Energie

Sabbie bituminose del Canada, acqua che si incendia e scempio ambientale

barile

Può darsi che la recessione sia ambientalista. Certo l’esaurimento delle risorse naturali dà origine a pratiche che ambientaliste non sono. Cosa non si fa per sfruttare quel poco che resta!

Le sabbie bituminose del Canada, l’ultimo Eldorado dei petrolieri. Bel disastro.

Se solo i giacimenti tradizionali pompassero a sufficienza per soddisfare la domanda, nessuno le degnerebbe di uno sguardo.

Due notizie. Un reportage del Guardian sullo scempio ambientale e l’incredibile storia di una signora che riesce a dar fuoco all’acqua di casa sua. La compagnia petrolifera EnCana opera nelle vicinanze.

acqua che brucia

La storia della signora canadese viene da Treehugger. Abita in un villaggio chiamato Rosebud ad Est di Calgary. Dopo aver notato che l’acqua sembrava frizzante e che il cane rifiutava di berla, si è accorta che la superficie dell’acqua poteva incendiarsi. Le foto parlano da sole.

Analisi hanno svelato che nell’acqua ci sono metano ed altri combustibili fossili. La EnCana nega qualsiasi responsabilità.

Anche le tribù native, comunque, dicono che l’acqua non è più quella di una volta, e che perfino i pesci hanno cambiato gusto. Dalla storia singolare all’allarmante quadro generale tratteggiato dal Guardian.

Si ritiene che il Canada possieda 179 miliardi di barili di petrolio: solo l’Arabia Saudita ne ha di più. Si tratta per la maggior parte di sabbie bituminose, non di giacimenti convenzionali.

Col rincaro del greggio, lo sfruttamento comincia ad essere conveniente. Oggi il Canada produce un milione di barili al giorno, destinati, sembra, a triplicare entro il 2020.

Solo che le sabbie bituminose non sono petrolio propriamente detto: hanno la consistenza del burro d’arachidi, bisogna pompare vapore nel giacimento per separare il petrolio dalla sabbia e dall’acqua.

La raffinazione non è affare semplice, ci vogliono molti passaggi che comportano, riferisce il Guardian, emissioni di anidride carbonica triple rispetto allo sfruttamento dei giacimenti convenzionali.

Mi sentirei di guardare la cosa da un’altra prospettiva. La resa energetica – l’energia prodotta al netto di quella usata per produrla – è di un terzo rispetto al petrolio convenzionale. In tempi diversi, si sarebbe detto che il gioco non vale la candela.

L’estrazione, poi, sembra più lavoro da miniera che trivellazione. Oltre all’acqua e all’atmosfera, le operazioni devastano le foreste e gli acquitrini. A questo siamo ridotti per spillare petrolio.

Sul Guardian le sabbie bituminose del Canada e lo scempio ambientale

Su Treehugger le sabbie bituminose del Canada e l’acqua che si incendia

Foto Flickr e Treehugger

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lug  08
21
alle 02:33
da maria

Ultimo commento:

di marco il 01/1/70

Greenpeace ne parla anche in questo articolo: http://www.nuovoconsumo.it/castelli-di-sabbia non...


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18 Commenti to “Sabbie bituminose del Canada, acqua che si incendia e scempio ambientale”

  1. luca dice:

    Sembra che maggiore sia il prezzo del petrolio maggiore diventi l’incentivo a sfruttare le risorse tradizionali a qualsiasi costo (ciò che prima era diseconomico ora è una macchina da soldi)…ho paura che questo sarà il ritornello dei prossimi anni…ora bisogna scommetere NON su quando inizieranno a trivellare l’artico e l’antartico, ma piuttosto QUANDO!

  2. luca dice:

    Sembra che maggiore sia il prezzo del petrolio maggiore diventi l’incentivo a sfruttare le risorse tradizionali a qualsiasi costo (ciò che prima era diseconomico ora è una macchina da soldi)…ho paura che questo sarà il ritornello dei prossimi anni…ora bisogna scommetere NON SE inizieranno a trivellare l’artico e l’antartico, ma piuttosto QUANDO!

  3. federico vannucci dice:

    “La raffinazione non è affare semplice, ci vogliono molti passaggi che comportano, riferisce il Guardian, emissioni di anidride carbonica triple rispetto allo sfruttamento dei giacimenti convenzionali.

    Mi sentirei di guardare la cosa da un’altra prospettiva. La resa energetica – l’energia prodotta al netto di quella usata per produrla – è di un terzo rispetto al petrolio convenzionale. In tempi diversi, si sarebbe detto che il gioco non vale la candela.”

    Sicuramente questa è una vera e propria forma di mistificazione: “qualità” che sembra davvero propria di qualsiasi vegetariano per motivi etici…

  4. luca dice:

    mi dispiace essere d’accordo ma a notizie interessanti e magari drammatiche seguono commenti cehf anno cadere il tono della comunicazione

  5. andrea dice:

    http://cobraf.wallstreetitalia.com/blog/default.php?idr=110064#110064

    La colpa e’ degli ecologisti

  6. Francesco dice:

    “Sicuramente questa è una vera e propria forma di mistificazione: “qualità” che sembra davvero propria di qualsiasi vegetariano per motivi etici…”

    Perche’ “sicuramente”?
    Con quali prove, Federico, affermi questo?
    Qual e’ la “mistificazione” nel sostenere che l’energia utile ricavata dallo sfruttamento delle sabbie bituminose e’ molto inferiore rispetto a quella ricavata dall’estrazione del petrolio convenzionale?

    E’ un dato di fatto, altro che mistificazione.

    Quali prove a sostegno che “qualsiasi vegetariano per motivi etici” (qualsiasi!) faccia di tali “mistificazioni” un’abitudine?

    Mi dispiace, l’uso di questo tono cosi’ perentorio (”sicuramente”! “qualsiasi”!) e’ indice di grande ottusita’ verso chi non la pensa allo stesso modo.
    Ricordo che nell’ “ambiente” ci viviamo tutti. Lanciare continue frecciatine verso quelli che si dedicano a promuoverne la salvaguardia non puo’ fare altro che motivarli ancora di piu’ a proseguire nel loro impegno, cosa che succede anche a me quando leggo questi interventi faziosi ed inutilmente provocatori.

  7. federico vannucci dice:

    Bene Francesco: intanto ti ringrazio per questa tua pratica dimostrazione di … faziosità!

    Entrando in merito, basta rileggere il mio messaggio (in particolare mettendo a confronto le 2 frasi in neretto), e chiunque non abbia “una grande ottusità verso chi non la pensa allo stesso modo” potrà trarre le opportune conclusioni: conclusioni, anche di altro tipo (come tu ben dimostri!), possono essere tuttavia tratte da chicchessia…

    Sul fatto invece che i vegetariani per motivi etici siano “avvezzi” alla mistificazione, è una personale conclusione supportata semplicemente dalla mia esperienza: tanto è vero che ho specificato “sembra”!!

    Per concludere, ti sarei quindi incommensuratamente grato se tu volessi evitare di … mistificare le mie parole!!!

    P.S. Scusa, ma sono curioso: ma tu lo dici proprio con estrema franchezza che… “ti dispiace”?!!!

    2P.S. Sempre da “L’A.d.V.”: – “… per i piu’ disparati motivi interiori sono convinti in modo fanatico che solo le loro idee salveranno e miglioreranno il mondo”…
    Ed ancora, da altra fonte: “… dove i seguaci della fede (ambientalista), colmi di indignazione e certi della propria rettitudine, sono convinti di possedere una verità superiore”.

  8. la verità superiore dice:

    Caro vannucci lei sì che ha la verità superiore, deve essere per questo motivo che l’ambiente sta collassando con la sesta estinzione di massa.
    Su chi ha seghe mentali deliranti mi faccia la cortesia, la soluzione non è quella del suo pensiero, quella del suo pensiero è la situazione dell’attuale disastro.
    E poi fazioso lo scriva allo psiconano e sua coorte di avvocati, si guardi il vocabolario prima di usare le parole.

  9. Francesco dice:

    Grazie per le risposte Federico.

    1) Metto a confronto le due frasi in neretto:

    “emissioni di anidride carbonica triple” (rispetto allo sfruttamento dei giacimenti convenzionali) e “è di un terzo rispetto al petrolio convenzionale” (La resa energetica – l’energia prodotta al netto di quella usata per produrla).

    Dov’e’ la mistificazione, visto che sono dati reali?

    2)Per quanto riguarda i da te tanto vituperati “vegetariani per motivi etici”, mi basta sapere che questa sia una tua personalissima opinione, basata su tue personalissime esperienze e mi preme che sia chiaro.

    Non temere, nessuna intenzione di mistificare alcunche’!

    Quando dico “mi dispiace”, anche se ti potrebbe sembrar strano, lo dico con estrema franchezza: odio i battibecchi inutili.

  10. federico vannucci dice:

    A prescindere dal fatto che mi sembra di aver esaudientemente dimostrato che il mio “tono così perentorio” proprio tanto perentorio non lo fosse (ma tu avevi preso delle mie frasi solo ciò che … ti faceva comodo(!), peraltro infarcendolo con un bel “mi dispiace” per il quale, visto anche il contesto, continuo ad avere qualche perplessità nonostante le tue posteriori “spiegazioni”…), sarò sicuramente “duro di comprendonio” ma continuo a non riuscire a vedere questa “ineffabile equivalenza” fra le “emissioni di anidride tripla per l’estrazione/raffinazione“, e la resa energetica che, per solo tal motivo, sarebbe di “un terzo rispetto al petrolio convenzionale”(??!!!!). Un po’ come 1 kg di metano che “magicamente” e/o per grazia ricevuta diventano 23 kg di CO2?!!!
    Ma a questo punto convengo che potrebbe esserci un’altra spiegazione, nel senso che non è probabilmente solo la ns vegetariana per motivi etici ad aver qualche… problema con i numeri (non ho comunque ancora ben capito se in questo Blog ci siete, ci fate od entrambe le 2 cose!!! ).

  11. Francesco dice:

    Estrarre petrolio dalle sabbie bituminose e’ energeticamente meno conveniente perche’ e’ piu’ laborioso farlo.
    Siccome l’energia che alimenta le apparecchiature per tale estrazione deriva dall’utilizzo di combustibili fossili, da qui il maggior volume di emissioni. Nessuna “ineffabile equivalenza” ma solamente un dato di fatto.

    Se per estrarre una certa quantita’ di petrolio sei costretto a bruciarne di piu’ (di quello stesso petrolio), la resa energetica non sara’ forse minore?

    Ti assicuro che non c’e’ assolutamente nulla dietro il mio “mi dispiace” e ti invito a non sospettare alcuna forma di ipocrisia. E’ un modo con il quale disapprovo il tono che caratterizza la quasi totalita’ dei tuoi interventi. Attenzione: non sono contrario a quello che dici ma a come lo dici.
    Perche’ assumere un tono cosi’ provocatoriamente canzonatorio?

  12. federico vannucci dice:

    Che ci vuoi fa’ Francesco, ognuno ha il proprio… “stile”!!!

    E poi, Francesco, cerchiamo un attimo di intenderci bene sui termini.
    Una “mistificazione” è una … mezza verità!
    Cioè si parte da un dato reale (quale ad es. la minor resa energetica del petrolio estratto da sabbie bituminose: che è assolutamente un ineccepibile dato di fatto!), “mistificando” la conclusione che se ne trae, definendo questa resa “un terzo” in quanto… i “costi energetici” di estrazione sono 3 volte quelli normali! Ma questa è una mistificazione bella e buona, altro che!.

    Facciamo un’ipotesi: per estrarre petrolio “normale” occorre 1/15 dell’energia che poi se ne ricava. La “resa” è quindi oltre il 90%.
    Se per estrarre quello da sabbia bituminosa ne occorre 3 volte tanto (cioè 3/15), la “resa” sarebbe comunque dell’80%, non certo il 33,3% come ci vorrebbe far credere la ns cara vegetariana per motivi etici con le sue abili mistificazioni (od evidenti carenze di abilità matematica: che però mi evocano quelle di una mia conoscente commerciante di generi alimentari, che … sbagliava sempre a pro’ suo!).

    Solo nel caso che la “resa” del petrolio normale fosse inferiore al 75%, potrebbe esser valida l’ipotesi della ns vegetariana (ed anche peggio): non posso ragionare su numeri che non conosco, ma mi sembra un’ipotesi un po’ improbabile (comunque, salvo il vero, credo mai dimostrata dalla nostra “ineffabile”…).

  13. Diego dice:

    @ Francesco.

    Il tuo ragionamento non fa una grinza, peccato che ti sei dimenticato un piccolo particolare, un inezia.

    Il petrolio estraibile dalle Bituminose è fra il 5 e il 10%. il resto rimane inevitabilmente legato alla componente inorganica.

    Quindi a conti fatti, Maria è stata fin troppo larga.

  14. federico vannucci dice:

    Ascolti, “signore”: Maria ha semplicemente affermato che, l’estrazione di petrolio dalle bituminose, determina “emissioni triple rispetto ai giacimenti convenzionali”.

    Questo è quanto ha affermato. Subito dopo ha affermato un’amenità/mistificazione che dir si voglia (comunque qualcosa di assolutamente “campato in aria”, salvo ci dia delle postume e credibili spiegazioni), sulla quale la discussione si sta protraendo da fin troppo tempo.

    E’ infine possibile (da ciò che Lei, “signore”, afferma) che Maria abbia nuovamente “dato i numeri” (ormai, mi ci sto abituando!): ma questo è un discorso ben diverso…

    Ed ora, come sua consuetudine, mi dia pure del “troll”, “signor” Diego…

  15. Diego dice:

    Attacchi la mia persona, ma non la mia tesi. questo mi fa pensare che ho ragione ^_^.

    Ed ora, come da tua richiesta, ti do del Troll.. sia mai che ti arrabbi

  16. Francesco dice:

    Beh, che dire, rimaniamo felicemente arroccati sulle nostre posizioni!

  17. gigi dice:

    abbasso le multinazionali!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  18. marco dice:

    Greenpeace ne parla anche in questo articolo:
    http://www.nuovoconsumo.it/castelli-di-sabbia
    non ne sapevo nulla prima di oggi, mi sembra sconvolgente…

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