Lenticchie, fagioli, grano, ortaggi. Gli spaventosi rincari del cibo
Il cibo rincara, ma di quanto esattamente, voce per voce? Non so voi. Io non riesco a ricordare quanto costavano le patate e i pomodori un anno fa.
Ho trovato i prezzi di vari tipi di ortaggi, frutta e prodotti agricoli messi on line negli Stati Uniti da Cattle Network, con il confronto maggio 2007-maggio 2008.
Roba da infarto, ed in effetti una piccola dose di infarto la prendiamo tutte le volte che facciamo la spesa. Lenticchie più 147%, sedano più 106%, per citare il fior fiore.
E’ la crisi alimentare dovuta, per semplificare, al prezzo del petrolio – concimi e trasporti “incorporati” nel cibo – e ai biocarburanti. Prima di entrare nei dettagli: questi sono rincari americani, valgono anche per noi? Secondo me, tuttosommato sì.
Finchè dura la globalizzazione, dura anche l’abitudine di produrre per il mercato mondiale e non per i bisogni locali, Dunque i prezzi delle derrate sono in linea di massima suppergiù gli stessi ovunque.
Vero che i rincari del carburante fanno sì che le merci tendano a viaggiare meno. Ma è una tendenza in prospettiva, e ancora non si fa fa sentire in modo deciso. Però una cautela: sono prezzi in dollari, e il dollaro rispetto all’euro in un anno si è svalutato.
E allora, lo prendiamo insieme questo infarto sui rincari 2007-08 di frutta e ortaggi e più in generale degli alimentari? Prendiamolo, ma a piccole dosi. Cominciamo dalla frutta, settore in cui ai rincari esistono luminose eccezioni.
I limoni sono rincarati del 155%, le mele del 26%, pesche ed uva rispettivamente del 15% e del 14%. Però vanno in controtendenza arance, pere, mandarini (che costano molto meno) e fragole.
Arriviamo alla verdura, punto assai dolente.Sedano più 106%, cavolfiori più 50%, cipolle più 30%, insalata più 23%, patate più 15%, pomodori più 13%. asparagi più 8%: Rincari moderati per fagiolini, mais dolce (agli americani piace…), broccoli. Le carote invece costano il 20% in meno.
I legumi costituiscono un colpo ancor più duro. Oltre alle già citate lenticchie, fagioli secchi più 64%, piselli più 62%.
In generale, fra il maggio 2007 e il maggio 2008 le granaglie sono aumentate da paura. Mi stupisco che Cattle Network assegni al riso “solo” un più 50%: io sapevo di un rincaro del 60% del riso dall’inizio dell’anno. Ma forse la spiegazione sta nel fatto qui che viene preso in considerazione il prodotto grezzo, non quello raffinato e pronto per il consumo.
Comunque: orzo più 52%, mais più 46% – ma negli ultimissimi giorni il mais è rincarato ancora – soia più 72%, grano più 80%. Qui sotto qualche link da cui partire ad esplorare la crisi alimentare.
Su Cattle Network prezzi e rincari di frutta, ortaggi, prodotti agricoli nell’ultimo anno
Leggi Crisi alimentare, fosforo e concimi rincarano più del petrolio
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Via Treehugger
Foto Flickr
da maria
Ultimo commento:
di dukenukem il 01/1/70
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luglio 1st, 2008 at 13:39
Allora mi sembra che non ci sia proprio più niente da fare: non ci “salviamo” nemmeno con il … vegetarianesimo!!!!!
luglio 1st, 2008 at 13:46
federico vannucci, ormai ci rimane solo il neopaganesimo, forse quello ci salverà .
luglio 1st, 2008 at 13:47
Per la cronaca, i vegetariani mangiano molta meno verdura(oltre che cereali) degli onnivori.