Energie

Profitti alti e pochi investimenti, i conti in tasca alle compagnie petrolifere

esso

Le compagnie petrolifere stanno facendo affari d’oro. Ma dove finiscono tutti quei soldi? Direttamente nelle tasche degli azionisti.

Solo le briciole vengono investite per cercare nuovi giacimenti, e le briciole delle briciole nelle energie alternative.

Ho scovato un articolo che mi è piaciuto sull’edizione on line del Reading Eagle, un quotidiano della Pennsylvania. L’autore fa un po’ di conti in tasca alle compagnie petrolifere.

Si pone da un punto di vista che non è il mio. Cerca cioè di capire quanti soldi le compagnie petrolifere investono per cercare nuovi giacimenti.

Personalmente sono convinta che l’era del petrolio facile è finita. Oltretutto il petrolio inquina e alimenta l’effetto serra. Mi sarei piuttosto chiesta come si attrezzano le compagnie in vista di un futuro con sempre meno petrolio.

In ogni caso, le cifre non cambiano. L’anno scorso le cinque più grandi compagnie petrolifere internazionali hanno speso il 55% degli incassi nel riacquisto di azioni proprie o nei dividenti. Nel 2000 spesero in questo modo il 30% degli incassi, e nel 2003 appena l’1%.

Le compagnie petrolifere dicono che in questo modo perseguono la “politica” che più fa gli interessi dei loro azionisti.

Solo nell’immediato, mi pare. Ammesso e non concesso che ci sia ancora petrolio in abbondanza sottoterra, se nessuno lo cerca non verrà mai fuori.

Il mondo, però, avrebbe bisogno di un po’ di quei soldi per sviluppare l’uso di energie che non dipendono dal petrolio.

Nei primi tre mesi di quest’anno la Exxon Mobil ha sborsato 5,5 miliardi di dollari per investimenti vari, e 8,8 miliardi di dollari per il riacquisto di azioni proprie sul libero mercato.

Ve li immaginate quegli 8,8 miliardi di dollari investiti nell’eolico e nel solare?

Da Reading Eagle profitti e pochi investimenti, i conti in tasca alle compagne petrolifere

Leggi Le multinazionali fanno affari d’oro con la crisi alimentare

Foto Flickr

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lug  08
28
alle 01:58
da maria

Ultimo commento:

di Paolo Marani il 01/1/70

Per quale motivo, le compagnie dovrebbero mai investire nel cercare nuovi giacimenti ?
Non bastan...


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2 Commenti to “Profitti alti e pochi investimenti, i conti in tasca alle compagnie petrolifere”

  1. Saint Andres dice:

    Caspita! Il problema è che secondo me sanno bene quanto manca alla fine delel scorte di petrolio e sanno che possono tirare avanti ancora per molti ani senza ffarsi problemi sul destino del mondoe sull’inquinamento. Certo penso che se investissero in energie alternative avrebbero comunque da guadagnarci e non poco.

  2. Paolo Marani dice:

    Per quale motivo, le compagnie dovrebbero mai investire nel cercare nuovi giacimenti ?
    Non bastano 83 milioni di barili estratti al giorno ?
    Fossi una compagni petrolifera, troverei conveniente lasciare le cose come stanno, estrarre uguale e fare pagare cara l’eccesso di domanda aumentando a dismisura i prezzi..

    Non è speculazione, è il mercato bellezza.

    Se la domanda non è uguale all’offerta, e l’offerta non sale, la domanda cala, e per farla calare si alza il prezzo, non c’è nessun cattivo speculatore dietro.

    Solo se tornasse in mano pubblica, l’estrazione petrolifera potrebbe fare nuovi investimenti, e per che cosa poi, dato che la maggioranza di giacimenti facili sono stati sfruttati tutti, rimane poco petrolio molto difficile, investire significa solo buttare via molti soldi per mantenere lo status quò.

    Burns, baby, burns!

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