Crescita demografica e ambiente. “Non mettete al mondo più di due figli”
Raramente la crescita demografica del genere umano viene inserita fra i problemi dell’ambiente, e raramente si dice che il modo migliore per diminuire il proprio impatto ambientale è evitare di mettere al mondo una numerosa prole.
Ha colmato la lacuna Jonathon Porritt, presidente della commissione governativa inglese per lo sviluppo sostenibile. Ha dichiarato che le coppie con più di due figli si comportano in modo irresponsabile ed accollano all’ambiente un fardello insopportabile.
Ve l’immaginate se l’avesse detto in Italia? Con l’aria che tira ultimamente, sarebbe venuto giù il finimondo. E Porritt è stato ancora più preciso.
Porritt ha detto che il primo pensiero nella lotta ai mutamenti climatici causati dall’attività umana dev’essere la necessità di frenare l’aumento della popolazione umana tramite contraccettivi ed aborto. E che governanti ed ambientalisti devono smettere di evitare di parlare della minaccia causata all’ambiente dall’aumento della popolazione.
Infatti fra un mese la commissione presieduta da Porritt pubblicherà un rapporto – così ci si aspetta, almeno – nel quale si dirà che i Governi devono mirare a ridurre la popolazione.
Lui, personalmente, è convinto che debba passare un messaggio: avere più di due figli è da irresponsabili. E che associazioni come Greenpeace e gli Amici della Terra tradiscano gli interessi dei loro iscritti rifiutandosi di occuparsi di un tema controverso ma fondamentale come la questione demografica.
Attualmente sulla Terra vivono 6,6 miliardi di persone. Nel 2003 (ultimi dati disponibili) ogni donna metteva al mondo in media 2,8 figli. Un dato che discende da situazioni molto diverse: 5,8 figli per donna in Africa; 1,6 in Europa.
I demografi ipotizzano che se le donne scendessero da 2,8 a 2,5 figli a testa in media, la Terra nel 2160 arriverebbe a contare 23 miliardi di abitanti. Staremmo un po’ strettini, direi.
L’Italia sfiora i 60 milioni di abitanti. Ogni donna mette al mondo in media 1,25 figli secondo i dati 2001. Un lieve incremento rispetto alla media di 1,24 figli del 2000. In effetti i media ultimamente martellano alquanto sull’opportunità di mettere al mondo dei bambini.
Ogni individuo che vive secondo standard occidentali consuma risorse, inquina, brucia energie fossili – quelle che provocano l’emissione di gas serra nell’atmosfera – in quantità veramente industriale. E’ intuitivo: meno figli, meno consumi, meno inquinamento e meno gas serra.
Nel Sud del mondo, per quanto si mettano al mondo più figli, lo stile di vita (per amore o per forza) è sobrio, e l’impatto ambientale di un’esistenza umana è di gran lunga più basso.
Non è solo questione di lasciar spazio su questa Terra anche alla foca monaca e alla tigre del Bengala. Il punto è che lo spazio, fra un po’, non lo avremo neanche più per noi. Eppure, se sentite i tigì, le culle vuote sembrano un’emergenza nazionale. Strano, non trovate?
Sul Times: crescita demografica e ambiente. Non mettete al mondo più di due figli”
Da Wikipedia la situazione demografica nel mondo
La natalità in Italia
Leggi L’Inghilterra dice: fate meno figli
Leggi Non più di due figli, mi raccomando!
Via e foto Planet Save
da maria
Ultimo commento:
di Danilo D'Antonio il 01/1/70
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febbraio 3rd, 2009 at 17:06
In pochi giorni, è già il secondo tuo post (e finanche il 3/4) che apprezzo, maria: inizio seriamente a preoccuparmi!!!!
febbraio 3rd, 2009 at 17:16
Grazie, Vannucci. Una cosa del genere detta da te, una volta depurata da quel filino di sarcasmo…
è uno dei più bei complimenti che io possa ricevere.
febbraio 3rd, 2009 at 23:20
e poi cè un altro poblema di cui si parla poco. soltanto le veline a volte lo tirano fuori.. la pace nel mondo. detta così sembra una xxx eppure se in italia la pop continua a crescere è per via dei flussi migratori. ma questi non vengono da noi in vacanza, fuggono da realtà fatte di povertà , guerra. chiudere le frontiere sarebbe ingiusto e irresponsabile, e non risolverebbe il problema, ci ritroveremmo con + clandestini.
ce l’abbiamo un ministero degli esteri.. a qualcosa dovrà pur servire. cè l’onu. forse sarebbe il caso di ridargli una spolveratina..
cè poi il fatto che nelle scuole ti insegnano che la guerra è una cosa naturale, che fa parte della natura umana, e magari da grandi si finisce per votare governi che non hanno affatto una politica volta a risolvere i conflitti sparsi per il mondo, ma piuttosto coalizioni di cui fanno parte partiti xenofobi come la lega.
febbraio 4th, 2009 at 13:08
è quello che penso anche io, per mantenere una popolazione di oltre 60 milioni di persone necessitiamo di una enorme quantità di risorse, spesso reperibili solo all’estero(quindi soggette all’instabilità politica ed economica degli altri paesi). quindi credo che la migliore cosa da fare non sia suicidarsi(!), ma smettere di incentivare le nascite e ridurre l’immigrazione, in modo da lasciare che il naturale decremento demografico porti la densità di popolazione a livelli sostenibili, e di “sicurezza”
febbraio 20th, 2009 at 09:49
L’associazione Rientrodolce (cfr sito web) ha fatto del legame fra sovrappopolazione, crisi ecologica, crisi energetica e conseguente crisi economica il punto di partenza di ogni considerazione ecologica. Siamo felici di non essere soli, c’è solo bisogno di coordinare tutte le persone che la pensano così.
Luca Pardi.
febbraio 20th, 2009 at 09:55
http://www.rientrodolce.org/
febbraio 20th, 2009 at 10:36
Febbraio 2009 Comizio Globale Lungo Un Mese sulla Popolazione: GPSO http://gpso.wordpress.com/
crescete e moltiplicatevi?
http://www.intervisteperstrada.com aderisce al Global Population Speak Out February 2009 http://gpso.wordpress.com/ il Comizio Globale Lungo Un Mese sulla Popolazione.
Ascolta le Interviste sul tema della popolazione del pianeta, le risorse, la sostenibilità e il diritto a una vita dignitosa per tutti, comprese le generazioni future. Leggi il manifesto
dell’iniziativa e se puoi fare qualcosa di utile alla causa, …non farti “pregare”!
febbraio 20th, 2009 at 21:01
Il monito dei due figlia a testa è vecchio più di QUARANT’ANNI!
Risale a quando ne eravamo meno della metà sulla Terra!
Oggi l’imperativo è, per il tramite di film, canzoni e spettacoli educativi, della cultura insomma, smettere di filiare per almeno sette anni!
Possibile che lo sviluppo di questo Pianeta si è bloccato a quarant’anni fa? Possibile che si ripetono ancor oggi frasi fatte decine e decine di anni fa?
http://e-quanti-allora.hyperlinker.org
Danilo D’Antonio
febbraio 20th, 2009 at 21:03
Il monito dei due figli a testa è vecchio più di QUARANT’ANNI!
Risale a quando ne eravamo meno della metà sulla Terra!
Oggi l’imperativo è, per il tramite di film, canzoni e spettacoli educativi, della cultura insomma, smettere di figliare per almeno sette anni!
Possibile che lo sviluppo culturale di questo Pianeta si è bloccato a quarant’anni fa? Possibile che si ripetono ancor oggi frasi fatte decine e decine di anni fa?
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Danilo D’Antonio