Energia eolica, un’innovazione danese per migliorare la resistenza delle turbine
Prolungare la vita media delle pale eoliche: è questo l’obiettivo di uno progetto messo in piedi dal Risø National Laboratory for Sustainable Energy, in Danimarca.
Le turbine, infatti, si logorano, negli anni, soprattutto a causa del carico che devono sopportare durante la rotazione.
L’idea degli scienziati danesi è di ridurre notevolmente questo carico applicando alle pale un bordo d’uscita mobile simile ai flap impiegati dagli aerei per facilitare l’atterraggio e il decollo.
I flap o ipersostentatori sono organi mobile connessi alle ali degli aeroplani e vengono utilizzati soprattutto durante le fasi di decollo e di atterraggio per aumentare la portanza dell’ala a basse velocità .
L’unico aspetto negativo, nel caso delle turbine, è che incrementerebbero la resistenza aerodinamica, ma non è il caso dell’innovazione danese. La differenza, infatti, con i flap degli aerei è che quelli applicati alle pale eoliche sono di un materiale elastico (fibra di vetro) che non si curva e non cambia forma al variare del carico.
L’invenzione dell’università danese, sostenuta dal ministero della scienza, della tecnologia e dell’innovazione, dovrà ora passare attraverso una serie di test che, se confermeranno le previsioni dei ricercatori, renderanno possibile l’applicazione alle pale eoliche su scala industriale nel giro di pochi anni.
Flap o Ipersostentatori
Via Alternative Energy
Foto johnnyalive e Wikipedia
da emiliano
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di riscaldamento globale il 01/1/70
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giugno 10th, 2009 at 23:12
Perché non mettere dei compressori ad aria nei tubi delle colonne in quanto potrebbero aiutare di molto quanto c’è poco vento.Darebbe più spinta di rotazione nelle girate delle pale.Così girando si ricaricherebbero di molto.
dicembre 22nd, 2009 at 21:14
La Nave di Schietti per produrre energia dal vento.
http://domenico-schietti.blogspot.com/
Gli impianti fissi per la produzione di energia eolica vengono osteggiati perchè deturpano il paesaggio e hanno poca resa. Invece ci sono zone di mare in aperto oceano, in cui il vento soffia costantemente per alcuni mesi all’anno, che possono essere raggiunte con impianti mobili collocati sulle navi di Schietti.
Milioni di marinai potrebbero guadagnare anche 1.000 euro al giorno con le navi di Schietti, partendo con i serbatoi vuoti, riconducendole in porto dopo alcune settimane con i serbatoi pieni di idrogeno o aria compressa