Energia dalle onde del mare, in Oregon un impianto con la Power-Buoy
Energia dalle onde del mare, in Oregon verrà costruito un impianto con le Power-Buoy già in uso in Spagna.
E’ il secondo progetto di cui sento parlare in poco tempo, dopo il WaveRoller portoghese. Il settore, che sembrava essersi arenato con il naufragio del Pelamis dovuto alla crisi economica, sta dunque ripartendo.
E’ una bella notizia. Si calcola infatti che da soli gli oceani potrebbero fornire il doppio dell’energia elettrica che serve al mondo intero. Energia pulita e rinnovabile, senza emissioni di gas serra.
La produzione di energia elettrica verrà avviata nel giro di un anno al largo di Reedsport. Le Power-Buoy sono piattaforme all’interno delle quali un pistone trasforma in energia elettrica le oscillazioni impresse dalle onde.
La società Ocean Power Technologies ne installerà per ora una, e fra due anni altre nove, per una spesa complessiva di 60 milioni di dollari e una capacità di 1,5 megawatt. Praticamente la metà di una grande turbina eolica. Però le onde del mare sono in incessante movimento: il vento no.
L’energia sarà ceduta a 15 centesimi di dollaro al kilowatt-ora, un prezzo paragonabile a quello di altre energie rinnovabili eccetto l’energia eolica, che è più a buon mercato.
Su Green Inc. energia dalle onde del mare, in Oregon un impianto con la Power-Buoy
Ocean Power Technologies
Via Ecogeek
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da maria
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di Giuseppe P. il 01/1/70
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dicembre 9th, 2009 at 23:34
È molto interessante notare come dalla data dell’articolo, le cose possano in un breve arco temporale, cambiare.
Il cambiamento è sempre dovuto all’interesse dei singoli, (e logicamente alla loro reale capacità tecnica), nel merito di determinate tecnologie, in grado di provvedere, (in ragione di nuove interpretazioni progettuali), alla realizzazione di sistemi unici, con nuovi rendimenti energetici.
Si può, infatti, affermare, (dopo analisi di calcolo e progetti meccanici mirati), che il moto ondoso, con energia maggiore di almeno cinque volte l’aria utilizzata dall’Eolico, ed una prevedibilità migliore del fotovoltaico, rappresenta la “PRIMARIA FONTE ENERGETICA A LIVELLO MONDIALE”, questo non solo in ragione dell’immensa superficie, su cui quasi tutti i paesi si affacciano, ma proprio in funzione del rendimento meccanico. Si è, inoltre, da tempo detto, (e ancora oggi si dice), che le tecnologie per lo sfruttamento del moto ondoso, (non delle maree o correnti marine), non è una tecnologia matura ma ancora in fase di sperimentazione, e che i centri di ricerca d’Università, Scienziati, Ricercatori di grandi Multinazionali, ecc. ancora studiano per migliorare l’efficienza di questi sistemi.
Inoltre, sino ad ora, i dati relativi alle prime produzioni hanno dato indicazioni incoraggianti ma per competere con l’Eolico, (su 1 MW istallato, la resa Eolica è del 25%, cioè 250 Kw), ad esempio, ritenuto uno dei sistemi più performanti e verso il quale tutte le tecnologie si confrontano per le produzioni d’energia, la strada da percorrere sembrava ancora molto lunga; proprio in relazione a questi primi risultati di tecnologie che sfruttano il moto ondoso, (anche se confortanti), si utilizzano ancora oggi nei confronti e per il futuro di questa tecnologia una serie di condizionali.
Oggi, però, dopo molte sperimentazioni e proposte progettuali provenienti da tutto il mondo, il sistema per la produzione dell’energia da moto ondoso è MATURO; utilizzando un nuovo progetto che sarà prodotto dalla K.I. Energy, (nuovo sistema, presentato in Corea, al “KOREA GREEN ENERGY SHOW”, di Seoul il 13 – 16 Ottobre 2009), con sede in Busan, Repubblica di Corea, città di circa sei milioni d’abitanti, fronte Oceano Pacifico, si potrà produrre per ogni Kmq o poco più di superficie marina od oceanica almeno 1 GW e più, (istantaneo per capirci, cioè pari a 24 GW giornalieri, 8.760 GW anno), pari ad una centrale nucleare con 1 reattore da 1GW in funzione al 100% per tutto l’anno che produce 8,7 TW, ma senza le controindicazioni del nucleare.
Non esistono per detti sistemi controindicazioni all’istallazione, che sfrutta onde di qualsiasi altezza, che si auto livellano alle maree per sfruttare sempre e nel migliore dei modi il moto ondoso, che non hanno problemi con terremoti marini, maremoti, tzunami, tempeste, ecc., che può essere posato anche in presenza di notevoli profondità, i cui materiali di realizzazione non inquinano, e la cui manutenzione ciclica non prevede nel tempo la dismissione degli impianti, che possono invece essere ampliati a piacimento.
Questa tecnologia può essere posata in mare in forma di Boe, (in Cina ne vengono usate milioni per coltivare e produrre alghe per l’alimentazione), di cui in superficie si nota appena la posizione, praticamente invisibili ad occhio nudo se istallate in oceani o in mari, come da noi, ma realizzate in relazione delle prestazioni dei siti d’istallazione, perfettamente funzionanti e produttive anche per siti di tipo Mediterraneo, dato che le prestazioni minime di produzione, in relazione al sito, partono da un minimo del 60/70% fino ad oltre il 120%.
Ora la tecnologia per la produzione d’energia da moto ondoso, (le altre come quella sopra non possono neppure competere), si pone come nuovo limite da raggiungere, (attualmente irraggiungibile da Fotovoltaico, 500/700% in più, ed Eolico, 300/400% in più), oltre al quasi azzeramento dell’impatto ambientale, con risvolti positivi anche per le zone di mare occupate che diventano aree di protezione per la vita e la riproduzione della fauna ittica.
L’energia può essere utilizzata direttamente o immessa in rete, l’azienda non vende sistemi ma energia, come Enel ad esempio, e può essere contattata da Governi, o Società di produzione o Distribuzione.
Cordiali saluti, Piccinini G. Raoul.