Animali e specie protette

Meglio i canguri o le balene? L’ipocrisia dell’Australia

canguri

Nella lotta contro i balenieri Giapponesi, oltre agli irriducibili di Sea Shepherd, e a Greenpeace, che però ha abbandonato il campo, quest’anno c’è anche l’Australia.

La preoccupazione principale dell’Australia è rivolta ai turisti, dal momento che le balene ne richiamano a frotte, e la paura è che questi ultimi vengano meno a causa della mattanza annuale dei giapponesi.

Giustissimo, ma tempo fa il Giappone aveva accusato l’Australia di ipocrisia, visto che il grande paese insulare compie ogni anno una mattanza dello stesso tipo con i canguri.

Una posizione di comodo quindi quella dell’Australia nei confronti della caccia alle balene? Sembrerebbe proprio di sì.

L’uccisione dei canguri infatti è il più grande massacro di fauna selvatica sulla terra. Nel 2007 è stata autorizzata l’uccisione di 3,6 milioni di esemplari, di cui 300 mila cuccioli, che vengono brutalmente decapitati (se molto piccoli) o uccisi con un colpo alla testa.

Secondo un’indagine svolte dalle associazioni protezioniste locali la caccia annuale, sommata alla siccità, sta mettendo in serio pericolo il futuro della popolazione dei canguri.

Che cosa se ne fanno gli australiani con i canguri uccisi? Dal 60 al 70% di carne di canguro diventa cibo per animali domestici, il resto è esportato per farne pelli o carne per il consumo umano. La pelle di canguro opportunamente conciata e tinta, viene utilizzata per confezionare accessori di moda, borse, calzature, guanti e cinture.

Per un approfondimento:

Oipa Italia

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mar  08
7
alle 06:09
da emiliano


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