Biocarburanti

Un grafico: petrolio e mais, il prezzo va a braccetto

mais

C’è un bel grafico animato – lo trovate nella pagina seguente – su World Changing. Mostra i prezzi del petrolio e del mais.

Incredibile come, dal settembre scorso, le due curve seguano un andamento praticamente identico e parallelo: anche in questi giorni il ribasso del petrolio procede a braccetto col ribasso del mais.

La causa di questo strettissimo legame secondo me sono i biocarburanti: l’uso di mettere etanolo, ricavato dal mais, nei serbatoi delle auto al posto della benzina. Ed ecco il grafico.

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Così come ora, insieme al petrolio, è sceso il prezzo del mais, poche settimane fa il prezzo del mais era salito alle stelle insieme a quello del petrolio: era salito addirittura al punto da far ritenere imminente la chiusura di molte distillerie americane di etanolo.

Pur presentando questo stupefacente grafico, World Changing non prende posizione sull’esistenza o meno del legame fra prezzo del petrolio e del mais. Si limita a riferire le tre teorie in circolazione.

Secondo il presidente americano Bushi biocarburanti sono farina del suo sacco – l’uso del mais al posto della benzina è responsabile appena del 3% del rincaro.

Il Food Policy Research Institute ritiene che il 30% del rincaro del mais sia dovuto ai biocarburanti.

Infine la World Bank, in un rapporto che doveva rimanere segreto per non fare un dispiacere a Bush ma che il Guardian ha pubblicato, stima che i biocarburanti siano causa del 75% del rincaro dei generi alimentari.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, il grafico, secondo me, taglia la testa al toro. Più si alza il prezzo del petrolio, più sale il prezzo dell’etanolo. Del mais, volevo dire.

Su World Changing l’articolo e il grafico: petrolio e mais, il prezzo va a braccetto

Foto Flickr

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lug  08
21
alle 10:55
da maria

Ultimo commento:

di Bruno il 01/1/70

Sono un grossista di cereali e di mais in particolare, devo dire che l'unico commento sensato è ...


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9 Commenti to “Un grafico: petrolio e mais, il prezzo va a braccetto”

  1. luca dice:

    credo tu sia fuori rotta.

  2. Antonio dice:

    “credo tu sia fuori rotta”

    ???
    spiegati meglio

  3. Luca dice:

    mi sembrano conclusioni un po affrettate…io ho paura che la setssa causa determini queste variazioni similari di prezzo…e non che l’una dia effetto del rincaro dell’altra…cioè l’economia finanziaria si sovrappone ed influenza con le proprie logiche l’economia reale…

  4. federico vannucci dice:

    Uhmmm: prove generali di … mistificazione, da parte della ns amica vegetariana?!

  5. redarrow dice:

    è anche vero che più sale il petrolio più i coltivatori devono alzare il costo del mais, visto che spendono più in benzina…..

  6. Antonio dice:

    In realtà la correlazione non mi pare così netta. E’ tale solo se si analizza la parte di grafico a partire più o meno da fine 2007.

    Prima di tale periodo il mais era cresciuto a fronte di un momentaneo calo del prezzo del greggio.

    Le componenti legate all’aumento del prezzo del mais sono molte, il petrolio è una di queste, come anche il miglioramento del tenore di vita di India e Cina e quindi maggior consumo di mais specie per allevamento e quindi richiesta di carne.

  7. Giachi dice:

    Forse i prezzo di mais e petrolio non sono legati, ma l’incremento dell’utilizzo dei biocarburanti ha senz’altro decretato un aumento del prezzo di mais ed altro.
    Per esempio prima dell’estate scorsa riuscivo a trovare l’olio di semi vari a meno di 70 centesimi di euro: ora lo trovo ad almeno 1,19

  8. Roberto dice:

    Ciao a tutti volevo intervenire facendo un’appunto a “redarrow” Gli imprenditori agricoli non possono determinare i prezzi dei loro prodotti in conseguenza dell’aumento dei costi di produzione quindi è assolutamente falso che i prodotti agricoli aumentino perchè somo aumentati i costi di produzione.
    I costi di produzione aumentano e le aziende chiudono se non aumentano i prezzi dei prodotti.
    Comunque i prezzi aumentano per colpa di una speculazione a livello mondiale non certo fatta dagli agricoltori.

  9. Bruno dice:

    Sono un grossista di cereali e di mais in particolare, devo dire che l’unico commento sensato è quello di Roberto, non me ne vogliano gli altri. Non dimentichiamo che nella stagione 2006/2007 in tutti i paesi dell’est a causa della siccità il mais non era riuscito a fare neanche la pannocchia, a differenza dell’ultimo raccolto in cui c’è stata una forte produzione, i paesi che prima importavano mais ora sono diventati dei grossi esportatori (Slovenia, Ungheria, Romania ecc) e dati i loro bassi costi di produzione anche con un prodotto un pò più scadente del nostro sono altamente concorrenziali e mettono in difficoltà la nostra agricoltura

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