La mappa dell’accessibilità globale mostra come scompare la natura

E tu, dove abiti? Quanto tempo devi impiegare se vuoi raggiungere la cosiddetta wilderness, un luogo in cui la natura regna assolutamente intatta e incontaminata?
I luoghi “remoti”, in cui si può arrivare solo a patto di viaggiare per 48 ore a partire da una città di almeno 50.000 abitanti, costituiscono solo il 10% delle terre emerse.
Lo dice la mappa dell’accessibilità globale creata dal Gen (Global environment monitoring) della Commissione europea per la World Bank in vista del World Development Report 2009.
La velocità calcolata per i viaggi – non sono stati presi in considerazione quelli aerei – va dai 120 chilometri all’ora sulle autostrade ai 10 chilometri all’ora per le piste e ai 20 chilometri all’ora sulle vie d’acqua.
Viene valutato anche il tragitto da compiere a piedi: per coprire un chilometro ci vuole un’ora nelle foreste, e ci vogliono 48 minuti sul ghiaccio.
I calcoli della mappa sono in realtà molto complessi. Sono stati effettuati tenendo presenti le reti planetarie di strade, ferrovie, rotte marittime e fluviali; i vari tipi di terreno e la vegetazione che li ricopre.
Da tutta questa mole di dati non si evince solo che appena il 10% della superficie terrestre è composta da luoghi lasciati alla natura.
La mappa dal punto di vista pratico serve soprattutto per il ragionamento opposto. Cioè per valutare quanto sono accessibili alla popolazione i servizi tipici delle città : ospedali, scuole, mercati.
In questa prospettiva, si nota che il 95% della popolazione è concentrato nel 10% della terra.
Eppure, pur vivendo tutti quanti così pigiati, abbiamo in qualche modo consumato quasi tutto il pianeta, visto che solo il 10% è costituito da luoghi difficilmente raggiungibili. E tu, ne conosci ancora qualcuno?
La mappa dell’accessibilità globale
Via e foto Treehugger
da maria
Ultimo commento:
di federico vannucci il 01/1/70
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gennaio 9th, 2009 at 13:15
Suvvia Maria, se come dici tu “abbiamo in qualche modo consumato tutto il pianeta” (al di là del fatto che a me appare alquanto bizzarro il tuo concetto di “Natura”: ma questo sarà sicuramente dovuto al fatto che la mia dieta mi impedisce di poter aspirare a comprendere quanto elaborato dalla tua suprema “consapevolezza” e supremazia intellettuale delle quali, bontà tua, puoi fare affidamento avendo “abbracciato” l’integralismo vegano …), vorrà dire che ci rimane sempre la possibilità di venir a casa tua, per ritrovare una dimensione “secondo Natura”…
gennaio 9th, 2009 at 14:23
oggi ho scoperto che più del 40% delle tubature dell’acquedotto di aimag, che gestisce acqua, gas e rifiuti nel mio comune, sono in fibrocemento, cemento-amianto. queste condutture hanno un’età di circa 40, 60 anni. le perdite di acqua potabile sono al 21%.
aimag dice che l’amianto genera tumori solo se inalato, e non se ingerito. ma ho idea che si basino su studi non propio recenti.. chi sà . e chisà se la cosa riguarda soltanto il mio comune
gennaio 9th, 2009 at 14:29
Ciao Simone, se può tranquillizzarti anche a me risulta che l’amianto causa danni solo quando le fibre sono inalate.
Quello che non mi tranquillizza affatto, invece, è la notizia dell’acquedotto colabrodo. Va sprecato un quinto dell’acqua potabile!
Saprai anche tu che beviamo perlopiù acque provenienti dalle falde profonde (quelle superficiali sono inquinate): l’acqua impiega migliaia e migliaia di anni per arrivare fin lì, filtrando giù nel terreno.
Consumiamo “acqua fossile”, insomma: una risorsa non rinnovabile. E la sprechiamo così.
gennaio 9th, 2009 at 14:34
Ma senti,senti: la Maria che vive nel deserto del Sahara (che è appunto il luogo della Terra ricco di “acque fossili”…).
Aripijate Maria, chè l’acqua che sgorga dal tuo acquedotto non è di sicuro di quella fossile: peraltro, se fosse persa dalle tubatura evidentemente sotterrate, tutt’al più farebbe prima a tornare a quelle stesse falde!
Ma già , cosa sto a dirti: io non posso certo competere con Sua supremazia detentrice di ogni conoscenza e di ogni “consapevolezza”…
gennaio 9th, 2009 at 15:19
a sentire l’assessore che aveva scritto l’articolo su cui compariva questo dato, il 21% di perdite era propio una conquista. m’ha fatto impressione perchè poi lo paragonava al 40% di altri comuni, come se la nostra situazione fosse già risolta.
riguardo l’amianto.. non sò..
l’acqua potabile la si usa anche per lavare i pavimenti, innaffiare, lavare i vestiti, la macchina (vabè se uno nn ha il serb per l’acqua piovana), la doccia.
l’acqua evapora, le fibre si disperdono nell’aria.
ora, va bene che forse non basta una fibra perchè si generi un tumore, non lo sò, però..
bhò.. la cosa continua a non piacermi troppo.
gennaio 12th, 2009 at 10:08
scusa ma mi sfugge il nesso tra raggiungibilità di un luogo e consumo del territorio.
Il fatto che io possa raggiungere in due ore il monte bianco mica vuol dire che è stato “consumato”.
gennaio 12th, 2009 at 11:32
Bèh, Daniele, ma è evidente!
Il “nesso” sta semplicemente nel fatto che è un modo come un altro per enfatizzare pretestuosamente delle notizie che di per sè non hanno niente di che spartire con il “postulato” in oggetto…
gennaio 12th, 2009 at 14:15
A Daniele. Il nesso c’è, eccome. Il Monte Bianco sarà anche intatto: ma tu lo puoi raggiungere in poche ore solo grazie alla rete di strade, autostrade, tangenziali e simili. Che consumano territorio.
Il 90% della popolazione umana è concentrato nel 10% del territorio, ma può arrivare rapidamente in qualsiasi luogo (e cosa ci va a fare?): se non è un paradosso questo…
gennaio 12th, 2009 at 15:29
Bèh, Maria, niente a confronto di quello che tu normalmente dici, dal momento che sei tu stessa il più emblematico “paradosso” se non del Pianeta, quantomeno del Blog…
Comunque delle 2 l’una: o la popolazione umana non è così “concentrata” come vuoi far credere (visto che tu stessa implicitamente ammetti che non sono piante che non possono spostarsi di un millimetro!), oppure andiamo tutti a vivere nei camper, appunto per non venir tacciati di “concentrazione”…
P.S. Bèh, una soluzione potrebbe esser quella di render invalicabili le mura cittadine: almeno, Maria, “concentriamo” una volta per tutte pure te!!!