Animali e specie protette

Tre italiani sulla nave di Greenpeace che censisce i cetacei nel Mediterraneo

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Tre italiani sono a bordo dell’Arctic Sunrise, la nave di Greenpeace che in questi giorni naviga nel “Santuario dei cetacei” fra il Golfo di Genova e la Corsica.

Censiscono delfini e balenottere, e all’occorrenza procedono ad azioni clamorose, come quando, qualche giorno fa, hanno inseguito in gommone un cargo carico di sostanze pericolose che attraversava le Bocche di Bonifacio, fra la Sardegna e la Corsica.

I tre italiani sono Simona Fausto, aiuto cuoca, che già ebbe lo stesso ruolo sulla nave Esperanza; Alessandro Ginnì, coordinatore della spedizione scientifica; e Pierdavide Pasotti, suo supporto logistico. Proprio da lui mi sono fatta raccontare i dettagli della spedizione.

L’equipaggio dell’Arctic Sunrise è formato da 29 persone, un miscuglio di nazionalità al comando di Pete Bouquet, un personaggio storico di Greenpeace.

Fino al 12 o al 13 agosto, la nave effettuerà il censimento dei delfini e delle balenottere nel Santuario dei Cetacei fra la Corsica e Genova, seguendo una rotta a zig zag calcolata in base agli studi effettuati in passato.

“Ieri in tutto il giorno nove delfini stenella. Stamattina già quattro. Infatti stiamo entrando nella zona più popolata del Santuario”, mi racconta Pierdavide Pasotti. Classe 1979, originario della provincia di Verona, fa da raccordo fra il comandante e i ricercatori impegnati nel censimento.

Alla guida dell’operazione c’è Alessandro Giannì, cinquant’anni, siciliano, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia. Non si tratta solo di contare i cetacei, e di confrontare i risultati con quelli dell’ultimo censimento, eseguito una ventina di anni fa.

I ricercatori a bordo del’Arctic Sunrise prelevano periodicamente campioni di acqua di mare, destinati ai laboratori dell’Università di Torino. Verranno effettuate analisi per scoprire se ci sono tracce di idrocarburi.

Inoltre prendono nota di tutta l’immondizia galleggiante: “Anche questo è un indicatore delle condizioni del Santuario”.

Scopo della spedizione è spingere Francia, Italia e Principato di Monaco ad una miglior tutela del Santuario. Istituito nel 1993, il Santuario è probabilmente l’area più ricca dell’intero Mediterraneo dal punto di vista faunistico.

Ha la forma di un quadrilatero. Abbraccia completamente la Corsica e si estende grossomodo fra le coste settentrionali della Sardegna, la Costa Azzurra, la Liguria e la Toscana. “Tuttora manca un piano di gestione del Santuario”, sottolinea Greenpeace.

In questo quadro si situa anche l’azione alle Bocche di Bonifacio, il braccio di mare fra la Corsica e la Sardegna dove i gommoni e l’elicottero dell’Arctic Sunrise hanno affiancato un cargo panamense carico di sostanze pericolose.

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Francia e Italia vietano alle loro navi di attraversare le Bocche, un tratto di mare particolarmente insidioso oltre che ricco di vita selvaggia. Però le navi che battono bandiera di altri Paesi possono attraversarlo. Ogni anno passano di lì 300 imbarcazioni cariche di sostanze tossiche.

Greenpeace chiede che questo non avvenga più: “La questione non è se si verificherà un prossimo incidente, ma quando si verificherà“, sostiene Greenpeace.

Il Santuario dei Cetacei

Le foto appartengono a Greenpeace e possono essere usate solo a fini giornalistici

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ago  08
4
alle 09:50
da maria


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