Un convegno per stabilire se si può modificare artificialmente il clima

Modificare artificialmente il clima, a Londra si decide se accettare gli esperimenti.
Al tema è dedicato un convegno, questa settimana, in seno all’Organizzazione marittima internazionale. Un ente che di solito stabilisce cosa è lecito scaricare in mare e cosa no.
Ora dovrà pronunciarsi sulla possibilità che in mare venga buttata una gran quantità composti ferrosi.
Il ferro dovrebbe innescare un processo tale da favorire l’assorbimento da parte degli oceani dell’anidride carbonica, il gas dell’effetto serra. Dovrebbero, appunto.
Non tutti sono concordi sulla bontà del metodo, anzi. L’Ipcc – il gruppo di scienziati Onu che si occupa dei cambiamenti climatici – dice che si tratta di una teoria non verificata e soprattutto non priva di possibili effetti collaterali.
Però le aziende tipo la Climos che lavorano a questi progetti sono lì che scalpitano.
Dicono che è urgente agire per contrastare i cambiamenti climatici, e che il ferro in mare è un sistema sicuro e a buon mercato.
Ovviamente dietro c’è un business. Verrebbero spesi così i soldi del “carbon trading”, il meccanismo in base al quale le imprese che emettono gas serra pagano affinchè venga posto riparo alle loro malefatte climatiche.
E investire invece per ridurre le emissioni?
Comunque il ferro gettato in mare provocherebbe la fioritura di fitoplancton, alghe vegetali che – come gli alberi – assorbono anidride carbonica.
Nessuno è in grado di dire quanto a lungo le alghe riuscirebbero a trattenere l’anidride carbonica. Nè cosa succederebbe dopo la morte delle alghe, quando tutta quella massa organica andrebbe in decomposizione.
E poi più anidride carbonica trattenuta in mare aumenterebbe l’acidità delle acque, il che disturberebbe molto molluschi e crostacei.
Trovo comunque curioso che su un tema così complesso debba pronunciarsi l’Organizzazione marittima, un ente abituato a disciplinare, in ultima analisi, faccende di scarichi e monnezza.
L’anno scorso l’Organizzazione marittima, posta davanti allo stesso quesito, se la cavò dicendo che le conoscenze a proposito degli effetti del ferro gettato in mare sono ancora troppo scarse per giustificare operazioni su larga scala. Stavolta come andrà ?
Su Reuters un convegno per stabilire se si può modificare artificialmente il clima
Leggi Modificare artificialmente il clima, la Shell vuol provare con la calce in mare
Leggi Modificare artificialmente il clima, le navi sparanubi di John Latham
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di simone il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







ottobre 28th, 2008 at 11:25
“E poi più anidride carbonica trattenuta in mare aumenterebbe l’acidità delle acque, il che disturberebbe molto molluschi e crostacei.”
Attendo ancora la risposta riguardo le … migliaia di gigatonnellate che sarebbero necessarie solo per far aumentare di 0.1 l’acidità dell’acqua di TUTTI gli oceani.
Evidentemente ai vegetariani per motivi etici, che stanno “spacciando” le loro astruse teorie più che altro vocate all’autoflagellazione imposta dal Neo-paganesimo Ambientalista, non risulta molto … funzionale fornire questi dati!
P.S.: sono “solo” 20 le gigatonnellate di CO2 che annualmente l’uomo immette in atmosfera…
ottobre 28th, 2008 at 15:14
Ma perchè, Maria e/o Emiliano, invece di manomettere i messaggi dei frequentatori in quanto questo Blog ha una grafica che “fa acqua”, non vi prendete la briga di risolvere le falle del Blog stesso, o quantomeno quello di rispondere agli …interessanti (per quanto capisco che siano … imbarazzanti!) quesiti che vi vengono posti?!!!!!
ottobre 28th, 2008 at 16:34
anche a me piacerebbe un pò più di partecipazione da parte degli autori..
però federico è anche vero che questo spazio è dedicato ai commenti.. non è un forum, anzi, visto che cè la possibilità , forse dovresti scrivere direttamente una mail agli interessati, agli autori
ottobre 29th, 2008 at 16:01
ciao simone, a me sembra che sia io che maria partecipiamo alle discussioni, in particolare quando siamo chiamati in causa, ma probabilmente bisogna che ci facciamo ancora più attenzione se mi dici questo
come dici tu, questo non è un forum, ma uno spazio legato ai commenti, e non vedo sempre la necessità di intervenire o di moderare (anche se questo termine è più adatto a un forum appunto), cmq visto che me lo fai presente cercherò di fare maggiore attenzione
ciao
ottobre 29th, 2008 at 16:07
inoltre, con tutto il rispetto per Federico, non vedo l’utilità di continuare a rispondere ai suoi commenti sempre e comunque
abbamo stabilito infatti, a più riprese che la pensiamo in modo opposto, una volta definito questo – e la cosa è avvenuto a più riprese tempo fa – di cosa vogliamo contiuare a parlare?
del fatto che noi siamo vegetariani figli del neopaganesimo ambientalista?
mi dispiace ma ho troppa stima e rispetto per me stesso
ottobre 29th, 2008 at 16:47
In linea di principio debbo convenire con te, Emiliano: pensandola noi in maniera diversa, e rimanendo ambedue rigorosamente trincerati dietro le rispettive posizioni, il “dialogo” risulta abbastanza inutile…
Ti faccio però notare che, nella fattispecie, avevi l’opportunità di riportare un oggettivo dato di fatto, peraltro oltremodo significativo riguardo le affermazioni di Maria.
Capisco però che, dal momento che questo dato non porterebbe “acqua al tuo mulino”, tu non voglia cogliere questa opportunità : anzi, hai tutta la mia umana comprensione di “uomo di mondo”…
P.S. La stima e la considerazione di sè stessi è sicuramente una condizione “sine qua non” dei vegetariani per motivi etici, magari vocati all’ambientalismo: non essendo un caso che considerano di avere una “superiore consapevolezza, sensibilità , rispetto, intelligenza, salute” e chi più ne ha, più ne metta! Insomma siete, bontà vostra, dei veri “unti del Signore”…
ottobre 30th, 2008 at 23:53
emiliano, con partecipazione non intendevo come moderatori, semmai.. per scambiare qualche opinione. che poi, insomma, a me va bene anche così, fate voi. più che altro lo dicevo per riallacciami al discorso di federico