Rifiuti a Napoli, il trapianto svizzero

E adesso basta. Via tutti, burocrati e politici. Tabula rasa, piazza pulita. Prendiamo una coorte di neozelandesi o anche solo di svizzeri e mettiamoli a pettinare le grane della monnezza napoletana. Ne faccio (anche) una questione di provenienza geografica, sissignori, ma non scambiatelo per antimeridionalismo di bassa lega, che non mi appartiene proprio. Il punto è un altro.
Mi sono fatta l’idea che la storia d’Italia è irrimediabilmente segnata dalla continuità della classe dirigente: politici, ma anche alti funzionari statali e burocrati tutti. L’italia liberale, fascista e repubblicana; la cosiddetta Seconda Repubblica di Prodi e di Berlusconi: mai una cesura netta. Una storia all’insegna del trasformismo. Continuità sempre e comunque, attraverso i secoli e i regimi. Di qui la possibilità che attecchiscano e prosperino interessi personali, particolari, criminali e la parallela impossibilità di una svolta netta, senza la quale la situazione dei rifiuti a Napoli non potrà migliorare: lo testimonia il fatto che il colpevole non si trova, non c’è. Tutti dicono che è qualcun altro, e neanche lo identificano. Lo fanno il sindaco sindaco Jervolino, il presidente della Regione Bassolino, il prefetto Pansa, il ministro Pecoraro Scanio. Un buco nero che assorbe inimmaginabili quantità di denaro pubblico e un nodo inestricabile. Donde la mia invocazione dei neozelandesi e degli svizzeri, purchè non siano la nuova nomenklatura delle multi-services e multi-utilities contro cui ha messo in guardia Alex Zanotelli. Del resto, il nodo dei rifiuti di Napoli è l’immagine dell’Italia così come l’abbiamo voluta noi elettori italiani, capaci di seguire un comico che ha organizzato il V-Day ma assolutamente incapaci di mandare a casa ladri e inetti quando si tratta di andare a votare. Brucia l’immondizia di Napoli? La coscienza, quella sì, ci dovrebbe bruciare. Foto Flickr.
da maria
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di Tiziano M. il 01/1/70
scusami, ma se vogliamo fare del populismo "il nord mangia sulle nst spalle" mi pa...
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gennaio 4th, 2008 at 17:21
‘azzo che indignazione.
magnifico.
e condivido pienamente.
Colpevole? In Italia non esistono colpevoli: la m…a succede. solo questo.
o forse è quell’interesse economico che si cela dietro alla costruzione di quel mostro di inceneritore? noo, non può essere quello che mette d’accordo destra e sinistra trasversalmente, non i soldi, non in Italia, noo.
è stato il fantasma formaggino, non lo sapevate?
Bertolaso, Jervolino, Bassolino andate a scuola dai sindaci di Bellizzi o di Mercato San Severino o di Padula che sanno spiegarvi come mai si dice che un rifiuto ben raccolto non è monnezza ma risorsa.
gennaio 4th, 2008 at 19:57
sui pochi giornali stamattina si leggeva
che i politici si sono aumentati lo
stipendio di 200 euro.
sono impegnati a spenderli,e’
tempo di saldi e non hanno tempo x altre cose…
gennaio 4th, 2008 at 20:39
Onestamente penso che i colpevoli siamo primna di tutto noi che i rifiuti li produciamo … è piacevole sparare su questa classe politica, molto più difficile rivedere le nostre abitudini consumistiche.
Sicuramente concordo che la classe politica abbia le sue colpe ma se vivessi a Napoli prima di lamentarmi a spada tratta almeno proverei a cambiare le mie abitudini iniziando un vera selezione del consumo; lo fanno la?
Saluti radiosi
gennaio 4th, 2008 at 21:09
Se segui questo blog, Romeo, avrai notato le ripetute esortazioni in questo senso. Oggi ho scoperto che i napoletani sono fra coloro che, in Italia, producono meno rifiuti.
gennaio 5th, 2008 at 13:37
da buona napoletana vi posso garantire ke anke se forse poke famiglie,ma si fa anke la raccolta differenziata…purtrp siamo rovinati dalle xsone ignoranti.ma in parte nn è colpa loro…ci sn gli ignoranti al governo figurati se nn possiamo esserlo noi gente comune…
napoli vive qst realtà disastrosa,ma nn certo x volere nst….a napoli girano soldi grazie al turismo e a tt cio ke napoli di bello ha…dove sn i soldi?nelle taske di ki mal potenza….
gennaio 5th, 2008 at 14:45
Nei quartieri in cui la ritirano la raccolta differenziata si fa eccome. Ma come al solito è tutto bloccato dal potere camorra-politica. Avete idea di quanti miliardi girino in questo affare.
I cittadini sono i primi a richiedere che venga fatta la raccolta porta a porta.
http://it.youtube.com/watch?v=O9mlV8JSYbY
Vi è poi il problema di cui non si parla mai. Le industrie del nord che per 30 anni hanno avvelenato e continuano ad avvelenare le terre campane smaltendo i rifiuti cancerogeni sul suolo campano.
Leggete Saviano su repubblica di oggi:
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/rifiuti-campania/roberto-saviano/roberto-saviano.html
gennaio 5th, 2008 at 16:20
beh caro mikele ti do piena ragione,purtrp il nord mangia sulle nst spalle e ki viene buttato nella m….siamo sempre noi meridionali..
ti credi ke l alta moda, le grandi industrie e tt gli affari milanesi siano tt cose leali??decisamente no..è tt un giro dei nst soldi sporki…ke skifo
e poi napoli ten a nummnat
gennaio 5th, 2008 at 18:50
Gentile Mary,
scusami, ma se vogliamo fare del populismo “il nord mangia sulle nst spalle” mi pare un’affermazione che potrebbe senza ombra di dubbio alcuna essere rivoltata come un calzino e garbatamente rispedita al mittente (Irpinia, per fissare un “recente” riferimento temporale).
Per quanto riguarda gli smaltimenti illegali, l’eco-mafia opera bene in tutto il meridione. Ogni tanto anche nel nord si scopre qualcosa, ma sono eventi rari.
Questa notte, a Primo Piano, su Rai3, hanno detto quanto è stato speso in quattordici anni per “l’emergenza” rifiuti a Napoli; una cifra che ho preferito rimuovere dalla mente.
Evidentemente c’è chi ha tutto l’interesse di mantenere questo costoso stato di emergenza, malavitosi che tengono in scacco una classe politica incompetente.
C’è un paese, vicino a Napoli mi pare, ma pur sempre in Campania, dove la raccolta differenziata si fa, e funziona abbastanza bene.