Le api muoiono, quest’inverno il 20%

Le api muoiono sempre più numerose, sempre più rapidamente. Fino al 2000 in un anno ne moriva il 3-10%. Ora il 40-50%. Soltanto nell’ultimo inverno la morìa ha raggiunto il 20%.
Senza le api e senza la loro impollinazione, addio a buona parte dei frutti e dei raccolti.
“Ma c’è una cosa ancor più preoccupante. Fino ad una decina di anni fa gli apicoltori in linea di massima non avevano particolare praparazione. Ora invece hanno capacità tecniche elevatissime, e danno attenzione costante alle api. Eppure…”
Lo dice Francesco Panella, presidente dell’Unaapi, Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani. Dunque le api muoiono in massa pur essendo accudite con un’attenzione fino a qualche tempo fa impensabile. Signor Panella, perchè muoiono?
“La perdita di quest’inverno è da addebitarsi alla varroa. Però…”
Però anche dieci anni fa le api erano affette da varroa, ma non morivano mica così. C’è dell’altro, dunque?
“Soprattutto al Centro e al Nord Italia c’è il probabilissimo effetto dei pesticidi neurotossici. Nelle zone di monocoltura – mais, vite, grano – le api hanno vita veramente difficile”.
I posti peggiori di tutti?
“Quelli coltivati a mais. La monocoltura di mais è la negazione stessa della vita, lo trattano con prodotti chimici contro tutto. E poi i diserbanti, i concimi…”
La regione più colpita?
“Il Veneto. Là le api non le tieni più”.
E quest’inverno com’è andata?
“Non esistono dati globali. I censimenti sono effettuati solo su scala locale. Possiamo fare stime approssimative, che però discendono da inchieste dell’associazione, e che di conseguenza sono attendibili“.
E dunque?
“La perdita invernale di api è attorno al 20%. Lungo tutto l’arco dell’anno bisogna aggiungere un altro 20-30%, e il fenomeno è più accentuato al Nord e al Centro. Totale: 40-50% di api morte ogni anno”
Negli ultimi mesi si sono manifestate novità ?
“Sì, questa primavera per la prima volta abbiamo visto morìe incomprensibili. Secondo me si tratta di possibili effetti sub-letali dei pesticidi neurotossici. Se è così, è la prima volta che si verifica”
Ma cos’è successo?
“Se la mia ipotesi è giusta, le api si sono venute a contatto con residui di pesticidi neurotossici ma lì per lì non sono morte. Sono però morte durante l’inverno, nutrendosi delle provviste contaminate che avevano accumulato”.
Spariscono le api, ma anche le lucciole e le farfalle. Noi uomini siamo grandi e grossi, al confronto. Ma in ultima analisi, non siamo di ferro neanche noi…
Foto Flickr
da maria
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di Aldo il 01/1/70
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marzo 17th, 2008 at 16:03
Alla faccia di tutti coloro che continuano, mentendo, a sostenere che la situazione ambientale è andata migliorando negli ultimi decenni. Certo, e Babbo Natale è il papà di Gesù Bambino e porta i doni a tutti i bimbi buoni. Ma che ci facciano il piacere!