Zanzare geneticamente modificate contro la malaria, i test in Italia

Non mi attira affatto il progetto di allevare in Italia gran quantità di zanzare della malaria geneticamente modificate per renderle sterili.
Si tratta di accoppiarle con zanzare della malaria “ruspanti” e calcolare di quanto di riduce la prole.
Hanno scelto l’Italia perchè qui la zanzara della malaria non si riproduce in natura. Quindi anche se le zanzare Ogm evadessero dalle gabbie, dicono, non succederebbe nulla.
Però a me è venuta in mente la zanzara tigre.
Abituata a ben altri climi, la zanzara tigre è arrivata accidentalmente in Italia e, purtroppo, si è riprodotta abbondantemente.
Non è stato reso noto dove saranno le mega gabbie con le zanzare della malaria Ogm. Si parla di Perugia, dato che coordinerà gli esperimenti Andrea Crisanti, che lavora tra l’Imperial College di Londra e l’Università di Perugia. Probabilmente, si dice, preferirà evitare una terza sede di lavoro.
Il gruppo di Crisanti ha modificato geneticamente le zanzare anofele che trasmettono la malaria in vista della liberazione in natura di maschi sterili.
Crisanti lavora anche ad progetti sulla malaria: zanzare geneticamente modificate affinchè non ospitino più il plasmodio, il parassita che trasmette la malattia all’uomo. Ma questo non riguarda l’esperimento che sarà condotto in Italia.
Nel nostro Paese si cercherà di calcolare il numero ideale di zanzare maschio Ogm sterili da rilasciare nei Paesi afflitti dalla malaria.
In quattro grandi gabbie da alcune migliaia di metri cubi ciascuna, verranno fatte convivere in proporzioni differenti le zanzare geneticamente modificate e non. E poi si vedrà quanto la riproduzione è diminuita.
Si è scelta l’Italia perché le zanzare utilizzate nei test sono africane e da noi non esistono. Ciò significa che in caso di rilascio accidentale non possono trasmettere i geni modificati in laboratorio a zanzare autoctone.
Inoltre, dicono gli studiosi, un ulteriore elemento di sicurezza è dato dal fatto che in inverno non ci sono condizioni per la sopravvivenza di zanzare tropicali. Ed è questo il punto che non mi convince.
La zanzara tigre, introdotta accidentalmente in Italia ormai vent’anni fa, si sta felicemente ed abbondantemente riproducendo. Eppure guardate il suo areale originario di diffusione: India, Indocina, Cina meridionale.
In teoria, climi ben più caldi del nostro. In pratica, l’aumento delle temperature degli ultimi anni consente alla “tigre” di prosperare anche da noi.
Certo, le zanzare africane della malaria possono diffondere in contagio solo se prima pungono una persona già ammalata.
Ed è anche vero che la malaria compie autentiche stragi nei Paesi in cui è diffusa, e che è urgente intervenire per salvare vite umane.
Cionondimeno gli allevamenti di zanzare Ogm della malaria a Perugia, o dove saranno, non mi piacciono.
Riprendo una frase da un articolo del Globe and Mail dedicato all’altro filone di esperimenti condotti da Crisanti sulle zanzare della malaria: modificarle geneticamente affinchè non ospitino più il plasmodio che causa la malattia negli uomini.
Alcuni scienziati ritengono che ci siano troppi puzzle genetici da risolvere perchè le zanzare Ogm funzionino. E il loro rilascio potrebbe sconquassare gli ecosistemi.
Come dice il responsabile della campagna Ogm di Friends of the Earth: non sarebbe meglio dotare di zanzariere tutte le persone che vivono in luoghi infestati dalla malaria? Invece di condurre complesse operazioni genetiche che possono suscitare un vespaio nel delicato equilibrio della natura?
Sul Messaggero gli esperimenti in Italia con zanzare geneticamente modificate per combattere la malaria
Su Tam Tam saranno a Perugia le gabbie delle zanzare Ogm contro la malaria?
Su Globe and Mail le ricerche sulle zanzare Ogm per combattere la malaria
La malaria e la diffusione della malaria nel mondo su Wikipedia
Dall’Università di Bologna la zanzara tigre in Italia e la diffusione della zanzara tigre nel mondo (in giallo l’areale originario)
Leggi Talvolta ritornano. Anche il Ddt
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di sucamela il 01/1/70
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giugno 30th, 2008 at 11:46
L’ennesimo pasticcio da apprendista stregone. Come al solito, si fingerà di tentar di chiudere la stalla dopo che i buoi saranno già scappati. Ci si fingerà affranti per non esserci riusciti. Si fingerà pure di stupirsi delle “inattese” conseguenze. Sarà il solito balletto surreale già visto e rivisto, dove a rimetterci saremo tutti per la peracottaggine [neologismo da pera cotta] cerebrale di pochi tronfi personaggi. In caso non si fosse capito, cose del genere mi inviperiscono.
giugno 30th, 2008 at 12:48
Sindrome del “NIMBY”?!
Che “l’addomesticazione” della Natura possa a qualche titolo “stravolgere” gli ecosistemi è finanche implicito e banale: ma non è proprio questa “addomesticazione” che ha permesso a noi cittadini occidentali un tenore, lunghezza e stile di vita alquanto svincolato da tutta una serie di … “leggi naturali”?!
Gli Africani, invece, “hanno a morì di malaria, ‘tacci loro e delle su’ zanzare”…
settembre 15th, 2009 at 20:56
sei un vero idiota, lascia fare i ragionamenti a chi ne capisce di biologia