Clima

Stern rifà i conti, serve il 2% del Pil per contrastare i cambiamenti climatici

nicholas stern

Per contrastare i cambiamenti climatici ed impedire che essi devastino l’economia non è più sufficiente investire l’1% del prodotto interno lordo. Ora ci vorrebbe il 2%.

Parola di Nicholas Stern, il “banchiere illuminato”, autore nel 2006 del “Rapporto Stern” sui risvolti economici dei cambiamenti climatici.

Stern disse che. in caso di inazione, entro il 2050 i cambiamenti climatici avrebbero fatto scendere il Pil del 5-20%. Ma è già ora di rifare i conti.

Il rapporto Stern due anni fa fece parecchio rumore. Mosse le acque in Inghilterra e in America. Anche se poi in realtà ciò che Stern aveva consigliato non è stato fatto.

Nel 2006 Stern poneva l’obiettivo di impedire che l’anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – superasse una concentrazione nell’atmosfera pari a 550 parti per milione.

Ora ufficialmente la concentrazione di anidride carbonica è pari a circa 390 parti per milione – nel servizio che il Guardian dedica a Stern si parla di 430 parti per milione – ed aumenta di due parti per milione l’anno.

I cambiamenti climatici stanno avvenendo più velocemente del previsto. Lo dice anche Stern, e non è certo il solo.

Secondo Stern, è necessario investire risorse economiche per impedire che l’anidride superi le 500 parti per milione.

Serve il 2% del Pil mondiale. Ma il costo dell’inazione, avverte Stern, sarebbe molto più pesante.

Sul Guardian Nicholas Stern rifà i conti, per contrastare i cambiamenti climatici serve il 2% del Pil

Leggi Il clima che cambia porta la recessione

Foto Wikimedia

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giu  08
27
alle 03:56
da maria

Ultimo commento:

di federico vannucci il 01/1/70

Bèh, certo Diego "anti-troll", non è detto che Lindzen sia un "angelo", può senz'altro essere ...


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7 Commenti to “Stern rifà i conti, serve il 2% del Pil per contrastare i cambiamenti climatici”

  1. federico vannucci dice:

    Visto che stiamo parlando del “signor” Stern, mi sembra opportuno riportare la seguente citazione del prof. Richard Lindzen, ordinario di meteorologia presso il Massachussets Institute of Technology di Boston dal lontano 1983 e facente parte della National Academy of Sciences.

    “Ormai ci stiamo allontanando dalla scienza per entrare nel fanatismo religioso, dove i seguaci della fede, colmi di indignazione e certi della propria rettitudine, sono convinti di possedere una verità superiore. L’ambientalismo è pervaso da un odio per il mondo materiale che, come la religione, pretende dai suoi seguaci devozione e non rigore intellettuale. L’ambientalismo non tollera il dissenso, chi mette in dubbio le profezie di sventura viene giudicato un eretico, un negazionista”.( … UN TROLL, aggiungo io!).
    “La via della salvezza consiste nell’esecuzione di rituali superstiziosi, come sostituire una lampadina con una di basso consumo o piantare un albero dopo aver fatto un viaggio in aereo. L’aspetto veramente tragico è il modo in cui questa ideologia di dubbio valore ha raggiunto una posizione predominante nella nostra vita pubblica. I politici adorano l’ordine del giorno dei Verdi perchè seguirne le raccomandazioni significa più controlli, più regolamentazione, più TASSE, più incontri al vertice, più occasioni per mettere in mostra il proprio zelo. LA TRAGEDIA E’ CHE GENTE COME NICHOLAS STERN SI SERVE DI UNA SCIENZA FASULLA PER PERSEGUIRE I PROPRI SCOPI”.

    Ed a proposito di MISTIFICAZIONI!
    Non è che “lo dice anche Stern”: è proprio Stern, il primo che lo dice!!!

  2. aldo de luca dice:

    “L’ambientalismo è pervaso da un odio per il mondo materiale che, come la religione, pretende dai suoi seguaci devozione e non rigore intellettuale.” ? A me sembra che l’ambientalismo esista invece facendo riferimento a quello che accade, ma con un supporto scientifico, e non per semplice catastrofismo o odio del modello consumistico. Cosa che non accade nelle religioni, specialmente quelle che fanno riferimento a un Dio, dove niente può essere messo in discussione perchè dogmatico.
    Saluti

  3. Aldo dice:

    Federico, certamente esistono un ambientalismo sano ed un ambientalismo ideologico, ma lo stesso si può dire di ogni altra corrente di pensiero. Di ogni altra corrente di pensiero.

    Inoltre, esistono frotte di lestofanti (particolarmente nei ruoli dirigenziali) che si spacciano per ambientalisti pur senza esserlo, al semplice scopo di perseguire i propri non proprio trasparenti fini cavalcando l’onda della buona fede e delle sincere preoccupazioni altrui.

    Dunque, non nutro per un dirigente dell’ambito economico più fiducia di quanta ne possa nutrire per un luminare universitario (l’ambiente delle università è notoriamente troppo “immanicato” per essere super partes). Come uscirne? Osservando direttamente quel che ci circonda e ragionando con la nostra testa.

  4. dukenukem dice:

    Hahahaha! che è tutta questa storia del paganesimo ambientale?
    Paganesimo è il pensiero positivista portato agli estremi, la fede nelle pseudo-scienze alla Piero Angela insomma.

    Per chi non lo sapesse, ecco chi è e per chi lavora il grande Richard Lindzen.

    Ross Gelbspan wrote a 1995 article in Harper’s Magazine which was very critical of Lindzen and other global warming skeptics. In the article, Gelbspan claimed that Lindzen charged “oil and coal interests $2,500 a day for his consulting services; [and] his 1991 trip to testify before a Senate committee was paid for by Western Fuels and a speech he wrote, entitled ‘Global Warming: the Origin and Nature of Alleged Scientific Consensus,’ was underwritten by OPEC.”[23]

    In Aug 2006, according to Boston Globe columnist Alex Beam, Lindzen said that he had accepted $10,000 in expenses and expert witness fees, from “fossil-fuel types” in the 1990’s and had not received any money from these since. [24]

    According to a PBS Frontline report, “Dr. Lindzen is a member of the Advisory Council of the Annapolis Center for Science Based Public Policy, which has received large amounts of funding from ExxonMobil and smaller amounts from Daimler Chrysler, according to a review [of] Exxon’s own financial documents and 990s from Daimler Chrysler’s Foundation. Lindzen has also been a contributor to the Cato Institute, which has taken $90,000 from Exxon since 1998, according to the website Exxonsecrets.org and a review Exxon financial documents. He is also a contributor for the George C. Marshall Institute.”

  5. federico è un troll dice:

    Cercate la definizione di troll qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(internet)
    Ma non lo avete ancora capito che continuerà a romperci con questa storia degli adepti e della fede fino a quando non si stuferà e passerà a rompere le balle con un altro blog? Lasciatelo perdere che risparmiate tempo.

  6. Diego dice:

    Vogliamo anche aggiungere che il caro sig. Richard Lindzen, oltre a lavorare per la ExxonMobil(http://en.wikipedia.org/wiki/ExxonMobil) ha candidamente affermato che il fumo da sigarette non fa male.

    Ora sicuramente sarà il piu integerrimo degli scenziati, sicuramente come per il nostro amato presidente del consiglio, il conflitto di interessi non esiste, ma almeno il dubbio che sia un cialtrone dovrebbe venire ^_^.

  7. federico vannucci dice:

    Bèh, certo Diego “anti-troll”, non è detto che Lindzen sia un “angelo”, può senz’altro essere un “diavolo”.
    Chi invece sarà “certamente” un “angelo”, è Nicholas Stern: dal momento che “abbraccia” la tua stessa “fede”, non è vero?!

    P.S.: ed a proposito di “fede” e di dogmi, perchè su questo Blog la teoria del “riscaldamento globale di origine antropica” viene propinata come una “verità assoluta”, senza nemmeno l’ombra di un … “beneficio d’inventario”?!
    2P.S.: poi mi sfugge un particolare: tutti lor signori che ce l’hanno tanto con il petrolio, i petrolieri ecc., “vanno” tutti e solo ad… “alternative”?!!!

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