Rincaro del petrolio, è finita l’era dei voli a basso costo

Dove pensate di andare in vacanza quest’estate? Magari un viaggetto in aereo verso lidi esotici? Occhio!
Con il prezzo del petrolio che veleggia suu 130-135 dollari al barile è finita l’era in cui, spendendo quattro soldi, si poteva volare in capo al mondo. Non lo dice solo il senso comune, ma anche il direttore della British Aiirways.
Il Pianeta ringrazia. I voli aerei, sempre più numerosi anche perchè offerti a prezzi sempre più stracciati, sono stati, almeno finora, la fonte di emissioni di anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – in più rapido aumento. Già lo si sapeva, ma l’entità di questo aumento si è rivelata sorprendente.
L’associazione ambientalista inglese Aviation Environment Federation ha pubblicato pochi giorni fa un rapporto sul traffico aereo preparato lo scorso anno dall’Agenzia europea per il controllo del traffico aereo e dalla Manchester Metropolitan University.
Il rapporto “Trends in Global Noise and Emissions From Commercial Aviation for 2000 through 2025” è stato redatto per un convegno sul trasporto aereo svoltosi a Barcellona lo scorso anno. Ma gli organizzatori non l’hanno reso pubblico.
Secondo il rapporto, l’anidride carbonica emessa dal trasporto aereo passerà dai 572 milioni di tonnellate annue del 2000 a una cifra tra gli 1,2 e gli 1,4 miliardi di tonnellate nel 2025. Un incremento tale da vanificare gli sforzi di riduzione negli altri settori.
Il trend si rivelerà veritiero nonostante i prezzi stellari del petrolio? Il carburante, ora caro come non mai, assorbe un terzo dei costi sostenuti dalle compagnie aeree. Oltretutto il carburante per arerei sta aumentando di prezzo ancora più rapidamente del petrolio.
Secondo una stima di Credit Suisse, già col petrolio a 120 dollari al barile – ora è 135 – nel lungo periodo nessuna compagnia europea, eccetto quelle che hanno attuato opportune strategie di copertura, può essere profittevole. E’ necessario ridurre il numero dei voli e aumentare il prezzo dei biglietti.
E ci vengono a dire che ci sono cordate (al plurale: non una sola) disponibili a rilevare Alitalia…
Sul Guardian secondo il direttore della British Airways è finita l’era dei voli aerei a basso costo
Il rapporto “Trends in Global Noise and Emissions From Commercial Aviation for 2000 through 2025” (via QualEnergia)
Sul Financial Times il costo del carburante aereo rincara più velocemente del petrolio
L’assurdità dei voli senza passeggeri
Leggi Rincaro del petrolio, gli aerei rallentano per risparmiare carburante
Leggi La recessione è ambientalista?
Foto Flickr
da maria
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di Simone il 01/1/70
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maggio 24th, 2008 at 11:04
In ogni caso l’aereo, facendo riferimento ai agrndi arei di linea, consuma come rapporto Km percorsi/persone trasportate come una parca utilitaria !
maggio 24th, 2008 at 17:25
Sì, un Airbus 380, se non ricordo male, utilizza 4 litri per 100Km a passeggero. Ma parliamo di motori – in questo caso il Trent-900 – tecnologicamente molto evoluti.
Con tutta la fame che c’è di mete “esotiche”, che mettono in secondo piano le bellezze artistiche del nostro sciagurato Paese, i futuri aumenti dei costi dei viaggi aerei faranno incrementare il fatturato di tante finanziarie
.
Detto a voce bassa, non capisco che cosa ci trovino di bello tante persone ad andare -per esempio- a Sharm: centinaia di litri di carburante per finire dentro a quelli che normalmente chiamo “recinti per turisti”, zeppi di cianfrusaglia insulsa.
maggio 24th, 2008 at 18:30
@stever
non ho i dati sotto mano, ma credo che sia possibile… con la lievissima differenza che con un parca utilitaria non verrebbe mai in mente a chiunque di fare un fine settimana a Parigi o a Londra
maggio 24th, 2008 at 20:31
Non c’è da farsi molte illusioni. La gente impazzisce ed è disposta a spendere e ad indebitarsi pur di viaggiare, specialmente in aereo. Per esempio a me ha fatto impressione il fatto che abbiano fatto giocare la finale di champions fra due squadre inglesi a Mosca e che migliaia di persone abbiano preso l’aereo solo per vedere una partita.
Era proprio necessario? non potevano giocare in una città inglese? E tutta questa gente che non ha esitato a uno spostamento oneroso per vedere dare calci ad un pallone.
Saluti
maggio 25th, 2008 at 17:12
Aldo, credo che la finale di Champions esuli un po’ dal discorso in quanto lo stadio della finale viene scelto almeno un anno prima a rotazione tra le nazioni della UEFA. L’anno scorso si giocò ad Atene, nel 2009 a Roma. A prescindere dalle squadre che andranno in finale.