in scala ridotta, con queste proporzioni:
500 di cenere
500 grammi d’olio
1,5 litri d’acqua
125 grammi di amido
L’olio, si dice che un tempo tenessero a questo scopo tutti i fondi di frittura: opportunamente filtrati andavano benone. E’ da mesi che medito di farmi il sapone, e che mi riprometto di tener l’olio da parte, casomai ne avessi da buttare. Ma non mi è capitato, friggo una volta ogni mai. Così ho usato mezzo litro di quello buono Se vi capita di usare olio di recupero, fatemi sapere come vi regolate.
Si comincia facendo una specie di lisciva. Si mette mezzo chilo di cenere in mezzo litro d’acqua (ho usato acqua caldissima, la ricetta di Milla non dava lumi sulla temperatura). Poi ho lasciato riposare due ore, incoperchiato.
Trascorso il tempo, nella pentola è risultato esserci una specie di fango. Bisognava filtrarlo. L’impresa è risultata abbastanza disperata: l’unica, ho constatato, è mettere il blob fangoso in una pezza di tela e spremere vigorosamente. Si è imposta una costatazione: è necessario usare i guanti. La lisciva “morde” le mani. Ho comunque ottenuto 250 grammi di liquido giallo e l’ho tenuto da parte.
Seconda operazione. Rimettere la cenere bagnata nella pentola, aggiungere un litro d’acqua (ho usato sempre quella bollente), filtrare di nuovo. Ho ottenuto un litro scarso di lisciva meno concentrata e ci ho sciolto dentro l’amido.
Terza operazione. Far bollire l’olio e aggiungerci in tre riprese i 250 grammi di lisciva, la prima ottenuta, quella più carica. Attenzione: soprattutto la prima volta l’olio tende a schizzare, meglio aver l’accortezza di spegnere per un attimo il fuoco.
E’ risultato un liquido color miele carico. Alzato il bollore, ci ho aggiunto l’altro litro di lisciva, quella più leggera e con sciolto dentro l’amido, e ho riportato a bollore mescolando.
Finito, quasi. Ultima operazione: colare il sapone in stampi rettangolari. Per agevolare il sereno distacco fra contenitore e contenuto, li ho foderati di carta da forno.
Non ho ancora usato il sapone: si dice che debba “maturare” e ci vogliano mesi:. Infatti non è ancora completamente indurito.
La prossima volta però, dicevo, voglio provare a fare a meno dell’amido. Mi verrà un sapone liquido, che ho progettato di mettere in un dispenser di recupero, uno di quelli che premi sul tappo e ti erogano una dose.
Però con calma. Adesso ho quattro belle saponette da usare.
La decrescita felice, l’abolizione del Pil superfluo e lo yogurt di Maurizio Pallante
Foto Flickr
da maria
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di » Ecologia domestica. Una nuova ricetta per preparare in casa il sapone con la lisciva - Gregambiente il 01/1/70
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febbraio 3rd, 2009 at 23:37
bè fantastico!
giugno 17th, 2009 at 12:04
nella ricetta si parla di amido,ma a quale si riferisce, di riso o di mais
giugno 17th, 2009 at 12:12
Io ho usato amido di riso. La discussione sul sapone fatto in casa, invece che qui, si è sviluppata sotto il post dedicato alla lisciva, il detersivo fatto in casa. Puoi leggerla qui, Ivan
http://blogeko.libero.it/2007/lisciva_autoproduzione_detersivo/#comment-79124
Noterai che il sapone non è “maturato” come speravo accadesse, e ha conservato una consistenza burrosa. Voglio rifarlo diminuendo la quantità della seconda lisciva, quella con l’amido dentro.
Ma se per caso prima fai tu esperimenti in questo senso, lascia scritto qui com’è andata
giugno 18th, 2009 at 18:03
ti ringrazio moltissimo di aver risposto alla mia domanda,e visto che ci sono volevo farne unaltra. senza amido resta in stato liquido o meglio cremoso? un’ultima cosa,il prodotto finito come va usato? va bene in lavatrice o magari per lavare piatti pavinenti,o per l’igene personale?
giugno 18th, 2009 at 18:14
Come risulti il sapone senza amido, non lo so: non l’ho fatto. Pensavo proprio di fare un esperimento in questo senso: eliminare l’amido e la relativa seconda dose di lisciva, con la speranza di ottenere un sapone liquido da mettere in un dispenser (riciclato) e da usare per l’igiene personale. Se ci provi tu, fai sapere
Il mio sapone “burroso” l’ho usato per il bucato a mano e in lavatrice, aggiungendone una cucchiaiata alla lisciva quando avevo panni particolarmente sporchi. Ora è finito. Per i piatti e l’igiene personale, non ho provato: ma ti assicuro che, se la lisciva “morde” le mani, il mio sapone le ha solo e sempre accarezzate.
giugno 18th, 2009 at 18:46
grazie mille x la risposta immediata,adesso dopo aver preso spunto da diverse esperienze lette sul tuo blog, si parte con gli esperimenti,nel giro di 30 40 giorni commentero’ i risultati ottenuti.
giugno 18th, 2009 at 19:29
Se qualcuno è vegano o vegetariano potrebbe provare ad utilizzare l’amido della farina di grano risultante dalla lavorazione del seitan! Non so se può andare bene ma alla fine è pur sempre amido e avanza sempre! Io purtroppo ho deciso di rimandare l’esperimento sapone fatto in casa a quando mi trasferirò in una casa senza coinquilini (presto!).
Una domanda: come fa l’olio a bollire?? Non comincia a “bruciare” (cioè fare fumo e cattivo odore) ben prima di bollire?
Trovo strano che nessuno abbia ancora citato il sito http://www.ilmiosapone.it/ viene utilizzata la soda ma è comunque pieno di suggerimenti per fare misture di oli adatte a qualsiasi tipo di sapone, ciao!
giugno 29th, 2009 at 08:59
Tu dici che senza amido si ottiene un sapone liquido; in realtà , usando idrossido di sodio (la lisciva) non potrai che ottenere un sapone solido. Se vuoi un sapone liquido, dovrai usare idrossido di potassio (facendo molta attenzione perché quest’ultimo è più aggressivo della lisciva).
giugno 29th, 2009 at 09:05
…nel post precedente ho dimenticato di dirlo… Io ho sempre fatto il sapone senza amido, e mi è sempre venuto perfettamente solido! A che servirebbe l’amido nel sapone? Tutt’al più sapevo che per mantenere le fragranze che si mettono in un sapone più a lungo, è opportuno mischiare gli oli essenziali con della farina, la quale “trattiene” le essenze.
luglio 14th, 2009 at 20:10
Qual è l’iddrossido che si ottiene dalla cenere di legno. Potassio o sodio?
luglio 15th, 2009 at 01:10
Potassio, credo. Ma non prenderlo per oro colato
luglio 15th, 2009 at 02:35
E come si ottiene l’idrossido di sodio allora, visto che, da che ne so io, la lisciva si ottiene solo dalla cenere?
ottobre 23rd, 2009 at 15:35
2 parti di lisciva (acqua + cenere di legna) e 1 parte di olio di oliva, sul fuoco, per un’ora. ho ottenuto sapone molle (però lascia le mani un pò unte.. diciamo idratate và ).
svelato il mistero: la lisciva è idrossido di potasso, mentre l’idr di sodio è la soda caustica.. ed è con quest’ultima che.. aimè, si fà il sapone solido..
cmq non mi arrendo. metterò il sapone molle sul fuoco per un’altra oretta. poi vediamo. se non funziona ripeterò l’esperimento con 4 parti di lisciva e 1 di olio………
e se questo non basta allora vaff…..o!!!
novembre 3rd, 2009 at 08:40
[...] tema di ecologia domestica, ho sperimentato una nuova ricetta per il sapone preparato in casa con la lisciva, il detersivo ecologico fai-da-te ottenuto dalla cenere di [...]
novembre 3rd, 2009 at 08:48
[...] tema di ecologia domestica, ho sperimentato una nuova ricetta per il sapone preparato in casa con la lisciva, il detersivo ecologico fai-da-te ottenuto dalla cenere di legno. A differenza dall’altra, [...]