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La recessione è ambientalista?

Sotto il titolo “Coerenza nel pensiero”, Il Contadino scrive:

L’economia basata sulla crescita cambia il clima e ammazza il pianeta si diceva. Benvenuto quindi una recessione e la crisi dei consumi. O no?

Ora che la borsa barcolla e che la Terra perdipiù è spolpata anch’io mi chiedo se questo può essere l’annuncio di un mondo migliore. Non so. Anzi: temo che non sia così. E tanto per cominciare, vorrei demolire uno dei pensieri correnti. Quello secondo cui battere e ribattere – come io faccio – sulla necessità di ridurre i consumi presuppone un mondo primitivo e deprivato. Questo non è vero: e da qui inizio a ragionare.

Il mondo migliore che spero è quello in cui ognuno ha cibo sufficiente e adeguato, cure mediche, caldo d’inverno e istruzione. Pure internet e un bel tot di libri, se possibile. Un mondo di questo genere però è un mondo complesso, che va oltre il puro e semplice zappare la terra e di lì campare. Presuppone che ciascuno produca più di ciò che gli serve per mangiare: gli antibiotici non crescono spontaneamente sui meli.

Però per quel che mi riguarda moltissimi consumi si possono felicemente potare. Che senso ha comprare un gioiello? Che senso ha il servizio buono di piatti per 12 persone, da usare una volta ogni mai, e la credenza solo per tenercelo dentro, e la sala da pranzo aggiunta alla casa perchè anche la credenza abbia un posto? Se la crisi – questa o un’altra ventura – si porterà via queste cose, dirò solo menomale. Ma c’è un problema.

Bisogna governarla, la crisi, perchè abbia questo sbocco, perchè porti via ciò che inutilmente appesantisce il pianeta e il resto invece sia salvo. Se si lascia che il mercato faccia semplicemente il suo corso, continuerà la tendenza che è in atto ora: i ricchi – pochi – sempre più ricchi di gioielli, credenze e tutte le altre varie ed eventuali; gli altri, se già non sono poveri, sempre più immiseriti. Pare che negli Stati Uniti le cose stiano prendendo proprio questa piega. E’ per questo che la recessione mi fa paura. Foto Flickr.

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gen  08
24
alle 11:22
da maria

Ultimo commento:

di laura il 01/1/70

carissimi, voi che avete figli, non pensate che oltre a lasciare sulla terra una parte di voi, c'...


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5 Commenti to “La recessione è ambientalista?”

  1. aldo de luca dice:

    E’ fuori dubbio che bisogna dare un taglio ai consumi inutili. E questo porta un beneficio immediato anche da un punto di vista economico. Il difficile è crearsi una mentalità che ti faccia vedere alcune cose non come appetibili ma come superflue. Per esempio le grandi automobili, i grandi viaggi, le seconde case, il sentire la necessità di doversi spostare in macchina molte volte nei fine settimana ecc.
    Io ci sono riuscito e sono contento.
    Saluti

  2. Stever dice:

    Dipende dove abiti ! se abiti in un loculo di 50 mq in un megapalazzone di una degradata città (faccio il mio esempio) ti assicuro che fare un viaggio estivo il più lontano possibile o spostarsi almeno la domenica con l’auto diventa una necessità dell’animo e non solo dell’animo se si hanno figli piccoli che girano per il loculo ! Certo magari con una villetta del Mulino Bianco me ne starei buonino sulla mia sdraia :-)

  3. massimo dice:

    Purtroppo c’è bisogno di chi compra il servizio da 12, ed usa l’automobile, altrimenti gli operai che le hanno costruite come fanno a comprarsi da mangiare, libri, medicine. Si al progresso, no allo sfruttamento.

  4. Aldo dice:

    Mi viene sinceramente da chiedermi come possa, uno che vive in un “loculo di 50 mq in un megapalazzone di una degradata città”, pensare di mettere al mondo dei figli sepolti vivi già in partenza. Tra l’altro, “dei figli” è plurale.

  5. laura dice:

    carissimi, voi che avete figli, non pensate che oltre a lasciare sulla terra una parte di voi, c’è anche altro lavoro a fare?
    L’uomo ha fagogitato natura e animali per la sua sete di potere e profondo egoismo. Dato che tutto è ciclico, la conseguenza logica non è altro che l’azione inversa………

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