Acque

Torna l’acqua nel Nord del lago di Aral. Ma per il Sud non c’è speranza

lago di Aral

Una vittoria parziale, una vittoria di Pirro, ma di questo deve accontentarsi il lago di Aral, tra l’Uzbekistan e il Kazakistan.

E’ tornata l’acqua nella parte Nord dell’antico lago, e con essa pesci, uccelli e rettili. Però misura 3.300 chilometri quadrati. All’inizio degli Anni 50, il lago di Aral era complessivamente di 68.000 chilometri quadrati.

Il governo del Kazakistan, che ha condotto le operazioni, ora sfodera le cifre di quello che considera un successo. Lo sarà anche: ma il resto del lago è definitivamente condannato.

L’enorme lago salato di Aral ha cominciato a prosciugarsi negli Anni 50 in seguito alla dissennata deviazione dei suoi fiumi immissari per irrigare i campi, e negli Anni 80 si è diviso in due laghi distinti. Ormai è meno di un quarto dell’estensione originaria e – Nord a parte – non ci sono speranze di salvezza.

Sono celebri le immagini delle navi arrugginite rimaste in secca sul fondo coperto di sale.

Grazie a lavori finanziati per un terzo dal Kazakistan e per il resto dalla Banca Mondiale, ora una diga separa la parte Nord dell’Aral dal resto dell’ex lago. Inoltre il lago Nord è stato ricongiunto al suo antico affluente, il fiume Syr Darya.

Ora il Kazakistan tira le somme, ed afferma soddisfatto che la superficie del lago Nord è aumentata del 30% rispetto al 2003, arrivando a 3.300 chilometri quadrati. Contemporaneamente la profondità è salita da 30 a 42 metri.

Sono ora presenti 15 specie di pesci - ne era rimasta una sola – e un centinaio di uomini del posto ha ripreso l’attività tradizionale della pesca, che prima era fonte di cibo e lavoro per tutta la gente attorno al lago.

Si sono ridotte le tempeste di sabbia: quella che il vento solleva dal letto prosciugato. Si è invertita la tendenza in base alla quale, man mano che il lago si riduceva, il clima diventava più arido.

Si fanno piani per reintrodurre gli storioni. Può diventare operativo uno scolmatore per deviare le acque in eccesso verso la parte Sud del lago. La rigenerazione dopo il disastro, insomma.

Però di riempire d’acqua anche il lago Sud neanche si parla. Anzi. Sistemato il Nord, ora si provvede infatti a rimboschire il resto dell’antico letto con un arbusto locale in grado di tollerare la salinità.

In aprile è iniziato il lavoro sui primi 500 ettari. Si vogliono rimboschire 80.000 ettari in 10 anni.

L’obiettivo è fermare le tempeste di sabbia che si levano dal fondo disseccato ed avviare un processo grazie al quale il luogo possa ospitare altre piante ed animali.

Il passo successivo sarà ricavare 75.000 ettari di pascoli. Dove una volta c’era il lago.

Su Environment News Service torna l’acqua nel Nord del lago di Aral. Ma per il Sud non c’è speranza

Via Treehugger

Foto Flickr

L’immagine animata dell’estensione del lago di Aral è da Wikipedia

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ago  08
3
alle 02:57
da maria


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