Motori

Meta e Open Street, le mini elettriche

Due miniauto elettriche sono in arrivo in Italia: la Meta cui accenna Roberto in un commento e la Open Street. Si aggiungono alla Tesla e alla iMiEV di Mitsubishi, che arriveranno anch’esse sul mercato fra qualche mese e che sono però auto “classiche” mentre Meta e Open Street sono auto bonsai: due soli posti, 45 chilometri di velocità massima, si guidano con la patente per il motorino. Non ancora noti i prezzi: ma di solito le auto elettriche sono care. D’altro canto le batterie si ricaricano con pochi euro e sono ad emissioni zero. Se si calcolano le emissioni necessarie per produrre l’energia elettrica con cui si alimentano, le auto elettriche inquinano più o meno la metà delle auto a benzina o a gasolio. Qui la tabella comparativa. Ma comunque è ovvio: saranno davvero pulite solo quando potranno “fare il pieno” dai pannelli fotovoltaici. Foto.

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feb  08
21
alle 02:58
da maria

Ultimo commento:

di Johann il 01/1/70

io sto usando una Open Street della Startlab S.p.A. da sei mesi, ci ho fatto 3500 km fino ad ora ...


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6 Commenti to “Meta e Open Street, le mini elettriche”

  1. Giovanni dice:

    Non dimenticatevi che in Italia è già presente la Reva, di fabbricazione indiana, 65 km/ora di velocità max e circa 60 km di autonomia, 2 posti + 2.
    La ditta per cui lavoro ne ha una, la usiamo in città, è uno spettacolo. il modello base costa 12.000 Euro ivata di listino.
    saluti Giovanni Filippi

  2. Aldo dice:

    12000 euro è uno sproposito! Da cosa deriva un prezzo così esorbitante per un veicolo dalle caratteristiche tanto limitate? Intendiamoci, le prestazioni sono più che sufficienti per un’auto da pendolarismo a corto/medio raggio o da trasporto urbano, ma il loro rapporto col prezzo non si spiega. Un’auto da 65 km/h non ha bisogno di strutture (freni, telaio, sterzo, gomme…) costose, è poco più di un carretto. La acquisterei molto volentieri se costasse come un carretto e non avesse degli accumulatori da sostituire ogni anno o due al massimo, con ulteriori rilevanti spese (senza costare i costi ambientali dello smaltimento di quegli accumulatori).

    Finirà come per l’auto di Tata? 2000 euro in India, chissà quanto qui da noi? Questo gioco al rigonfiamento dei prezzi è da rigettare senza mezze misure: il portafogli l’ha in mano l’acquirente, ed è giusto che reagisca con un pernacchio.

  3. roberto dice:

    E’ vero c’è anche la reva, ma ogni volta che la trovavo su internet veniva mostrata con questi colori della carrozzeria: http://www.kensan.it/articoli/Auto_elettrica_Reva-images/Reva.jpg . Insomma molto brutta. Se avessi trovato subito colorazioni più belle me ne sarei innamorato. Comunque il costo è vero è esagerato (e se non sbaglio lo stesso delle microcar versioni benzina o diesel. Almeno qui ci sono le batterie, dovrebbe esser quello il pezzo più costoso. Consiglierei le ioni polimeri invece di quelle già montate, così non vanno sostituite ogni 1-2 anni. Costano molto ma va considerato il risparmio di benzina, bollo, forse anche assicurazione..insomma paghi tanto subito ma poi non paghi più nulla. Comunque allla fine del loro ciclo vita le batterie vengono rigenerate o comunque riciclate. Il costo ambientale c’è sempre come in tutte le cose ma minore rispetto a quello di un motore con rendimento del 20-30%.

  4. Giovanni dice:

    No, c’è di 3 o 4 altri colori normali, la nostra è grigia metallizzata con i parafanghi neri, ma c’è sicuramente anche rossa, gli altri non li ricordo.
    Sicuramente il costo è esorbitante se vogliamo, ma sono daccordo con il commento di Roberto, non costa di più di una citicar a benzina, ma ha costi di gestione irrisori:
    in un anno ha percorso circa 3000 Km con un costo di ricarica zero, abbiamo il fotovoltaico in ditta, 100 euro di assicurazione e zero di bollo, zero di manutenzione, una ventina di litri di acqua distillata.
    Non ha emesso un grammo di CO2 o di inquinanti per viaggiare e non abbiamo disturbato nessuno con rumori vari.

  5. tonio dice:

    io dico no alle auto a batteria in quanto le batterie dopo un pò perdono di efficienza fino a doverle sostituire :( per cui occorre smaltirle !

    L’alternativa valida è l’aria compressa ;)
    in australia nelle industrie si vedono carrelli elevatori ad aria al posto di quelli a batteria ;)

  6. Johann dice:

    io sto usando una Open Street della Startlab S.p.A. da sei mesi, ci ho fatto 3500 km fino ad ora e mi diverte ancora. A Dresda ho incontrato un gruppo di appassionati dell’auto elettrica da tutta la Germaia che viaggiano da una vita con questi mezzi ed erano tutti contenti. C’era addirittura una Trabant elettrica guardate sto sito: http://www.elektromobil-dresden.de/

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