Secondo i banchieri la Terra è spolpata

Sono stufa di sentir ripetere dai giornalisti e dalla gente che tiriamo la cinghia per colpa dell’euro. Si leggano piuttosto la diagnosi economica planetaria dai cui partono i lavori, mercoledì, del 38esimo World Economic Forum che riunirà a Davos la crema dei banchieri, dei politici e degli amministratori delegati. Fra parentesi: qualcuno ancora crede che si tratti di tre categorie professionali distinte? E comunque. La diagnosi economica planetaria di cui sopra si chiama “Risks 2008″ e descrive un pianeta spolpato di cibo e di energia. Ad opera, aggiungo io, della rapacità umana. Meglio: della rapacità dell’Occidente. Ecco quali sono, secondo il rapporto preparato per il World Economic Forum, i fattori di rischio economico e sociale.
Nell’ordine, le minacce per la prosperità economica sono la crisi dei mercati finanziari (i mutui americani e tutto ciò che li precede e li segue, mi sentirei di tradurre); gli alti prezzi del cibo dovuti ai cambiamenti climatici, all’aumento della popolazione e ai biocarburanti (sì! lo dicono anche loro); la vulnerabilità della catena di distribuzione delle derrate alimentari; il problema dell’energia, dato che entro il 2030 la domanda di petrolio crescerà del 73%. Però il petrolio sta finendo e la produzione non potrà aumentare così tanto. Questo non lo dico solo io, e fra un po’, credo, lo diranno anche loro. L’unica strada sensata, secondo me, sarebbe custodire bene le risorse che ancora abbiamo, distribuirle equamente e imparare la sobrietà dei consumi. Per l’Italia saranno a Davos il ministro dell’Economia, Padoa Schioppa; il governatore della Banca d’Italia, Draghi; e il presidente della Confindustria, Montezemolo. Li vedo già partire in quarta per la strada opposta a quella che a me sembra l’unica sensata. Foto Flickr.
da maria
Ultimo commento:
di debborahh il 01/1/70
l'universo si basa sulla ciclicita'
e quindi...
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gennaio 21st, 2008 at 20:21
la fine dell’impero…
l’universo si basa sulla ciclicita’
e quindi…