Petrolio a 117 dollari, si va avanti come prima?

La scorsa settimana il petrolio ha raggiunto i 117 dollari al barile. Cinque mesi fa, quando il petrolio arrivò a 100 dollari, sentivo il profumo del 1973: l’austerity – ricordate? Io c’ero! – le auto vietate la domenica e una serie di severità collaterali per risparmiare benzina ed energia.
Bel botto, eh, questo 15% di aumento in neanche sei mesi? E secondo l’Iran il petrolio non è ancora abbastanza caro. L’Opec, dal canto suo, prima fa balenare e poi nega un aumento della produzione.
E il mondo neanche fa una piega: è questo che mi stupisce. Eppure…
Il New York Times fa il conto dell’energia di cui il genere umano avrebbe bisogno nel prossimo futuro – lo sviluppo di Cina, India e Medio Oriente tira la volata – e del petrolio che resta.
In conclusione, è improbabile che sottoterra, da qualche parte, sia nascosto tutto il petrolio che ci tirerebbe fuori dai guai.
Probabilmente c’è ancora petrolio nell’Artico, ad esempio, e in altri luoghi dove estrarlo sarebbe assai costoso e costituirebbe un vero incubo ambientale. Significa, mi permetto di chiosare, prezzi che neanche la batosta presente aiuta ad immaginare.
Il petrolio è “incorporato” dappertutto: non solo nell’energia elettrica e nei trasporti, ma anche nel cibo e in tutti i manufatti.
Bisognerebbe pensare a cosa si può fare con meno petrolio, invece niente…
Sul Tempo: secondo l’Iran il petrolio a 115 dollari non è ancora abbastanza caro
sull’Agi Il Kuwait fa balenare un aumento della produzione da parte dell’Opec ma l’Opec dice che non ce n’è bisogno
Sul New York Times il petrolio a 115 dollari
Leggi Petrolio, la decrescita inevitabile
Foto del New York Times via The oil drum
da maria
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aprile 21st, 2008 at 21:22
beh in in effetti e’ da tempo che
lo dico.
nel 1973 c’era l’austerity e si
andava a piedi; adesso con il petrolio
a 117 db si vendono sempre di piu’
macchine di grossa cilindrata,e’ un
mistero, oppure…
la manovra e’ stata decisa a tavolino
dall’america,per trovare una scusa
per dar battaglia a qualche nazione e
mettere cosi’ in moto la piu’ fabbrica
del mondo,la guerra.
aprile 22nd, 2008 at 08:17
Debborahh: “[...] oppure… la manovra e’ stata decisa a tavolino dall’america [...]“
Be’, non ci sono solo gli USA al mondo, né sono gli unici guerrafondai — la “manovra”, qualora esistesse una manovra, potrebbe partire da più fonti anche in contrasto tra loro. Personalmente sono più propenso a pensare ad un sistema affetto da gigantismo e che ha ormai superato le possibilità di controllo permesse dall’intelligenza umana, troppo limitata per un compito tanto immane. Ovviamente la mia è solo una banale illazione.
aprile 22nd, 2008 at 19:38
credo che tu abbia ragione,il sistema e’ormai fuori controllo per chiunque.
aprile 22nd, 2008 at 19:39
dimenticavo il petrolio e’ a 119 $db