La settimana verde: Viola odorata
I fiori di violetta dei quali Maria vi ha parlato, per evidenziare il giusificato sconcerto della loro fioritura anticipata, appartengono alla specie chiamata viola odorata L, o viola mammola. Inflorescenza di una pianta spontanea che, nel suo genere, vanta circa quattrocento sorelle, tutte della famiglia delle violacee. Alcune decisamente più appariscenti, dai colori variegati e dimensionalmente più importanti, ma non così profumate come le mammole che, per la cronaca e per dare ragione a Maria, in pianura solitamente dovrebbero fiorire da febbraio ad aprile e smettere solo all’approssimarsi di temperature più elevate. Condizione meteo ulteriore per la maturazione dei semi e la riproduzione della pianta.
I greci la chiamavano anche pianta di Priapo e di Cibele associandogli un concetto di sessualità che va però inteso come espressione di riconciliazione amorosa del mondo celeste incarnata da Attis e Cibele che, sempre secondo i greci, grazie alla viola ritrovarono l’equilibrio delle loro essenze. Delle quali, la viola è traduzione terrestre, quando gli estremi climatici, in primavera, dovrebbero cominciare a fondersi per concedere al pianeta la naturale piacevolezza di una temperatura ideale alla vita. Secondo regole che però non sembrano interessare più di tanto gli esseri umani. Eclusa Maria e pochi altri. Per le note sulle proprietà di questi esili fiori vi rimando a questo pdf.
da mstramazzo
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