Negli Usa crollano i prezzi dei materiali di recupero. E la raccolta differenziata?

Dopo l’Inghilterra, i prezzi dei materiali di recupero sono crollati anche negli Usa. Alcune città hanno ridotto la raccolta differenziata.
Se è vero che ciò che capita in America tempo qualche mese e capita anche qui, prepariamoci. Vedo già gli inceneritori spalancare le braccia per accogliere di tutto di più. Ma questa, secondo me, non sarebbe la strada giusta. Ora vi dico.
Fino all’inizio dell’autunno si spuntavano ottimi prezzi per i materiali da avviare al recupero. Ora la crisi economica si fa sentire.
Erano soprattutto Cina ed India ad acquistare e ad avviare al riciclaggio i materiali della raccolta differenziata degli Usa. Adesso non comprano più nulla.
Così la carta di giornale è scesa da 160 dollari la tonnellata a 60. Il cartone ondulato da 50 a 10. La plastica non la vuole proprio più nessuno. A Charleston e dintorni hanno smesso di raccoglierla; idem i rottami metallici.
Già qualche mese fa in Italia la carta da macero ha assunto un “prezzo negativo”: ti pago purchè venga a prendertela. C’è da aspettarsi, temo, che le altre materie seconde subiscano una sorte analoga.
Però secondo me l’economia non è tutto, non è il sommo bene. La raccolta differenziata e il riciclaggio sono un valore in sè.
Certo, l’ideale è produrre pochi rifiuti. Ma tutto ciò che, buttato, viene avviato ad una nuova vita almeno non impoverisce le risorse del nostro stremato pianeta.
Se ricicli carta e cartone, non tagli alberi. Se riusi le lattine, non estrai altro metallo dalle miniere, che non ne possono certo fornire una quantità infinita. Eccetera: la questione secondo me va posta così.
Per cui prepariamoci, dicevo, a respingere le braccia che gli inceneritori, ultimamente di gran moda, protenderanno verso le nostre pattumiere.
Non è solo una questione di fumi che escono dagli inceneritori e salute. E neanche penso ai soldi che comunque ci spillano per bruciare i rifiuti tramite i Cip6. Dietro il riciclaggio c’è tutta una “filosofia. Non rottamiamola con la scusa della crisi.
Sul Telegraph negli Usa crollano i prezzi dei materiali di recupero, ridotta la raccolta differenziata
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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dicembre 15th, 2008 at 22:51
grande Maria, non avresti potuto esprimerti meglio di così
Purtroppo, nonostante la crisi, i prodotti non contengono ancora al loro interno i costi ambientali. Se così fosse, la raccolta differenziata converrebbe, anche economicamente. Ne sono certo