Rifiuti

Napoli, pane che avvelena. 1.400 fornai abusivi scaldano i forni bruciando rifiuti

pane

Certe cose, se vuoi saperle, ormai devi leggerle sui giornali stranieri. Ad esempio, la storia dei 1.400 fornai clandestini che a Napoli e dintorni avvelenano lentamente i loro clienti, dal momento che scaldano i forni bruciando i rifiuti.

E poi si dice che l’emergenza rifiuti a Napoli è finita, e la città è linda e lustra come uno specchio…

Del pane cotto bruciando i rifiuti parla oggi, in Inghilterra, il Guardian.

Il Guardian scrive che in base ad un rapporto reso pubblico la scorsa settimana, si sospetta che la camorra sia dietro le 1.400 panetterie illegali operanti a Napoli e nei dintorni.

Chioschi che vendono in strada pane fragrante e caldo a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma che lo cuociono bruciando vecchi mobili verniciati, gusci di noce impregnati di pesticidi, perfino il legno delle bare riseumate.

In sostanza, roba in grado di avvelenare lentamente i clienti.

Aggiungasi che le panetterie abusive, oltre al combustibile pericoloso, impiegano manodopera in nero. Per la precisione, migranti clandestini disposti a tutto per un tozzo (appunto) di pane.

La capitale delle panetterie illegali, scrive il Guardian, è Afragola, dove ne sono in funzione un centinaio. Appena 17 sono quelle legali.

Il giro d’affari delle panetterie clandestine è pari a 600 milioni di euro all’anno ed è controllato – prova a indovinare – dalla criminalità organizzata.

Tutte queste informazioni derivano da un’indagine effettuata dall’assessore provinciale all’Agricoltura Francesco Borrelli.

Sul Guardian Napoli, pane che avvelena. 1.400 fornai abusivi lo cuociono bruciando rifiuti

Leggi La mozzarella alla diossina vista dall’Inghilterra

Foto Flickr

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set  08
15
alle 03:37
da maria

Ultimo commento:

di Luger2 il 01/1/70

La verità è che nella provincia di Napoli ci sono più attività illegali che legali perchè lo...


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5 Commenti to “Napoli, pane che avvelena. 1.400 fornai abusivi scaldano i forni bruciando rifiuti”

  1. Loli dice:

    e che si deve commentare. Se è vero…

  2. Gino Morelli dice:

    Veramente ne parlava un’inchiesta dell’Espresso a inizio aprile

    Leggi qui:
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Pane-e-camorra/2012427&ref=hpsp

  3. filippo dice:

    il pane però è ottimo…….

  4. vittorio dice:

    bisognerebbe acquistare solo quello etichettato con la provenienza,
    a questo punto se tutti acquistassero pane solo etichettato si risolverebbe qualcosa….?

  5. Luger2 dice:

    La verità è che nella provincia di Napoli ci sono più attività illegali che legali perchè lo stato è assente! Non ve la prendete solo con la camorra che oramai ha in mano tutte le attività, compresa quella del pane e spesso anche di quello “imbustato”…

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