Clima, Inquinamento

Chi inquina di più? Le attività produttive generano l’80% delle emissioni, le famiglie l’altro 20%

132243416_361cef547fDedicato a tutti noi che ci affanniamo ad usare bici e bus, ad abbassare il riscaldamento e ad installare lampadine a risparmio energetico. L’80% dei gas serra è prodotto dalle imprese, non dai consumi privati. Lo dice l’Istat, che ha pubblicato i dati 1990-2006 relativi alla pressione sull’ambiente delle attività umane e dei consumi.

Non dico mica di infischiarcene allegramente dell’impatto ambientale delle nostre abitudini di vita. Voglio solo mettere in evidenza che serve un cambiamento dell’assetto collettivo, e non solo dei singoli. I dati.

Secondo l’Istat, nel 2006 oltre l’80% delle emissioni di gas che provocano l’effetto serra e i cambiamenti climatici e oltre il 90% delle emissioni che causano le piogge acide sono state generate dalle attività produttive.

Il resto viene dai privati: la loro maggiore responsabilità riguarda i gas responsabili della formazione dell’ozono troposferico. Qui non c’entra l’ozono stratosferico, che è “buono”, che per effetto delle attività umane si è “bucato” sopra l’Antartide e che ci protegge dai raggi solari. L’ozono troposferico è quello “cattivo”, che può danneggiare la salute umana e gli ecosistemi.

Ebbene, i privati hanno causato il 37% della formazione dell’ozono troposferico. E’ questa, dicevo, la loro maggiore responsabilità.

Tra le attività produttive che maggiormente contribuiscono alle emissioni di inquinanti figurano le manifatture: 27,1% delle emissioni complessive di gas serra, il 18,6% delle emissioni responsabili delle piogge acide e il 23,8% di quelle che causano la formazione dell’ozono troposferico.

Segue l’agricoltura, aggregata nelle statistiche a silvicoltura e pesca: oltre il 40% delle emissioni che causano piogge acide. Poi il settore “energia elettrica, gas e acqua”, che genera il 26% delle emissioni di gas serra e il 9,8% delle sostanze acidificanti; e le attività di trasporto in conto terzi, a cui è attribuibile il 13% dele emissioni che causano piogge acide ed ozono troposferico.

Le emissioni generate dai privati derivano soprattutto dai combustibili per il trasporto, che rappresentano il 10% delle emissioni complessive di gas serra. L’uso di combustibili per riscaldarsi e cucinare causa un altro 10% delle emissioni complessive di gas serra.

Dall’Istat le emissioni atmosferiche delle attività produttive e delle famiglie

Foto Flickr

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feb  09
11
alle 04:15
da maria

Ultimo commento:

di Paperoga il 01/1/70

Questi studi lasciano comunque sempre il tempo che trovano, non ne ho mai visti due riportare alm...


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14 Commenti to “Chi inquina di più? Le attività produttive generano l’80% delle emissioni, le famiglie l’altro 20%”

  1. Luigi Lucato dice:

    Euro 1,2,3,4 per le Industrie
    e quelle vecchie si rottamano

    dati interessanti ma paga sempre il piccolo

  2. simone dice:

    a ghè quel ca tòca:

    nella prov di torino nel 97 per es..

    http://www.provincia.torino.it/ambiente/file-storage/download/energia/pdf/cap_7.pdf

    Settore CO2-equiv (kton) %
    Residenza 30,4%
    Terziario 6,2%
    Attività produttive 39,8%
    Trasporti 23,6%

  3. simone dice:

    vabè..

  4. david c. dice:

    quindi per quanto sforzo si faccia, ammettendo di ridurre di 2/3 il consumo si incide solo per il 6% del consumo nazionale?
    Questo sta a significare che le scelte energetiche vanno fatte soprattutto a livello politico.
    Tutte le nostra vistruose azioni non incidono per niente sul problema, ma sono solo manifestazioni di volontà?
    Bei esempi che non incidono nulla?

  5. federico vannucci dice:

    Questo, cara maria, è un concetto che ho più volte espresso, in particolare a voi vegetariani, in verità senza molto successo: nè tutt’ora sono molto fiducioso nella tua “consapevolezza” riguardo le REALI implicazioni di ciò che tu stessa hai scritto!
    .
    Considerando infatti che non è lo “stile di vita” (tantomeno SOLO quello alimentare) ad influire sul ns impatto ambientale di “cittadini occidentali”, ma piuttosto il fatto stesso di essere dei … “cittadini occidentali”!
    .
    Ai quali resta al più di autogratificarsi con i … riti pagani propiziatori, quali appunto quello di “sostituire una lampadina a basso consumo, dopo aver fatto un viaggio in aereo”, così come quello di farsi una bella insalata ai legumi, sempre al termine del medesimo viaggio!

  6. david c. dice:

    Ma allora federico il tuo rompere le scatole e essere ironico, non è fine a se stesso.
    Io ho sempre ritenuto che i problemi vanno affrontati di petto, analizzando dove sono i problemi maggiori per affrontare in primo luogo quelli.
    Discutendo con un collega, mi rinfacciava di non essere ecologista in quanto avevo un’auto vecchia, e quindi inquinante,(anche se la usavo poco).Però lui che andava a piedi tutti i giorni ,in vacanza se ne andava a spasso per il mondo, beato lui, ma non si rendeva conto di inquinare in modo multiplo rispetto a me.
    Comunque se la maggior parte della produzione di energia non avviene a livello domestico, serve poco convincere la gente, quand’anche si comportasse egregiamente incide su una frazione residuale dei consumi.
    Io lascerei perdere il discorso “popolazione” perchè in Itala perlomeno, andando di questo passo,saranno progressivamente sostituiti gli italiani dagli stranieri anche se il numero di abitanti resterà uguale.C’è troppa poca natalità.

  7. federico vannucci dice:

    Vedi david, io mi rendo conto di diventare ogni giorno più fatalista.
    Quello che però mi fa davvero specie, ed appunto ogni giorno un po’ di più, è che ci siano delle persone che, nel nome di una Ideologia (peraltro di dubbia “qualità”: vero Maria?!), si sentano legittimate a “salvare il mondo”, e finanche il sottoscritto da … sè stesso, pretendendo al contempo di privarmi di quella LIBERTA’ che è la cosa più cara che io abbia, e che in fin dei conti è l’unica cosa davvero buona della Società Occidentale Moderna!
    E che poi non vogliono sentir ragioni quando, avendomi pur in buona fede offerto di “salvarmi” assieme al resto dell’umanità, io rispondo con un bel: “no, grazie”!
    .
    P.S. Il “discorso popolazione” è in verità uno dei pochi che abbia una vera consistenza: speriamo almeno in un’”auto-regolazione” spontanea…

  8. Paperoga dice:

    C’è quasi un aspetto religioso nell’ambientalismo: le “regole” (non usare la macchina; non mangiare carne; compra biologico…) quasi come comandamenti. Il senso di colpa quando infrangi le regole (”Se tutti ci comportassimo come te, ci vorrebbero x pianeti”). La natura vista come totem (e di certo lei non avrebbe pari riguardi nei confronti del genere umano, la cui scomparsa sarebbe irrilevante per la natura alla pari dell’estinzione di un ameba).

    Io sono abbastanza d’accordo con Vannucci, direi sull’80% dei suoi scritti. Eppure calcolo con rigore la mia impronta ecologica (io mi diverto così, che ci volete fare…) e mi attengo – senza avvertirlo come un sacrificio – alle regole di cui sopra. C’è contraddizione? Secondo me no, perchè personalmente non mi sento investito di alcuna missione e sono lontano anni luce da ogni forma di attivismo. Tra l’altro, l’attivismo ambientalista è uno dei più maldestri e contradditori che esistano.

  9. david c. dice:

    Calma, calma.L’ambientalismo non ha mai imposto niente, e se il movimento ha ottenuto qualcosa, tutti ne godiamo i benefici, vedi auto poco inquinanti (perlomeno a livello locale).
    C’è tanto da fare, e anche tante leggi che possono essere di incentivo o divieti.Tutto viene fatto nel nome del benessere collettivo.Le regole servono proprio per poter esercitare il proprio diritto di libertà.
    Solo la dittatura non ha regole perchè vale l’arbitrio di uno solo e nessun contropotere di equilibrio.E in una dittatura non c’è libertà.(ci tenevo a precisarlo, non si sa mai).
    Anch’io vedo di limitare al massimo la mia impronta.
    Ma trovo contro di me proprio le leggi.
    Solo un esempio: sono in un condominio in affitto per cui non ho nessun potere per imporre la coibentazione dell’edificio, però pago le spese.Se anche fossi proprietario, ci vuole la maggioranza dei millesimi, quando all’assemblea, con grande sforzo si raggiunge solo il minnimo per andare avanti.
    Vado al lavoro in macchina perchè non ci sono mezzi pubblici adeguati e se voglio cambiare auto non c’è quasi niente di meglio che tenersela perchè le case automobilistiche non sono incentivalte a fare dei prodotti poco assetati.E cosi’ via.
    Quello che mi da fastidio degli ambientalisti, è fermarsi tante voltre su dettagli, invece che guardare ai problemi piu’ gravi (comunque l’ambiente per me è il peggiore dei guai, non tanto ora ma in futuro).Saluti

  10. federico vannucci dice:

    Scusa, david, ma i tuoi discorsi non mi… quadrano!!!
    .
    Permettimi, allora, di considerarti un … adepto del “neopaganesimo ecologico”: insomma, la religione di cui cennava Paperoga!
    .
    Tanto per cercar di capirsi, david, la prima cosa che affermi nel tuo intervento è che:
    L’ambientalismo non ha mai imposto niente…
    Ma non più di una riga sotto affermi:
    C’è tanto da fare, e anche tante leggi che possono essere di incentivo o divieti.
    .
    Che dirti, se non che … rimango senza parole!?! (Tanto hai già detto tutto tu!).

  11. federico vannucci dice:

    Bèh, Paperoga, mi dispiace di non poter contare sulla… reciprocità riguardo il grado di accordo con quello che scrivi tu!
    Infatti, delle cose che tu hai scritto su questo blog, non ne ricordo manco mezza sulla quale non avrei potuto non esser pienamente d’accordo: e quindi la mia percentuale è, almeno al momento, del…. 100%!!!!
    .
    P.S.: attento, però, che queste tue posizioni potrebbero “costarti”… l’ira degli adepti!!!

  12. Paperoga dice:

    Bhè, non è proprio vero che l’ambientalismo agisca sempre nell’interesse di tutti. Io, per esempio, non mi sento rappresentato dai comitati di cittadini che bloccano pressocchè qualsiasi opera pubblica in Italia – per motivi che sento spesso molto più prosaici della nobile difesa dell’ambiente.

    David,
    Sei convinto che le case automobilistiche non siano incentivate a fare prodotti poco assetati? Quello automobilistico è uno dei settori più concorrenziali in assoluto, una delle variabili di maggior peso nell’acquisto è il consumo, credi davvero che non siano fortemente motivate ad essere competitive su questo fronte?

    Il punto è un altro – e si collega sempre al motivo per cui sono un ambientalista fortemente non militante. Gli ambientalisti non vedono altro che l’ambiente (tu stesso lo percepisci come il peggiore dei guai). Questa posizione è rispettabile, ma denota una mancanza gravissima per chi vuole affrontare efficacemente i problemi ambientali: quella di sapere adottare punti di vista diversi (sociale ed economico).
    Così finisce che l’auto dovrebbe “solamente” essere capace di consumare meno. Ma siccome la realtà è un pochino più complessa, sembra che nell’acquisto molte persone valutino anche sicurezza, prestazioni, rete di distribuzione e quella cosa abominevole che si chiama “appeal”. Quindi la casa automobilistica che producesse la fantomatica macchina ad aria compressa o a molla, esistente finora solo nel populismo alla grillo, rischierebbe di venderne 3 o 4 pezzi (ammesso superi i requisiti di sicurezza): quale casa automobilistica si assumerebbe questo rischio? Gli esperti di marketing sanno molto meglio di noi cosa cercano le persone, e gli aspetti ambientali stanno infatti venendo considerati e publicizzati. Ma il mondo è bello perchè vario.
    Sul condominio: trovi contro di te solamente le leggi? O forse trovi anche il fatto che devi abitare quel condominio per motivi che non conosco ma sicuramente più che legittimi (perchè l’affitto è basso, perchè è vicino al posto dove lavori, etc.). Se il condominio vicino fosse coibentato ma con un affitto più elevato o si trovasse sopra un viadotto autostradale, ti ci trasferiresti? Suvvia, l’ambiente non è mai l’unica variabile delle nostre scelte, il fatto è che molti ambientalisti la vorrebbero far passare come tale.

    E’ a causa di questa ottusità che l’ambientalismo militante non ha prodotto finora un leader politico degno di questo nome. Si fà un pò di terrorismo – spesso sparandole grosse, vedi Pecoraro Scanio sul riscaldamento aumentato 4 volte più velocemente in Italia – e si ignorano problemi che anche alle persone ambientalmente più sensibili stanno assai a cuore. Il risultato è che non attrai chi è lontano dall’ambiente e ti s……..i presso chi dimostra maggior interesse.

    Io non se te, David, ma per il futuro dei miei figli più delle nanoparticelle mi preoccupano altre “c……e” quali droga-alcol-stragi del sabato sera? I vorrei tanto un politico con i c……i che riuscisse a imporre la legge negli stadi e fuori dalle discoteche, e dalla parte ambientalista vedo solo politici salottieri che si riempiono la bocca di biologico e “decrescita felice”, ma per favore!

    p.s. Federico, io sono specie protetta.

  13. simone dice:

    cmq questo studio sembrerebbe fatto apposta per dire.. lasciate perdere l’isolamento degli edifici, macchine meno inquinanti.. il potere, anche di inquinare, è delle imprese, del settore produttivo, della politica. lasciate perdere..
    è strano perchè in quel 20% di responsab delle fam cè un 10 dovuto alla mobilità privata e un dieci che riguarda i riscaldamento e l’uso delle cucine.. e basta. come se non fosse da attribuire alle famiglie l’impronta dovuta ai consumi, e di conseguenza alla produzione e allo smaltimento dei rifiuti per es. non sò, è la mia impressione.
    david. forse, se non riesci a importi all’assemblea di condominio, potresti pensare di coibentare il tuo appartamento dall’interno.. pareti esposte e soffitto

  14. Paperoga dice:

    Questi studi lasciano comunque sempre il tempo che trovano, non ne ho mai visti due riportare almeno in facciata cifre paragonali. Una lettura più approfondita forse evidenzierebbe che in realtà esso non è in contrasto con i precedenti ma, personalmente, implicazioni ambiente a parte, rimane pacifico che una maggior sobrietà fa bene al nostro portafogli

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