Napoli, riesplode l’emergenza rifiuti SpazzaMAP raccoglie le segnalazioni

Napoli ha di nuovo la monnezza alla gola. Cambiato il governo, i tigì non parlano quasi più dell’emergenza rifiuti e i giornali poco. Ma la situazione è tornata ad essere insopportabilmente grave. Parola di chi vive a Napoli e dintorni, e ha messo su internet ciò che tutti i giorni vede.
In giro per la città – è una delle poche notizie ufficiali – di rifiuti ce ne sono 4.000 tonnellate. Col caldo che inizia a montare. Avete presente cosa vuol dire?
Difficile farsene un’idea, anche perchè la puzza non passa dal pc.
E allora c’è SpazzaMAP, la nascente mappa dei cumuli di immondizia in strada. L’ha messa on line lo Studio Ingegneria ReACT.
In attesa che i navigatori inseriscano in massa le segnalazioni, buona parte di quel che c’è già su SpazzaMap è stato constatato personalmente dai suoi cinque autori. E ce n’è più che in abbondanza, mi pare. Signore e signori, inizia il monnezza tour: voltate pagina, se volete venire.
“Attualmente nella province di Napoli e Caserta (dove alcuni di noi vivono) si stanno ripresentando situazioni che potrebbero far esplodere di nuovo il caso immondizia in Campania“, mi scrivono i cinque “papà ” di SpazzaMAP.
Nelle zone di Napoli che essi frequentano regolarmente (Centro Direzionale, corso Meridionale, piazza Garibaldi) “ci sono cumuli imponenti, a volte di intralcio alla circolazione, ad esempio vicino alla Posta di corso Meridionale, dove spesso l’immondizia viene bruciata”
E il centro storico? Le altre zone della città ?

“Non sappiamo bene”, dicono. Ma garantiscono personalmente per i mucchi di rifiuti segnalati su SpazzaMAP verso Pianura (via Cannavino) e in alcune zone di Fuorigrotta e del Vomero.
In provincia? Di nuovo, la parola agli autori di SpazzaMAP. “Alcuni di noi ci abitano. Nei paesi della periferia Nord (Sant’Antimo, Aversa, Melito, Giugliano…) la situazione sta diventando caotica“.
La raccolta differenziata? A Napoli non si fa il porta-a-porta, ma ci sono i cassoni per strada. “In alcuni casi i contenitori per la differenziata sono attratori di rifiuti indifferenziati anche perchè sono posti vicino ai cassoni dell’immondizia comune. Quando questi ultimi sono pieni provocano un accumulo che interessa anche i contenitori della differenziata”.
Sarebbe tanto difficile evitare inconvenienti del genere? E’ un insulto, mi pare, a chi si prende la briga di differenziare. Ma continiuamo con la ricognizione.

In provincia va un po’ meglio, ma non certo bene: “In molti Comuni è partita la raccolta differenziata (in alcuni anche porta a porta) ma i problemi di smaltimento del pregresso provocano cumuli lungo le strade. I cassoni dalle nostre parti vengono svuotati, ma con una frequenza che permette l’accumulo di immondizia: ogni 3-4 giorni più o meno, ed a volte è necessario l’uso delle escavatrici”.
Non venitemi a dire che non c’è personale per questo lavoro, per favore. Una gloriosa puntata di Report ha immortalato gli addetti alla differenziata che non fanno niente tutto il santo giorno. Gli automezzi sono rotti, e misteriosi motivi ne impediscono la riparazione.
Ma passiamo oltre. Un paio di mesi fa, alla precedente esplosione dell’emergenza rifiuti, a Napoli fu tutto un fiorire di raccolte differenziate fai-da-te: le organizzarono le parrocchie, le scuole ed anche Greenpeace. Ed ecco com’è andata a finire.

“La cosa ci sembra sia andata scemando, anche se non si può dire che l’impegno non ci sia stato. Molti Comuni si sono mossi, le raccolte differenziate sono partite ed in alcuni casi stanno producendo anche dei risultati. Il problema generale è che quando i siti di stoccaggio vengono chiusi è difficile trovare una zona dove accantonare i rifiuti”.
Così è la situazione a Napoli, anche se a sentire i tigì non pare. Per un quadro più completo, basta passare su SpazzaMAP e segnalare.
Pochi sacchetti, eccedenza, agglomerato caotico e discariche abusive: SpazzaMAP è dotata di tutte le sfumature. E, ovviamente, c’è la possibilità di inserire quando, e dove, è stata fatta piazza pulita.
Il sistema, precisano gli autori, è adatto a ricevere segnalazioni di cumuli d’immondizia e discariche abusive da tutt’Italia. Coraggio, gente: non resta che cliccare.
La SpazzaMAP dello Studio Ingegneria ReACT, che compare nella prima delle foto
Su Ansa: 4.000 tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli
La puntata di Report del 2006 dedicata a come (non) viene fatta la raccolta differenziata a Napoli
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da maria
Ultimo commento:
di RB il 01/1/70
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maggio 16th, 2008 at 11:24
Se anche si differenziano i rifiuti in Campania forse mancano le aziende che ricilano i materiali.
Faccio solo un esempio da dove cominciare.
Preannucio solo che quanto segue riguarda solo una piccola parte del problema (1% del totale).
Il Gruppo Saviola è il più grande produttore di pannelli di legno e usa solo legno riciclato senza tagliare gli alberi.
In un anno sono 1,5 milioni le tonnellate di legno usato che vengono recuperate su tutto il territorio nazionale e anche in Europa
In Italia nel 2005 si sono prodotte queste quantita di rifiuti solidi urbani (cioè solo le raccolte dei cassonetti e non i rifiuti industriali!!!)
24.336.450 ton/anno
di rifiuti urbani indifferenziati
7.826.420
di rifiuti urbani differenziati
dei quali
427.307 ton/anno
di rifuto di legname (1,33% del totale degli RSU)
Mentre in Campania
2.628.610
di rifiuti urbani indifferenziati
(circa 1/10 di tutt’Italia)
418.650
di rifiuti urbani differenziati
5.077
di rifuto di legname (0.17% del totale degli RSU).
Se la Campania fosse in media nazionale dovrebbe recuperare 40.485 ton/anno di legno
cioè 8 volte tanto.
Se fosse virtuosa come L’Emilia Romagna (2,77%) recuperebbe 84.338 ton/anno di legno quasi 17 volte la quantià attuale.
Ai napoletani tutte le considerazioni su cosa fare e come farlo.
Da parte mia un’augurio e il consiglio: chiedete aiuto direttamente alle aziende che hanno bisogno di materiale e organizzate raccolte differenziate senza aspettare le istituzioni.