Solare

Dagli Usa fiori giganti a energia solare per lanciare la nuova Toyota Prius

fiori-solariE’ una campagna di marketing della della Toyota per lanciare la terza generazione della Prius, che dovrebbe comparire sul mercato – almeno negli Stati Uniti – nel 2010.

Si tratta di giganti margherite di plastica, alte oltre 6 metri, dotate di pannelli solari dietro i petali e alla base dello stelo, e in grado di fornire elettricità per cellulari, computer portatili e altri dispositivi elettronici.

Ogni fiore garantisce inoltre la connessione Wi-fi e lo spazio necessario a più di dieci persone per ricaricare i propri congegni elettronici.

solarflowers1

Per ora i fiori solari sono comparsi nella città di Boston (sono in tutto cinque), ma obiettivo della Toyota è trasportarli anche a New York, Chicago, Seattle, San Francisco e Los Angeles.

In aggiunta ai fiori, Toyota ha anche presentato dei “bus-rifugio” dotati di pannelli solari sul tetto, che garantiscono l’energia necessaria al raffrescamento e alla ventilazione interna per chi decidesse di salire a bordo e provare.

Questo sistema serve da modello per la nuova Prius che sarà dotata di pannelli solari sul tetto anch’essa, proprio per azionare un ventilatore che raffrescherà l’interno dell’auto quando rimarrà parcheggiata al sole.

Via Design blog

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lug  09
24
alle 07:54
da emiliano

Ultimo commento:

di federico vannucci il 01/1/70

In termini di "impatto ambientale complessivo", sono assolutamente convinto che la quantita di ut...


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4 Commenti to “Dagli Usa fiori giganti a energia solare per lanciare la nuova Toyota Prius”

  1. difesambiente dice:

    un’idea davvero simpatica e alquanto fantasiosa! Beh… potrebbero sostituire pian piano i lampioni nelle città! e poi … tutti sotto i margheritoni coi portatili, cellulari e quant’altro di tecnologico ci sommerge!
    Margheritoni solari o no… un bel tuffo sdraiati nel bel mezzo di un prato di margherite…e respirarne il profumo nell’aria… dona un benessere inegualiabile (possibilmente senza marchingegni tecnologici in ogni tasca)

  2. giann.net dice:

    Quanto dovremo ancora aspettare per iniziative analoghe finalmente a supporto di qualche vettura (ibrida o meglio elettrica) tutta italiana? Possibile che alle “ibride” credano solo i giapponesi?

  3. The Vagabond dice:

    giann.net
    I Giapponesi ad un’auto ibrida con la maturità della Prius o della Insight non ci sono arrivati in 4 e 4=8. La Honda sviluppava la formula a partire dagli anni ‘80 e credo che queste case siano piuttosto gelose della loro tecnologia.

    Se la Fiat non sviluppa l’ibrido avrà giustificati motivi commerciali e tecnologici. Tieni conto che in Europa solo la Mercedes ha presentato un motore simile – certo, verosimilmente non alla portata di tutti.

    Personalmente credo di più nell’ibrida (l’elettrico invece mi lascia perplesso) che nelle motorizzazioni a metano, anche se mi piacerebbe pensare ad un riciclo del metano prodotto da discarica o digestione anaeroba come combustibile, mi chiedo se ciò sia possibile.

    In ogni modo, ibrido o no, c’è un’auto che davvero consuma poco: è quella lasciata parcheggiata ed usata solo quando serve davvero (anche se sul “davvero” si apre una parentesi infinita…)!

  4. federico vannucci dice:

    In termini di “impatto ambientale complessivo”, sono assolutamente convinto che la quantita di utilizzo dell’auto (e/o quindi il suo consumo) sia proprio l’ultimo dei fattori di incidenza…
    E’ uno po’ la stessa cosa di quei cittadini occidentali che si affidano alle diete … ideologiche (!?!) per limitare il loro impatto!

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