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Lo yogurt applicato alla recessione

Mi zampilla: non riesco a non replicare. Dicevo, a proposito di recessione (forse!) ambientalista, che per quanto mi riguarda possono tranquillamente andare a quel paese il servizio buono di piatti da 12 e tante altre cose. Secondo Massimo invece ci vogliono, sennò chi le produce non può a sua volta acquistare ciò che gli serve per vivere. Dissento. La mia teoria è quella, famosa, dello yogurt: eliminare la fabbricazione del vasetto, il trasporto e quant’altro. Tenere lo yogurt e basta. Il mercato solo per i beni – gli antibiotici, ad esempio – che sono indispensabili per vivere, e che non potremmo procurare altrimenti. E ancora una cosa, a Stever: mi perdonerà se gli dico che la vacanza non c’entra con li luogo. Secondo me è una condizione interiore. Foto Flickr.

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gen  08
28
alle 09:02
da maria

Ultimo commento:

di Gilberto il 01/1/70

Oppure autoproduciamolo. (Da ricetta del turco sotto casa) Un litro di latte, lo fate bollire, po...


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5 Commenti to “Lo yogurt applicato alla recessione”

  1. massimo dice:

    senza vasetto e trasporto, dove lo tengo lo yogurt, come lo porto a casa ?? Facciamolo alla spina come per i detersivi. Oppure devo tenermi una mucca in appartamento??

  2. Aldo dice:

    Massimo, vai al negozio con i tuoi vasetti, e un commesso te li riempie prelevando da un contenitore refrigerato grande, magari in acciaio. Il contenitore in acciaio, svuotato entro un paio di giorni o poco più, rientrerà in azienda (magari un’azienda del posto) dove verrà sterilizzato e riempito nuovamente.

    Il commesso, magari assunto stabilmente e non come precario con contratto a un mese, ringrazierà. Potrebbe addirittura essere la stessa persona che lavorava ad una macchina per fabbricare vasetti in plastica a perdere!

    Tecnicamente è senz’altro possibile. Magari un po’ meno lucrativo ma possibile.

  3. roberto dice:

    che procedura macchinosa… facciamoci in casa quello che possiamo, alla spina solo quello che serve. non serve una mucca in appartamento, in rete ci son tutte le istruzioni per farsi lo yogurt in casa.

  4. Aldo dice:

    Be’, il procedimento “macchinoso” descritto sopra sarebbe comunque necessario per il latte. No latte, no yogurt. :)

  5. Gilberto dice:

    Oppure autoproduciamolo. (Da ricetta del turco sotto casa) Un litro di latte, lo fate bollire, poi raffreddare fino a 40 gradi. Aggiungente 125g di yogurth (anche auto prodotto) e 100g di zucchero. Poi lo lasciate a una temperatura calda 30/40 gradi per un po’ di ore.
    Non e completa autoproduzione pero’ ci si avvicina.

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