Alimentazione

“Urban farming” e crisi alimentare, la terra inutilizzata in città diventa orti

orti urbani

Sempre America è, e sempre si tratta di un modo per affrontare la crisi alimentare creando orti urbani.

Ma “Urban Farming” di Detroit mi ispira assai più di “My Farm”, l’azienda che, pagando, ti trasforma il giardino di casa in un orto biologico.

“Urban Farming” coltiva la verdura sui terreni urbani inutilizzati per dar da mangiare a chi non ne ha. Non fanno cenno al metodo bio: mi spiace, l’agricoltura biologica può sfamare il mondo. Ma hanno altri meriti, e non puzzano di eco chic.

Produrre il più possibile da sè il proprio cibo per non dipendere dal mercato e non farlo viaggiare: secondo me è la ricetta per fronteggiare i rincari che affamano il mondo, i più deboli dell’America e di tutto l’Occidente compresi.

Ecco perchè apprezzo “Urban Farming”, al quale le Bbc News hanno dedicato un bel servizio.

A Detroit c’è abbondanza di terra inutilizzata: l’ex città dell’auto si è svuotata di fabbriche e popolazione. “Urban Farming”, un’associazione di volontariato, ha messo in moto un meccanismo di auto-aiuto fra la povera gente.

E’ partita con quattro soldi – 5.000 dollari – e un pugno di volontari l’anno scorso. Ora coordina 500 orti, e l’idea si sta diffondendo in altre città.

Li coltiva la povera gente, appunto, che poi semplicemente porta a casa ciò che serve per mangiare. Gli orti non sono recintati, nè il raccolto viene distribuito con criteri predeterminati.

L’umana razza, in effetti, è assai meno avida e predace di quanto amano farci immaginare.

Sulle Bbc New “Urban Farming”, le terre inutilizzate in città diventano orti

“Urban Farming” di Detroit

L’agricoltura biologica può sfamare il mondo

Foto “Urban Farming”

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lug  08
12
alle 01:14
da maria


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