Centrale nucleare, come manipolare l’opinione pubblica. L’Enel e le proteste in Slovacchia
Non vietare espressamente le critiche contro la centrale nucleare, ma impedirle di fatto che esse vengano portate all’attenzione generale e prevenire le proteste. Insomma, manipolare l’opinione pubblica. Sembra di essere in Italia. E infatti per certi versi l’Italia c’entra.
Greenpeace è venuta in possesso di un documento ufficiale della compagnia elettrica Slovenske Elektrarne, controllata al 66% da Enel, che descrive come gestire l’audizione pubblica prevista dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto di completamento di due reattori nucleari sovietici a Mochovce, in Slovacchia.
Nel comunicato stampa che accompagna la diffusione del documento ufficiale su cui compaiono i loghi di Enel e Slovenske Elektrarne, Greenpeace scrive che il progetto consiste nel completamento di due reattori nucleari di progettazione sovietica VVER da 440 MW ognuno, la cui costruzione fu interrotta all’inizio degli anni ’90.
Il completamento costerà a Enel – nelle previsioni - 2,8 miliardi di euro, quasi quanto costerebbe realizzare ex-novo un reattore EPR di ultima generazione.
I reattori, scrive ancora Greenpeace, non hanno alcun sistema di protezione contro da incidenti gravi come l’impatto di un aereo.
La gente che abita nei dintorni magari è preoccupata… La procedura di Valutazione Impatto Ambientale prevede un’audizione pubblica che si terrà il 18 settembre, a Bratislava.
Il documento diffuso da Greenpeace descrive come prevenire che ci siano manifestazioni di protesta, come restringere la partecipazione del pubblico, e come raggiungere una minima attenzione dei media.
Inoltre Slovenske Elektrarne-Enel indicano esplicitamente al ministero dell’Ambiente slovacco di organizzare solamente un’audizione a Bratislava e di evitare l’audizione a Vienna già richiesta dal Consiglio comunale. I Paesi confinanti infatti possono chiedere di partecipare alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale.
Ridurre al minimo critiche, proteste e attenzione dei media di fronte a un’importante questione ambientale. Non so voi: in questa faccenda di Mochovce mi sembra proprio di respirare aria di casa…
Il documento ufficiale messo on line da Greenpeace: Slovenske Elektrarne e Enel indicano come gestire la valutazione di impatto ambientale per la centrale nucleare di Mochovce, in Slovacchia
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Antonio il 01/1/70
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settembre 11th, 2009 at 17:22
Ma Enel non è quella società che fa quei spot a cartoni animati pieno di pale eoliche, pannelli solari e bambini che giocano all’aria aperta? Dai …
Tanto adesso tologono pure la protezione legale alla gabanellli e vai con la presa per il culo a un popolo accuratamente disinformato molto ben disposto.
settembre 11th, 2009 at 17:53
Riprendo un celebre aneddoto di vespasiano: riferisce che egli mise una tassa sul prelievo di urina (usata dai tintori di panni) dai gabinetti pubblici (che da allora vengono chiamati anche vespasiani). Rimproverato dal figlio Tito, che riteneva la cosa sconveniente, rispose: Pecunia non olet (”il denaro non ha odore”, quale che ne sia la provenienza).
se lo applico al nucleare, la risposta di Enel sarebbe: (“ il denaro non è radioattivo, o pericoloso”, quale che ne sia la provenienza). per i soldi questo ed altro …
settembre 12th, 2009 at 10:48
il business dell’ energia sporca è sempre il migliore, innanzitutto è dipentente e monopolico, inquinante per permettere il business della decontaminazione, quindi è una sicurezza per far entrare un mucchio di denaro, e costringere gli utenti a sborsarlo senza avere alternative di free energy.
enel continua ad essere la solita azienda politicizzata per poter spennare a piacimento i propri polli utenti e fare gli interessi delle grandi lobby che li sotengono da dietro assieme ai politici di turno.
settembre 14th, 2009 at 11:14
Ma nel referendum votato sul nucleare non si impediva anche la partecipazione di Enel in progetti nucleari all’estero?
Allora cosa ci fa l’ENEL in questo progetto?