San Cataldo, l’Albania vince la “guerra della sabbia” fra Brindisi e Lecce

Addirittura sull’Independent è finita la “guerra della sabbia” fra Lecce e Brindisi. Un italico siparietto con 5 milioni di finanziamenti europei inutilizzati.
Brindisi non vuol dare a Lecce 200.000 metri cubi di sabbia utili per ripristinare la spiaggia di San Cataldo, ormai completamente portata via dal mare.
Lecce allora la chiede ai dirimpettai albanesi. A Tirana scoppia la rivolta: la nostra sabbia non s’ha da toccare.
Ma c’è anche un’altra cosa da considerare. L’erosione affligge il 42% delle spiagge italiane.
Il dato viene da “Spiagge blindate”, un dossier di Legambiente. Dei 7.400 chilometri di costa italiana, il 50% è costituito da spiagge. Di esse, il 42% è sottoposto a consistente erosione. Un problema che a livello mondiale riguardano l’80% dei litorali.
Le cause. Fino a qualche decennio fa i detriti portati dai fiumi e i disboscamenti, dice Legambiente, garantivano costante apporto di materiale agli arenili.
Ora i boschi sono tornati a crescere negli entroterra abbandonati. I fiumi sono regimentati e interrotti da dighe. I loro letti vengono dragati per estrarre sabbia. Le paludi dalle quali traevano sedimenti non esistono più.
Così niente arriva a sostituire la sabbia che il mare inghiotte. Le regioni percentualmente più colpite sono il Molise, la Basilicata e, appunto, la Puglia dov’è scoppiata la “guerra della sabbia”.
In sostanza, la spiaggia leccese di San Cataldo è praticamente sparita, da 15 metri che era. Sette anni fa è arrivato un robusto finanziamento europeo per il “ripascimento”: trovare altra sabbia identica e portarla lì.
La sabbia identica sarebbe a Brindisi, che non la vuole dare. La procura di Brindisi apre un’inchiesta. Il Tar dà ragione prima a Lecce e poi a Brindisi.
Finchè al vicesindaco di Lecce, l’ex ministro Adriana Poli Bortone, viene l’idea albanese. E il primo ministro Berisha le promette la sabbia. Così almeno scrive l’Independent.
Si frappone però la fiera reazione del parlamento albanese. Berisha nega ufficialmente di aver mai fatto qualsiasi promessa agli italiani. La sabbia resterà dov’è.
I 5 milioni europei non verranno spesi. Chissà se a qualcuno verrà l’idea di impiegarli per la rinaturalizzazione dell’entroterra, affinchè nuova sabbia arrivi da sola al mare.
Sull’Independent la “guerra della sabbia” per la spiaggia di San Cataldo fra Brindisi e Lecce
Un articolo de La Stampa sulla “guerra della sabbia” prima del no albanese
Su Agi l’Albania non darà la spiaggia all’Italia
Il dossier di Legambiente “Spiagge blindate” con un capitolo dedicato all’erosione delle coste
Foto Flickr
da maria
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