Blogeko cerca sponsor per pedinare i rifiuti con l’elettronica. Che fine fa la raccolta differenziata?
Lo fanno negli Stati Uniti e in Inghilterra: pedinare i rifiuti con l’elettronica per capire dove vanno a finire. Si può fare anche in italia: Blogeko cerca sponsor.
Il “pedinamento” dei rifiuti è un esperimento organizzato dal laboratorio Senseable City del Mit, Massachusetts Institute of Technology. Secondo me sarebbe importantissimo farlo anche qui.
La legge prescrive infatti ai Comuni di organizzare la raccolta differenziata (e spesso la organizzano poco e male, ma lasciamo perdere); non prescrive però l’avvio al riciclo del materiale differenziato.
Così la carta o la plastica che io differenzio diligentemente in casa – e vale anche per te, lettore – può tranquillamente e legalmente finire in discarica: infatti spesso ci finisce. Sarebbe bello, no?, indagare.
L’ho scritto ripetutamente qui su Blogeko: Comuni, Regioni, consorzi rifiuti sono molto prodighi di dati sulla raccolta differenziata, che in questo 2009 deve raggiungere il 50% del totale.
Ma non si trova in giro un dato che è uno sulla quantità dei materiali differenziati effettivamente avviati al riciclaggio. Provate a cercarli. Provate a tirarli fuori, se ci riuscite.
Per questo giudico importantissimo ripetere in Italia il “pedinamento” dei rifiuti organizzato dal Mit a Londra e in alcune città degli Stati Uniti. Là l’iniziativa è stata lanciata dalla rivista internazionale di divulgazione scientifica New Scientist.
Basta mettere nella pattumiera, insieme a tutto il resto, schede Sim tipo quelle dei telefonini, in grado di comunicare periodicamente la loro posizione attraverso un segnale che viene ricevuto dalle antenne per i telefoni cellulari.
Le schede hanno lunga vita e sono state messe a punto tenendo conto del trituramento che i rifiuti subiscono nei compattatori.
Ho chiesto al Senseable City del Massachusetts Institute of Technology se è possibile seguire nello stesso modo anche i rifiuti italiani. Certo che sì, è stata la risposta.
La tecnologia esiste già , è stata messa a punto per Londra e le città americane. Svilupparla è costato circa 500.000 dollari; basterebbe adattarla alla situazione italiana spendendo approssimativamente 100.000 dollari. Che sono neanche 70.000 euro.
Non mi sembra una cifra impossibile. Associazioni ambientaliste, comitati civici e chi più ne ha più ne metta: fatevi avanti nei commenti. Mi metterò in contatto con voi, vedremo insieme di capire dove vanno a finire i nostri rifiuti.
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di Tracciabilità dei rifiuti e traffico clandestino. Ogni anno in Italia sparisce il 14% dell’immondizia | Libera! Libera! il 01/1/70
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settembre 30th, 2009 at 15:12
è un’idea grandiosa! speriamo che il tuo appello venga raccolto. in caso positivo, ovviamente, ne riparlerete, giusto?
bravi!!
settembre 30th, 2009 at 19:16
Ne riparlerò in ogni caso: che lo sponsor si trovi oppure no
ottobre 1st, 2009 at 15:11
Esiste GIA’ una banca dati nazionale delle dichiarazioni dei rifiuti che le aziende compilano ogni anno (con dati che vanno dal 1995 all’anno scorso).
Si chiama dichiarazione MUD.
Quindi si sa già dove vanno i rifiuti legali!!!!!!
Almeno come dato annuale.
Per me è impossibile voler mettere un RFID in ogni cassonetto svuotato o in ogni sacchetto delle immondizie.
E poi a cosa serve sapere il giro che fanno in tempo reale?
Ripeto il giro dei rifiuti legali è già noto.
Forse negli USA non hanno questa pratica burocratica e perciò si pongono il problema di capire dove effettivamente vanno i rifiuti.
Gli utenti della banca dati MUD sono le ARPA, la Guardia di Finanza e i carabinieri dl NOE per tutti i controlli di legge. Ed è tutto on-line (a partire dai dati del ‘98).
Un po’ di teoria delle reti applicata a quei dati potrebbe essere interessante come primo passo. Forse per individuare più velocemente i “buchi” ovvero le mancate dichiarazioni o le quantità troppo basse.
Le associazioni ambientaliste che fossero interessate a conoscere questi dati possono fare domanda alle regioni competenti.
ottobre 2nd, 2009 at 09:37
vi segnalo..
La tracciabilità dei rifiuti e il controllo dei traffici illeciti
una presentazione di una ricerca del CNR
http://www.dta.cnr.it/dmdocuments/convegni/conferenza_rifiuti_2009/Uricchio.pdf
ottobre 4th, 2009 at 09:04
la spazzatuta !!!!??
altro che differenziata !
va a finire tutta nello stasso contenitore.ebbene si.
Ditemi quanti camion (uno per ogni tipo) passano per raccogliere la carta.il vetro,l’umido…..
Ve lo dico io UNO e UNO solo sembre lo stesso e mette tutto assieme.
Viene divisa solo nei centri dalle macchine, che cacchio mettiamo in tre sacchi diversi?……….
ottobre 4th, 2009 at 10:55
DA NOI SI FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E PASSANO A RACCOGLIERLA CON CAMION DIVERSI FINO QUI è OK ,… MA DOPOOOOOOO CHI LO Sà ? LA SOLITA COSA ALL’ITALIANA .NOI SIAMO ATTENTI A FARE LE COCE PER BENE ,E I GRANDI(come ho letto : servizi segreti,eni enea ecomafie, eccetera eccetera,chipiu ne ha piu ne metta,fanno i ca…i loro.è una VERGOGNA.
ottobre 4th, 2009 at 11:21
le difficoltà tecniche e i costi per riutilizzare i materiali recuperati crescono se la qualità del materiale conferito è scadente. Col rischio che finisca poi tutto in discarica: basta un maleducato per inquinare il contenuto di un intero contenitore. per me è fondamentale l’informazione ai cittadini fatta da Comuni e Gestori del servizio, circa l’importanza della corretta raccolta differenziata.
E le autorità pubbliche dovrebbero essere fiere di informare i cittadini circa metodi, risultati raggiunti, difficoltà ecc.
Quando vado a fare la spesa 50% in frigo, e 50% subito nei cassoni….non si può!
ottobre 4th, 2009 at 11:37
IL MIO COMUNE ANCORA NON SA COSA FARE IO DEVO PORTARE I VARI SACCHI [CARTA,VETRO,PLASTICA,FERRO,ECC..],ALLA RICICLERIA NELLA ZONA INDICATA,DALLA TSA.IN ALTERNATIVA ABBIAMO IL VECCHIO CASSONE CHE VIENE SVUOTATO 3 VOLTE LA SETTIMANA E FINISCE QUI.E’ UNA VERGONA.
UMBRIA CL
ottobre 4th, 2009 at 21:05
c’è chi alla mattina si alza e va a lavorare e chi alla mattina va sul posto di lavoro per tirare sera e prendere lo stipendio a fine mese. la monnezza o qualsiasi altro effetto del lavoro umano prendono la strada in base alle persone che incontrano, il risultato il più delle volte è deludente. peccato
ottobre 4th, 2009 at 21:17
p.s. la raccolta differenziata in effetti non lo è perchè c’è la pessima abitudine di infilare di tutto in quello che dovrebbe essere uno specifico tipo di raccolta, non è un gioco o una pagliacciata fare la raccolta differenziata, bisogna rispettare criteri che devono essere dati con grande chiarezza, purtroppo questi criteri a volte non li conoscono neanche le persone delegate ad effettuare la stessa raccolta differenziata
ottobre 5th, 2009 at 15:59
[...] qualcuno interessa la tracciabilità dei rifiuti? Ogni anno sparisce circa il 14% dell’immondizia legalmente prodotta in italia. Più quella [...]
ottobre 5th, 2009 at 17:59
[...] possibile ricavare la quantità dei rifiuti desaparecidos grazie ad uno dei commenti che cominciano ad accumularsi sotto il post dedicato al fatto che Blogeko [...]