Rifiuti

Raccolta differenziata, la crisi delle materie prime e seconde

bottiglie di plastica

La raccolta differenziata è nel panico, almeno in Inghilterra. Crisi economica, crollano i prezzi delle materie prime e quindi anche delle materie seconde.

Nel Regno Unito plastica, bottiglie vuote & C. non le vuole più nessuno, tanto che Defra (Department for the Environment, Food and Rural Affairs) ha diffuso le regole per il corretto stoccaggio, in attesa che i prezzi tornino a salire.

In Italia, almeno per ora, non accade. Però… E in ogni caso attenti a non rottamare la raccolta differenziata.

In Italia, dicevo, non ci sono notizie di materie seconde da stoccare perchè invendibili e invendute. Ma ho letto un bell’articolo su Greenreport, che guarda dal punto di vista della raccolta differenziata l’analisi mensile del centro studi Confindustria.

Dice in sostanza: a causa della crisi crollano tutti i prezzi, compresi quelli delle materie seconde. In Italia la carta da macero ha addirittura un “prezzo negativo”. Cioè: ti pago, purchè tu venga a prendertela e la avvii al riuso.

Giusto l’altroieri il vento soffiava dall’altra parte. A causa della crisi economica andavano rubati i tombini: meritava rischiare per via del prezzo del metallo. E a Londra si parlava di “landfill mining”, la convenienza di estrarre materie seconde dalle discariche pre-raccolta differenziata.

Adesso che facciamo, rottamiamo la raccolta differenziata? No, dicevo. Anche se il riciclaggio ha un costo in termini di energia ed inquinamento, si risparmiano comunque materie prime al nostro esausto pianeta.

Per questo va difesa la raccolta differenziata anche se – sapete come la penso – la metto in subordine rispetto alla riduzione dei rifiuti: i prodotti alla spina e il vuoto a rendere.

Spero che il mondo non faccia quest’altra bestialità, spero che nessuno venga mai a dirci di immolare il riciclaggio sull’altare dei prezzi, dell’economia e del libero mercato.

Il libero mercato ha prodotto un castello di carte finanziarie ormai in crollo conclamato. Un soprassalto di buonsenso, per favore: invece di tagliare alberi, continuiamo a riciclare la carta anche se ha un “prezzo negativo”.

Su Greenreport raccolta differenziata, la crisi delle materie prime e seconde

Sul Telegraph crollano i prezzi delle materie seconde, in Inghilterra va in crisi la raccolta differenziata

Su Tribuna Economica i prezzi e l’analisi mensile del Centro studi di Confindustria

Foto Flickr

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nov  08
14
alle 01:16
da maria

Ultimo commento:

di Alessio Scippo il 01/1/70

In merito all'andamento dei prezzi, non della raccolta differenziata ma delle energie rinnovabili...


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4 Commenti to “Raccolta differenziata, la crisi delle materie prime e seconde”

  1. federico vannucci dice:

    Bèh, forse sarebbe il caso, invece di “fare il tifo” per l’esaurimento di questa o quella risorsa (magari con tanto di … GUFATE!), di augurarsi che l’economia “tenga” e vada pure meglio: perchè, nelle condizioni in cui si trova oggi l’Umanità, la difesa dell’Ambiente va a braccetto con un’economia stessa in buona salute.

    O meglio: se va giù l’economia, davvero non si sa dove si rischia di andare a finire, altro che “decrescite felici”!!!

    Però capisco che, nei Centri Sociali e/o ambienti della sinistra verdo-radicale, questi son concetti difficili da far capire…

  2. dumpDesign dice:

    Ho appena fatto un esame in Lifecycle Design, in un ottima università di Design e Architettura. Il corso vale pochissimo rispetto ad altri. Fino a che non ci renderemo conto dell’importanza che la vita dei prodotti ha nel sistema industriale, partendo dall’istruzione scolastica non riusciremo mai ad utilizzare un proddotto al meglio delle sue potenzialità. Ricordiamoci che quando acquistiamo un bene (prodotto), non siamo solo fruitori del servizio ma anche del bene stesso. Istruiamoci al riuso.

  3. dumpDesign dice:

    scusate avevo sbagliato il sito.

  4. Alessio Scippo dice:

    In merito all’andamento dei prezzi, non della raccolta differenziata ma delle energie rinnovabili, cito dalla puntata di Report “Gli scoppiati” del 19/10/2008:

    STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
    La recessione nessuno la vuole e per riprendersi dalla bolla che cosa si fa? Si fabbrica un’altra bolla: la “bolla verde”. Laggiù in California, i capitali di ventura si stanno buttando sulle energie rinnovabili, come ci conferma Giacomo Marini, l’italiano fondatore della Logitech e investitore nella Silicon Valley

    Fonte: http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1080459,00.html

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